Volevo essere leggera come un giorno di domenica sul calendario una primavera fresca e soleggiata all’ombra di un pino volevo truccarmi di matita gli occhi con qualche brillantino avrei tanto voluto far sorridere con battute divertenti così da lasciare il segno e non voler più fare a meno di me. E tutto è andato storto. Volevo mantenere la calma anche durante la tempesta avevo mia figlia in braccio e non c’ho visto più volevo credere di sognare alle favole smarrite in qualche libro una pioggia fredda si è abbattuta piombando nella realtà dei fatti. Tutto è scivolato dalle mani. Erano tutti contro di me, perché pensavano che ero il bersaglio più semplice Sbagliato! Tutti mi hanno morso come lupi affamati sulla neve candida perché pensavano che fossi io il boccone più facile da divorare e mandar giù Sbagliato. Come al solito mio padre e mia madre hanno messo in mezzo me per farsi la guerra. E c’è chi ci casca, non dandomi una mano di supporto, ed è sbagliato! Io cosa? No, io ho fatto bene a tirare fuori le unghie e ad oppormi con tutta la voce che posso, perché non ci casco più, se mi volete togliere anche la voce, o la mia attenzione di difendermi con l’unico mezzo che concepisco, vi siete sbagliati di grosso tutti.

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