INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

TEMPESTA DI SABBIA
2010

Ghost puro e semplice. La tendenza a una routine tutta diversa. Nella crosta terrestre un’urgenza di passare attraverso a tutti i preliminari. Così il tempo insegna che è meglio avere l’istinto di sopravvivenza e trattenere la speranza come Segno Divino. Più veloce sei meglio sarà per tutti.
Forse, magari, non si sa.
Non getti la spugna. Prima che l’uragano sia passato. Un rally aperto. Il tuo cuore non è bloccato, dalle avversità che io stessa rappresento. L’hai già chiamato l’esorcista? C’è tutto un sottosuolo da spolverare. La notte è ancora lunga. Tu fai l’amore ovunque ti trovi. La mia tendenza a farmi più brutta di quella che sono è impareggiabile. Tu, il mio relax, per me. La tua sindrome da perfetto gentil man ha spaccato in tre l’universo. C’è movimento, rifrullo. A questo punto potremmo nascondere la testa sotto la sabbia. Che ne diresti se lo facessimo nudi? Un vortice nel Mar Rosso. Una sigaretta lunga quanto un tuo dito. Una strada in salita. Dromedari sotto il sole guidati da angeli. Passetti piccoli, piccoli, che spazzano via vecchi fantasmi. Un chiaro, inequivocabile desiderio di aprire la scatola di cartone, dove abbiamo riposto l’oggetto che pulsa. E chi s’è visto s’è visto. Una sorsata d’acqua pura e semplice. L’hai mai vista così la strada da solo? Prima di scegliere la tua donna?
– No, ora vedo solo te -.
– Magari col tempo, io… –
– No, ora, è senza tempo -.
– Non sono abituata a tutto quest’oro, mi sbaglio o c’è troppa luce? –
– No, voglio prima il tuo bene, poi il mio, la vita è facile così -.
Conosci ogni parte di territorio che separa questo passo dal tuo. Conosci ogni panchina su cui amarmi. Conosci gli occhi, la testa ed i pensieri più profondi. Così in tre settimane. Senza la lingua giusta. Senza il dialetto, senza parole, senza niente. Hai guardato, ed hai visto. Hai fatto tutto per la prima volta, con me. Sei il tipo che appartiene al pianeta. Sei il tipo che si arrabbia per mezzo secondo. Poi gli passa, mi abbraccia. E la tempesta di sabbia inizia a riscaldare la zona circostante. Via i preamboli, via i preliminari, via paranoie e inutili singhiozzi, tutto è servito su un piatto d’argento.
La mia tendenza a incasinarmi la vita è più di quanto m’aspettassi. Ma ora ci sei te che mi proteggi. Tu, mi conosci, ti fidi, sai di me e persino quella che voglio sembrare. E non hai paura ma anzi. Vieni qui, mi vieni in contro, mi dici – Prendimi, piglia tutto quello che vedi, io? Libro aperto! – già, ma scritto in egiziano copto. C’è il terreno in fibrillazione, c’è movimento da film d’azione, c’è rifrullo. A questo punto non possiamo più nascondere la testa sotto la sabbia. Cosa voglio ora secondo te?
Sei il tipo diverso del pianeta accanto. Il tipo che non si aspettavano le mie amiche. Il tipo che farà parlare di sé. Con gli occhi rossi e lucidi quando si gira dalla mia. Quello che ride anche se proprio un motivo non ci sarebbe. Quello che piano, piano, non vuole andare. Che è felice per me. E dietro l’angolo ci sono le rose che m’aspettano, anziché le fregature. Dietro l’angolo niente brutte sorprese.
– Amore voglio solo tu stare bene -.
– Io avere paura, cazzo ne so! –
– Ma amore, io non fare male a te, niente, niente, niente -.
– Tu non mi conosci, io brutta e cattiva! –

– No amore, tu non parlare così con Mearò .-
– Sì però io fare scappare tutti col carattere che c’ho.-
– Ma nooo amore, io non permetto che tu parli così a Te! Mearò non è stronza! Io so. Measci?-

Ghost puro e semplice. La routine ha tendenze diverse qui. Io così e cosà, tu in ginocchio a pregare per un futuro migliore. L’abitudine qui è La Casa Del Popolo tra birre Moretti a tre quarti. E 10 sigarette ogni discorso. Le strane tue dichiarazioni sono solo impressioni. Per gente come me. Anzi. Un chiaro, inequivocabile desiderio di aprire la scatola di cartone, dove abbiamo riposto l’oggetto del desiderio. E chi s’è visto s’è visto. Io farei l’amore ventiquattr’ore su ventiquattro. Ma tu che ne sai? Tu, tranquillo, romantico, hai scosso il mio mondo. C’è sabbia impazzita del deserto che insegue. Ci sono dromedari guidati da angeli. Le distanze ci informano dobbiamo provarci e riprovarci a essere felici e vincenti. In questa cazzo di vita sola. Insomma, tutto questo per dire… Marianna si sposa?

MEARò

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