RACCONTO : IL DIARDIO DI BORDO

26/ 07/ 2008
“Dal Diario Di Sbronza”

Sarò stata a casa un quarto d’ora. È che è l’ultimo giorno che sentirò l’odore delle mattonelle qui. È che è l’ultimo giorno che farò ‘sto sali e scendi dai piani qui. Le scale di pietra nera costruite da un nonno mai visto. Dal mezzanino al piano di sopra. E la ginnastica ai Cappuccini, al Fiume Grande, al Cimitero, alla Diga. Dio come la odio e la amo la Diga. Ma andiamo per schemi.
Ore: “so na sega io” vado al mare a Marina Di Ragusa. Con Sandro. Cazzo dovevamo andarci con Gianny, ma ok, ok, sono in vacanza, i ragazzini cogli occhialini mi piacciono, quelli grandicelli con un sacco di cose da insegnarmi anche, ehmmassì, sì, è stato meglio di no. Non so com’è andata di preciso: Gianny c’ha bidonati! Ha detto Sandro con uno strano sorrisetto sotto i baffi.
Ore: “so na sega io” arriviamo in spiaggia. Mi metto subito in deshabillé e corro e corro e faccio su e giù. Il coso nero coll’ammasso di muscoli mi segue. Ci arrotoliamo e chiariamo certi punti.
Ore: “so na sega io” c’è ancora il sole sopra la mia pellaccia dura. E il coso pieno di muscoli fa acrobazie sulla sabbia ed io lo fotografo per immortalare il momento. Accendo l’Ipod e i bagnini ci scrutano. Noi siamo già troppo esibizionisti per accorgercene. Facciamo fare tutto a tutti. Che c’importa! La Bad Girl qui è solo all’inizio proprio quando è a fine… vies de la vie!
Ore: “so na sega io” è tardissimo cazzo. Presto, presto, raccatta tutto, che dobbiamo scappare. Ci mettiamo in macchina. Io faccio filmini vegetativi di campagna innocui col Nokia. Ma “gli odorini” delle vacche bianche e dei ranch mi spiace non li ho potuti captare. Qui ci son steccati di chilometri senza un’anima viva, poi tutt’auntratto, ci son case tipo alla Scarface… presente il film?
Ore: “21.00” arrivo sotto casa. Via *** N° 22, non c’ho le cazzo di chiavi. Realizzo che son rimasta fuori di casa. Ho un malditesta da urlo. Ho bisogno di tutto e non ho nulla. Non mi rimane altro che bestemmiare e prenderla a pugni, la facciata lavica del nonno! Chiamo Sandro e…
Ore: “21.15” porello è già ritornato indietro da me. Mi prende, no anzi, si siede e aspetta sfumacchiando con me. Più non abbiamo nulla più fumiamo più ci fa male tutto.
Ore: “21.30” arriva mammyninfa. Lui va io salgo lui suona sgommando io so già nel cesso devo fare pisciata da cani, lui so na sega dove si butta, io mi affogo sbranando insalata pollo e cetriolo.
Ore: “21.55” riesco. Sì, ehmmassì certo, con lui sotto. Decidiamo di andare a Monte Rosso. Un paesiello lunare accanto. Dice che c’è La Festa Della Musica. Io con ‘sto malditesta da urlo non ci fo caso. Piglio e ci vado. Piglio e glielo dico io al malditesta chi deve vincere! W des Aulin!
Ore: “so na sega io” si entra in una sottospecie di bar. È affollatissimo che pare di stare a Roma. Ordino birra gigante. Lui caffè gigante. E ci inchiodiamo sotto palco. Ci sono un sacco di pischelli e di gnocche dark che suonano. Ci son gli immancabili rasta. La musica rag. I rockettari col mandolino. I siciliani pazzi colla nebbia dietro puzzolente. E tutti e dico tutti mi hanno colpito.
Poi siamo andati via. Poi siamo andati a far un ultimo giro. Poi finalmente a casa. Poi è arrivato il solito fantasma a chiedere se mancherà tutto ciò perché non si è sprecato a parole? Cazzo che sì!!

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