RACCONTOBREVE

AVANA SETTE

Atterrata a Malpensa il 5, non mi riposo, non dormo, non mi rilasso, piango a dirotto in bagno, cazzo ho già il Mal d’Africa. E lo confondo con “rapporto conflittuale con mio padre”. Mentre invece è solo “desiderio di quei colori lì”.
Atterrata a Malpensa il 5, volo a casa, volo in banca, volo al cesso, volo davanti una tazzina di caffè nero, volo al telefono. E chiamo tutti quelli che mi sono mancati. Te e Carlo Alberto. Forse ho avuto l’intenzione di chiamare con segnali di fumo anche il mio migliore amico, ma ormai non risponde più al richiamo d’indiani. “Wrong dei Depeche Mode sempre in cuffietta”.
Il tempo di una litigata furibonda, il tempo di fare giù a spintoni, il tempo di prendermi una sbornia dalla quale non mi riprenderò più, e via son ripartita per un altro lido, altre lande, altre zigzagate.
Sollevate da terra il 7, l’aereo faceva slalom attraverso le nuvole, sopra le Alpi. Questa è la volta buona che io e te Conny, si va A Berlino.
Te che fai: – Uh! Uh.. uuhh! Senti, senti come và! Qui ci si schianta tutti! Oddiooo! –
Ed io che fo: – Guarda. Guarda bello lì! A và guarda! E lì… e là… e uuooaaww!! -.
S’arriva piene di innocenza e genuina fame di conoscere… e si becca il nostro contatto italo – deutsch: Monica si chiama, detta Avana 7 o Gigia o Gnomo o Louigia o Ehi Tu o Topo o semplice Avana. Dalla sua passione per l’unica cosa alcoolica che può bere: una bottiglietta Mignon da collezione di quell’amaro, dice squisito ma assolutamente introvabile. Lì cari, non ce l’aveva nessuno. Si girava e si rigirava per supermarket e non ce l’avevano tra gli scaffali. Assolutamente introvabile. Morale? Non ha bevuto quasi niente ed è stata astemia tutta il tempo. Muha!!
Conny ed io non abbiamo avuto così poca voglia di bere come a Berlino. Imperdibili le nostre espressioni del tipo: “ehi ma che ci piglia?” Pioveva sempre. Il freddo ghiaccio ci accompagnava. Le pozze per terra facevano ciaf ciaf al passare dei nostri anfibi. Bisognava comprare immediatamente dei guanti. Le ossa erano dei chiodi al sangue. Il nostro umore era sotto zero. Morale? Sembravamo d’esser lì lì per strapparci i capelli e la cosa cascava sempre di sottobosco. Morale? Ci evitavamo. Da zona Ostbahnhof a zona Ostkreuz. Da metropolitana in metropolitana, da muro est a ovest. Per 5 minuti. E la brina sul collo e il nevischio alle orecchie. E il nostro umore sempre sotto lo zero. Le ragazzotte del metrò ci potevano chiamare. Tranquillamente 10 al giorno ne potevamo prendere. Su e giù per scale e per direzioni sbagliate. La parola che è saltata di più all’occhio è stata: AUSGANG! Da zona Charlottenburg a Spandau a zona Brandenburger, con cartina in mano, sempre fissa, tanto c’è la linea verde, basta seguire sempre la linea verde, tanto c’è la U1. Poi da Plazt checazzo ne so all’Alexanderplatz! Le parole son state suonate in testa da martedì a domenica: You Speak English? Am Sorry! The metro? Tu coffee express! You Speck Italian? how Much?! Ausgang e Danke e Dankescen e così sia. Una sera io vo per conto mio, Avana sette porta la Conny in giro per musei o cazzo-ne-so, per mercatini dell’usato. O a mangiare al Thailandese. Io decido di bere berlinese finalmente! Entro al Bull Bar. Dico: “One Beer please!” me la fa su un boccale da un litro e mezzo. Cari, ci siam capiti. Vo a bere, vo a sedere, vo a fumare, dentro, che lì cazzo dove vai vai, si può fumare dentro! Gioco con un cagnaccio dal colore ruggine, vuol bere la mia birra vedo, ritiro la mano. Che lì dove vai vai, ci son cani dappertutto dentro i locali. E mai piccini. Vo a pagare già mezza arrivata e mi fa la tipa: “Two euros”! Insomma miei cari, l’acqua minerale costa di più. Lì! Esco e giro a destra, un altro isolato. Vo tutt’a dritto. Entro al Pub Grand. In effetti è bello grande. Pieno di divani e di lumini. Pieno di tavoloni stile ottocento. Pieno di poltrone rosso bordeaux e di velluto. Chiedo: “One beer please!”. Dico: “How much?” La tipa risponde sorridendo: “ un euro e mezzo!” la mia faccia è esterrefatta. Che dalle mie parti in quel posto sarebbe costata 7 euri buoni, buoni. Mi faccio una canna di Mery Jane con uno e una sua amica ed un altro ciccione. Fumo roba d’alto livello con perfetti sconosciuti in un posto perfettamente sconosciuto. E si fa già buio. Lui si chiama Iom… saluto Iom e gli altri e mi avvio nell’appartamentino dove alloggiamo io e Conny. Finalmente colla faccia soddisfatta. Incottita. Conny, io e Avana sette, il giorno a venire, siamo andate a mangiare un boccone in una enoteca. Loro due ordinano un piatto di lumache in due. Ci portano due assaggini di vino, e mentre io cerco di degustare, la Conny sgrana l’occhio e mi dice: “ehi guarda che non lo devi bere tutto!” ed io le lancio un’occhiata e basta. Una sola. Tanto no? Ci siam capiti cari, mica son idiota! Esco direttamente a fumare fuori e a prendermi un maldigola, fuori. Che lì se rimango alla fin fine della fiera, me la mangio viva ma ho smesso con la carne umana ahimè!
Vedere quelle piccole viscide lugubri lumachine appallottolate nel sugo piccante travolgente, è stato esilarante. Ho pensato a niente. Ogni boccone che prendevano pregavo per loro. Povere viscide sguscianti nere lumache. No perché io da piccina le coglievo e ci giocavo e le allevavo a casa! Perché da piccina avevo una passione per le lumache che le facevo figliare in terrazza in cucina, prima che la mamma mi dicesse : – a lavarsi le mani presto che i bastoncini findus sono pronti! –
Il tredici ottobre si stava per perdere l’aereo. Avana sette ci fa: “No problem! Dormo da voi e vi accompagno io all’aeroporto…” e noi: “ma ne sei sicura?” e Lei: “Ci penso io!!” e…. cari, abbiamo sbagliato semplicemente aeroporto! Con un corri corri, e un fuggi fuggi, in taxi siamo andate dall’altra parte della città. Si fa il CECKIN gli ultimi 5 minuti prima del gong. Prima dell’infarto.
Si corre e si scivola e si fa – Pista! Pista! – senza battito cardiaco. Abbiamo così preso il volo al volo. Letteralmente. Accidenti al tempo. Cipicchia al tik tak. Al cklik cklok dell’orologio. ‘cidenti al ritardo figliodiputtana!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...