DA : LUCIDA MATURA

SENZA CORNICE

Con tutto quello che ho visto, ancora non si vede passare,
e chi sono io per pretendere un cielo blu, un sole brillante
una serata a un tavolino tondo con gli alberi intorno
chi sono io per desiderare un’autostrada, una macchina, Roma?
Sono le 13.00, ancora manca molto e devo stare calma,
sognavo, sognavo, sognavo, ora è meglio che mi rilassi,
non succederà mai quello che dico se lo dico ad alta voce,
ma chi sono io se non urlo forte in segno di alterazione?
Chi sono, chi sono io se non insegno a mia figlia a gridare?
La rabbia è sempre meglio dell’apatia, più o meno sono sola,
se mi fossi ricordata che il mio più grande difetto è:
mi fido sempre troppo delle persone anche dopo le ultime possibilità.
Sono le 14.00, ancora non ho ingollato quello che ho visto passare,
furtive Porsche, Range Rover, Blu Audi cabriolè, Golf metallizzata,
ma tutte senza musica e la mia Seicento dov’è?
L’autostrada, il guardareil, fantasmi ai finestrini, fumo, bevute a Roma?
Così fanno i ridicoli mentre noi ribaltiamo i finali.
Il coraggio lo lasciamo a bere da solo in tardo pomeriggio
noi preferiamo gridare forte come fossero tutti ignoranti,
adesso che il giochino l’ha capito anche mia figlia a due anni,
state pur tranquilli che l’invenzione più fantastica del mondo
non la vedremo mai passare di qua,
Gesù, Mohamed, le croci, le sante, i veli, e Dio che tanto non esiste.

 

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