INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

 

9/ 2/ 2010

Il mio amore non ha carta d’identità.
La sanità mentale e la solita solfa.
Non ha contraccettivi e controindicazioni.
Si deve agitare bene prima dell’uso.
Non ha carte in regola né gusti in comune.
Il mio amore non promette cose a lunga scadenza, non digiuna ma si scioglie la lingua nel vino rosso.
Il mio amore lo fa solo a letto. Mezzoretta prima degli incubi ricorrenti e una mezza sveltina dopo la sveglia. Non regge i miei ritmi e non capisce che per me è arte anche quello. Si sconvolge troppo presto. Mi prende per uno scherzo, io lo piglio nel bagno di un luogo pubblico.
Il mio amore non ha nome, neanche un’età anagrafica, neanche un lavoro.
Il mio amore è uno scansafatiche.
Si veste bene, cammina bene, e si comporta male.
Ma si chiede con che genere di persona ha a che fare.
Ha paura dell’abbandono. Ma pretende rispetto a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Ha bisogno di chiedere spesso Come va? Dopo che ti fa un torto.
Ha voglie strane senza toccarti. Ha capito tutto senza capire niente.
Il mio amore dice cose con la bocca e coi fatti dice un’altra cosa.
Lamenta, chiede di dare, mangia schifezze, è puntiglioso, ordinato fino allo spasimo, e dice di non voler essere rotto le palle. Ti chiama dodici volte senza contarle. Ti manda a cagare se lo fai tu.
Vuole essere compreso senza comprendere. Vuole tutto di te senza sapere cosa vuole.
Il mio amore rischia di perder tempo. Il mio amore è fissato con la fedeltà. Il mio amore non ha colore, non ha nazione, non ha continente, non ha ragione di esistere.
Non può essere nato per cui non può morire.
Il mio amore ha sempre problemi con la giustizia. E scappa ogni volta dagli sbirri.
Il mio amore non è normale.
Non ha un progetto e una costruzione di una casa.
Non ha certezze, identità, luoghi comuni.
Non perdona, non chiede scusa, non protegge.
Non dice mai le cose come stanno nei suoi occhi.
Non è buono, ma non è cattivo. Non abbraccia, non accarezza, ma non ammette che è timidezza.
Il mio amore viaggia sotto falso nome.
Il mio amore non si può fidare di nessuno.
Il mio amore non ha città, provenienza, oggetti personali, revisione della macchina, assicurazione da pagare ogni anno. Prima ti abitua a una cosa e poi te la toglie tutta d’un soffio. E non bussa alla porta.
Non sa neanche che cognome ha. Cambia carattere all’improvviso senza dirti perché.
Il mio amore non ha documenti.
Non ha passaporto. Non piange mai.
Il mio amore non è regolare.

MEARò

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4 pensieri su “INIZIO DELLA PAGINA BIANCA”

  1. Il tuo amore è molto complicato. Non segue la ragione che gli detta il cervello. La rifiuta in toto. Il tuo amore è mutevole, ma non è forse vero che la donna è mobile? 😉 Non è forse vera la lezione che è nel Rigoletto su libretto di Francesco Maria Piave, che ha preso spunto dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo? Per fortuna però che non è drammatico, a differenza del dramma operistico, difatti il tuo amore non piange mai. Il tuo amore, per dirla tutta, è istintivo, si basa sull’istinto e su null’altro. Non è forse così? 😉

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  2. AHAHAHA NO SIEE troppo gentilMAN!!
    adesso le terreselvagge son diventate le spazzate di polvere sotto i letti nelle stanze e i prodotti per i vetri alle finestre 😛
    Adesso è tutto sormontato, l’unica cosa che mi tiene viva “la PeNNA” sono gli appunti delle cose che devo fa per non dimenticà 😛

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  3. Beh caro Iannozzi ora meglio se utilizzo molto LA RAZIO. Prima… se avessi chiesto subito i documenti… ahahah lasciamo perdere, era solo na cosa per dire che anche “gli stranieri clandestini” sono persone che hanno ossa, fegato, sangue, parolacce sempre in bocca, come noi.
    Adesso, meglio se fo la RADIOGRAFIA prima di chiudere gli occhi 😉

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