RACCONTO : IL DIARIO DI BORDO

27/ 07/ 2008

“Ripartenza per il ritorno”

Abbiamo preso la rincorsa e siamo saltate su. Su che cosa? Ma su un arcobaleno ovvio dai.
Coi capelli lisci ho mollato là uno sguardo fatto di sabbia calda. Appassionata.
Sono un groviglio sottomarino da sciogliere le palpitazioni dentro.
Abbiamo preso una strada a caso e svoltato una curva a gomito.
Insomma Sandro l’ho beccato lì, per puro caso.
Lui cammina sulla salita, io scivolo lì.
– ciao Mary! –
– ciao bello! -.
E basta. E basta.
Siamo scivolati di schiena. Via.
A Lentini arriva il treno. Palermo-Milano solo andata.
Carrozza N° 5, scompartimenti 93 e 95, o giù di lì.
Ricomincia il tram-tram del malumore. Qui la gente è di merda.
In treno son tutti deficienti. Oppure ci fanno!
Do la mia solita occhiata di scorcio e…
una donna giovane con una bambina forse non sua.
una tizia malata di testa che mi istiga a una rissa.
una giovane vergine pallida e pudica e pallosa.
Donna con bambina: << no sapete… se succede qualcosa io c’ho il mio compagno poco più in là, che ci difenderà lui! Solo che ancora non lo vogliamo far sapere che stiamo insieme! >>
Donna rossa malata di testa: <<e a chi non lo volete far sapere?>>
Donna con bambina: << no sapete… perché di là ci sono i miei genitori coi suoceri! No perché usciamo tutt’e due da storie un pochettino complicate… >>
Donna pallida e pudica: << Ah! >>.
Annuiamo generalmente tutte gratuitamente.
IO e Mammyninfa facciamo i soliti cazzi nostri.
IO già sogno uno scompartimento solo di uomini!
Gli uomini in treno son meglio, cazzo è sta divisione?
La notte. Ehmmmha! La notte. Abbiamo visto i pinguini.
Hanno alzato l’aria condizionata a palla tanto per far vedere che si sta raggiungendo il Nord.
Abbiamo giocato a carte con le orche e le foche e gli orsi polari e i dolci pinguini.
Basta che le 6 del mattino ritardino di un minutino, credo morirò assiderata.
La mattina. Ahhhssì! La mattina. Mi son mangiata viva il cuccettista. Poi ho sputato gli ossi.
Un viaggio tremendo e del cazzo. La mattina. Ahhhssì la mattina la baby killer ha fatto cacca!
Io e Sandro però abbiamo la telepatia che ci segue passo passo. Anche se siamo scivolati di schiena.
“il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”- Marcel Proust.

MARIANNA GALOTTO

THE END

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2 pensieri riguardo “RACCONTO : IL DIARIO DI BORDO”

  1. non me lo ricordavo così “rock” questo diario di bordo.. eppure, nonostante il ritmo credo volutamente forsennato da scorribanda infinita, tra tavoli borghi semiRisse e semiGiungle, in molti passaggi si percepisce l’intimità di quei famosi tramonti rosso-arancio da spezzare il fiato. beh che aspettano questi signorini ad incartarlo? Inteso pubblicato su carta :–D

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  2. Sei stato “notevole” nello scrivere ciò che hai commentato, eh sì è stato voluto… lo svolgersi forsennato da scorribanda e semirisse e semigiungle… neanch’io non me lo ricordavo così rock ahahah! ma ho “UN PIANO” BEN PRECISO QUI : riscrivere tutto ciò che ho fatto in passato (anche se adesso non mi piace più perché lo trovo infantile e acerbo) per poi mettere le “COSE Nuove” E VEDERE se non chiude anche questo SITO. peR il cartaceo c’è tempo… oh se c’è temPo… fino a che mia figlia non va all’università aivoglia!!

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