INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

SETTE NOVEMBRE 2010

Baba, io quel figlio te lo porto sul palmo della mano, credo nel dolore, nella fortuna, nella forza delle donne e nel cerchio rosso. Credo nel futuro nelle nostre mani. Credo nella serenità del silenzio.
Baba ahmley? Io di errori ne farò, ma tuo figlio mi deve far vivere di emozioni.
Non guido tanto bene, ma so correre facendo volare il velo che copre i capelli, so cogliere al volo le scintille della cosiddetta purificazione e ficcarmele nel corpo.
Sono buona, saggia, compassionevole baba anche sopra il corpo nudo di tuo figlio. Lui ancora non ha imparato a gridare ed io non ho imparato ad insegnarglielo.
Baba, ana baheb Mahmoud kitiir, te lo conduco per mano lungo il deserto di respiri, io ci credo, credo nella corteccia della terra, nel cielo, nelle nuvole incastonate nel sole, credo che Dio tocchi le foglie quando si spostano dal vento.
Sono una donna in groppa al dromedario che salta più in alto di tutti, che si proclama Regina degli Uomini da sé. Sono lanterna piena di luce per chi si smarrisce.
Sono una donna a volte pazza, a volte senza veli, senza segreti, senza regali e a volte sono al verde, però non riesco a trovare un finale migliore, Baba, per concludere il Libro, che sia: L’amore è il motore che manda avanti la Vita; Shalam.

Mearò

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