INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

29 Gennaio 2011
“OGGI SPOSI”

C’è qualcosa che va così:
Ooh Hamada, prendo te come mio oggetto personale da qui a vita.
No, no, eventuale lettore, stavo scherzando, la formula non è proprio detta in questo modo, la formula è più magica.
Intendo prendere te come sposo, promettendo di acquistare gli stessi diritti e assumere i medesimi doveri. Avremo l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.
No, no, eventuale lettore, non scherzo anche se non è ancora esattamente così.
In sostanza, siamo riuniti tutti qui oggi, perché sono una stella – sposa. Guardate c’è pure quello lì che non vedevo da dieci anni. Ci sono parenti e amici venuti da lontano persino da Torino. Già ci sono pure quelli che non conosco e sono accorsi quelli che mi sforzo di riconoscere. Strizzo gli occhi come se non ci vedessi, stando bene attenta che non mi si appiccicano le ciglia col mascara al fondo tinta che mia sorella ha insistito tanto che comprassi. Fondo tinta che mi ritroverò un giorno perché è buono, azzeccatissimo al mio colore, buono insomma, bello sì, ora per ora mi ritrovo solo 40 euro in meno nel mio cassetto.
Allora, ci sono cugini lontani ma vicinissimi nel cuore e negli abbracci. Non lo so forse dovrei abbracciarli di più ma son talmente impegnata a mostrare tutti i denti per le fotocamere e per tutti i click che rimando sempre. Il rossetto se n’è andato al terzo Cin-Cin Urrà! Le scarpe fanno male ma sembro ballarci.
E il discorso: lo farò dopo, non verrà mai, lo so, lo so.
Sicché c’è qualcosa che va così:
Un giorno arriva Lui, che prende, mi sceglie, trema e corteggia, fa tutto lui e dice: << Avevo nella mente un disegnino di come doveva essere la mia donna, ti ho visto, sei te! Sei te! Sei perfetta, ho visto dentro i tuoi occhi, so già che sarai la madre dei miei figli! >>.
Così io, Marianna, si è capovolta in abito bianco con lo strascico e ha avuto un sorriso in più, per lo sposo che la stava ad attendere col cuore in gola tra bambini sbarazzini e battiti di mano e canti egiziani.
Ho avuto il mio giorno, lo sposo bello più bello del Nord Africa, gli occhi puntati tutti su di me, le congratulazioni, i baci e gli abbracci, le raccomandazioni, le ramanzine, i complimenti, il menu d’ottima scelta al Castello e persino il riso lanciato e tutto il resto.
Ora che mi ritrovo qui, con la mano che mi trema per lo scrivere, emozionata come il ventinove, ora mi trovo con cinque responsabilità in più, un uomo che mi scorrazza per casa, che condivide la mia libertà vigilata e giorno e notte il mio letto.
Ma se c’è una cosa che ho capito in questa storia è che il momento giusto non c’è mai. Una cosa, o la fai o non la fai, ma ricordatevi, che il momento non è mai quello giusto. Mearò

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1 commento su “INIZIO DELLA PAGINA BIANCA”

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