INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

 

7/2/2010

Il viaggio è una manciata di muscoli allenati al verde che sfuma e di asfalto.
Il viaggio è un cumulo di chiodi fissi e di accendini regalati col cuore nascosti in tasca.
Ho il viaggio negli occhi. Sono stanca di provare forti emozioni, adesso rimango a bocca aperta per una abatjour spenta al momento giusto. Per una tazzina di caffè messa sotto il mento. Per un “Ciao buonanotte a domani”.
Il mio viaggio è aver ritrovato la mia famiglia.
È che mi ritorna dentro un 80% di attenzioni e di premure primitive allo stato puro, ed io ho quel 20% da dare e basta. E basta sempre. Il viaggio è ritrovare la consapevolezza che una famiglia ce l’ho sempre avuta. Persino nella certezza di quella ragazza che dà una lacrima, la concede a te, la regala alla tua discrezione. E sai che è tutto apposto.
Il boomerang di ritorno nel pugno. Ho il viaggio nella mano.
Mi preparano ad affrontare i miei sogni, a godere dell’attesa, a non avere paura del difetto.
La famiglia è quella che ti insegna a parlare, a camminare, ad allacciarti le scarpe. La famiglia ti aiuta a correggere i compiti. Adesso sono più piena che vuota. Anche se quando parto, parto sempre da sola.
E si corre, noi tre, dietro i binari della Casa Nella Prateria.
I visi qui sono puliti e sanguigni. Hanno il discorso della ingenuità solare. Del sorriso del mare, delle conchiglie sparse giù in Paese.
Hanno la pace nelle labbra, e negli occhi il pizzico di sale del mare.
Mi sento oscena se sento la mancanza di qualcosa qua. Perché tante piccole cose ci sono, qua.
La mia inquietudine è triste. Ha paura di non saper cogliere i sassi a terra. Ha il sapore di non aver trovato ancora “il suo posto”. Ha la vertigine di camminare su di un filo del rasoio a piedi nudi.
Così mi intossico di verde che sfuma e di asfalto, ed ancora ho paura di non aver trovato il “mio posto nel mondo”.
Vado di qua, vado di là, e ancora nulla.
Vado su, vado giù, mi sento ancora inquieta.
Il viaggio è quella roba là. È sapersi accontentare della propria vista. È una coppola verde in capo.
Ho troppe aspettative nell’anima. La gente di mare ha sciocchezze leggere da insegnare. Col sorriso.
La gente di mare si dimentica il mio nome, ma non i miei fatti. E questo è l’importante.
Il baco da seta sta nel suo guscio come il mio cuore sta nella scatola di cartone.
Noi tre siamo tre stelle. Tu ami lei ed io amo tutti. Amo talmente tutti loro che ancora non so amare un uomo solo. Eh lo so, è un casino. Detta così.
Ma il viaggio più grande lo devo ancora organizzare.
Pazienza. Intanto ho ritrovato il mio boomerang, un cugino come pochi, una ragazza giusta tutta pelle e ossa e riccioli lunghi, uno zio anzi due, un tifone come cugina a tre quarti, e lei che mi riempie le ore di torte e tazzine di caffè sotto il mento.
Intanto ho il viaggio negli occhi.

MEARò

Annunci

2 pensieri su “INIZIO DELLA PAGINA BIANCA”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...