DA : LIBRO NERO

“ TU CHE COSA SAI Di ME? “

La frase più ricorrente se ne parlo è:
-ma di che ti meravigli?-
Raccolgo briciole d’ogni disordine
e qui sul tavolo mi fermo a pensare
non credo nessuno mi conosca meglio di te.
Sono finita così lontana dalla poesia
niente è poetico qua, niente d’artistico
neanche piangere è a un palmo di mano.
E tutti sorridenti e pieni di sé intonano un coro:
-scusa ma perché ti meravigli ora?-
Ecco cosa raccolgo, briciole di ogni cosa
sul tavolo non deve rimanere niente
mi fermo a pensare, la solita domanda:
-ma tu cosa sai di me?-
Sono finita in luoghi lontani dal pittore quale ero
dai miei colori a tempera, e dal respiro di un quadro
niente è più lontano dalla poesia da ciò che appariva.
Che cos’è che non capiscono?
Che cos’è che non sentono?
Che cosa è più magico di un ritratto reale?
Ogni mia intenzione ogni mia rivoluzione
la interpreti a modo tuo, non hai il tocco giusto
e una persona quando ti entra nelle ossa
si mescola col sangue e allora,
allora non esce più da dentro.
-Cosa ne sai tu di me.-

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