RACCONTO : IL DIARIO DI BORDO

17/ 07/ 2008

“Vizzini by night”.

Sono le 18.40. Esco. Vado al solito pub The King. Pregno di vecchie storie. Vado, entro e mi pare diverso. Cioè è più grande, ma mi sta stretto, ma non c’è nessuno e sembra più piccolo però lo hanno allargato. Sì boh insomma è cambiato. Dico quant’è questa birra, mi dicono 2 Euro! Grandi! Al Dublin da Sergio sarebbe venuta 5 Euro. O.k., o.k. sgolo e fumo. Poi vado dentro il parco del viale, che qui lo chiamano tutti: “La Villa”. Mi siedo a un chiosco. C’è musica ad alto volume e gente solare. Piglio una Moretti e guardo la luna. Il panorama è mozzafiato e qui è strano, ma la luna è sempre piena. Mi sbuca da dietro le spalle un mio amico, Sandro. Baci e abbracci e ci mettiamo ad aggiornarci.
<< Dai dimmi… Salvu***? >>
<< Salvu*** l’hanno “attaccato”! >> che tradotto vuol dire in carcere.
<< See, u’ attaccarono 4 mesi fa, che lui se fa futtere >>
<< Ah! No! Ma per quale motivo? >>
<< Sempre per quella faccenda là no? Mica cambia la minestra! >> in poche parole per droga.
<< E i gemellini? >>
<< Chi dici, i Trinc*** o i Maccarr***? >>
<< No no, i Trinc***!! >>
<< Ah! Chissi hanno cambiato vita! Si sposarono…! >>
<< Dai davvero? Son contenta! >>
<Anche Oraz*** e Centocinque si sono sposati e cambiarono vita.>
Io rido, bevo e son felice!
<< Anche Coppola cambiò vita! È papà ormai… >>
<< E… u’ Quartino? Che fine ha fatto u’ Quartino? >>
<< Bene sta. Lui sta bene. Anche lui è papà. >>
Poi le solite cose, sguardi lucidi che percepiamo solo noi, strette di mano coi passanti e via. Sandro mi accompagna fino in piazza. Scendo giù per la rapida. E trovo casa mia chiusa e spenta. Mi attacco al campanello. Mi scappa da pisciare. Risuono. Smoccolo. Nulla. Mamma non c’è. Io credo di non sopportarla più. Zampetto verso Santina e difatti la becco lì. La prelevo e si ritorna in giù verso casa nostra. Ma… cazzo… sussurro solo questo: si vede lì vicino al nostro portone un cagnaccio enorme appollaiato che “FA FINTA DI DORMIRE!” Ha la mascella enorme, orecchie abbassate, due fori neri per occhi, sembra morto, gli si vedono le costole. È color marrone chiaro. Tipo i Dingo! Insomma ci facciamo coraggio, arriviamo lì, apriamo di corsa e scompariamo nel buio della rampa di scala.

18/ 07/ 2008

Non mi sono ancora potuta fare la doccia. Comincio a puzzare come il cassonetto qui giù sotto. Il tubo dell’acqua si è definitivamente scassato. Il catoio piano piano, galleggerà. Mia mamma non vuole che tocchi nulla, neppure le teste mozzate dei bachi. Non vuole darmi nemmeno le chiavi di casa. Sono suo ostaggio. Ma sono anche uno spirito libero.
Stamani il cagnaccio stile dingo mi ha fatto un agguato. Ho capito un trucco: Devo farmelo amico.
Non si dice sempre che il Cane è il Miglior Amico dell’Uomo, giusto?

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