INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

UNA RAGAZZA DI STRADA

 Ti do le spalle. Non guardo neanche dalla foto. Ti do il mio profilo e dieci passi di vantaggio. Sono dieci passi dietro le tue spalle. Mi sei passato accanto, ma solo nella mente, e mi hai bruciato il cuore. Il punto g.

E tra un’ora esco da sola, così, tanto per sentire nuovi odori, nuove strade, nuovi incontri. Colori. Per non pensare più ad essere “fregata” tutto il tempo. Così, esco, mi muovo, e ricomincio a sentire le stelle di Aprile. Riparto da quei tavolini di fine stagione. Riascolto il silenzio, e ride quello della porta accanto. Ricostruisco l’angolo di cottura e pulisco lo specchio, si era appannato. Riapro la porta.

Che situazione. Che tristezza mi fa sentire alle orecchie le tue parole che formulano più o meno suoni come: – io non mi fido di nessuno. –

– Bon soir.
– E inizio io. E riparti tu. E allora…
– Kiss me bouche à bouche
– Non mi interessa mai sentire quello che hai da dire nonostante l’ascolto
– Hai visto no? Ogni giorno è composto da 24 ore, bene, io penso a te 28 ore al giorno!
– La gente che mi conosce davvero bene sa, che il mio punto di rottura è sempre verso l’orizzonte -.

Si era appena firmato sottopelle che contavano più le stelle che le persone. Si stava per andare veramente lontano. Adesso non si può più fare niente. Io sono io, e tu non sei nessuno. A me mi conosce persino Dio. Che c’ho suonato insieme il flauto traverso. Aveva i capelli lunghissimi. Sopra. Gli ho affidato pure mio fratello e un mio compagno. Mi deve qualcosa, che ancora non siamo pari.
E sono uscita, sola, tanto per sentire la mia musica, la mia camminata, la mia aria. Così, per non sentirmi “fregata” da tutti tutto il tempo. Eccolo qui, il punto g.

Non pensare mai, mai, mai, e poi mai, che quando m’arrabbio, non faccio male. Quando m’arrabbio faccio malissimo. Non pensare mai che non abbia visto da lì. Non pensare mai di esser nato prima. E chi mi ha insegnato cose, è stato in un tempo molto vicino al passato, ed è stato qui, nel Sud Italia.

– Ma che dici? Ti rendi conto? Ma com’è possibile?
– i miei amici sanno, che il mio punto di rottura è sempre verso l’inizio, una cosa che non t’immagineresti mai.
– Adesso ho la certezza, tu sei pazza per davvero, guarda cosa fai? Guarda cosa dici?
– Credimi, io ti ho amato perché non mi tornavano le cose a me, non per come sei te. –

A luglio finisce il gelato. Al pistacchio. All’ora che dicono le persone più belle. La bretella della mia tutina marrone, si sta per sganciare. Casca il regalino dell’amico più vicino. Il Siciliano a scatto, tascabile. Non sia mai mi fermassero, questo coso qua, è legale. Serve. Serve ed è utile. E finalmente riassaporo le stelle dal bastione. Riapro la finestra. E mi spoglio tutta. E dico le parolacce.

– C’è stato un tempo in cui io volevo stare dentro, rinchiudermi, e non vedere nessuno. Ora invece è il tempo capisci? È il tempo in cui non voglio stare più rinchiusa, adesso voglio, voglio stare fuori! Allora sto fuori, solo che fuori mi feriscono sempre, e allora, ora non so più dove stare! E ora capisci, non so più dove cazzo posso stare!

MEARò

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6 pensieri su “INIZIO DELLA PAGINA BIANCA”

      1. Le conversazioni inutili recano solo dolore, tanto più che per loro caratteristica, di inutilità, seminano dubbi, illusioni, fantasie morbose. Questo l’effetto che sortiscono, per cui meglio evitarle, tanto se uno è sordo sordo resterà, C’è ben poco da fare in simili casi, tranne lasciare e andare per la propria strada sempreché uno/a si voglia bene.

        Ti ho linkata sul mio blog. Direi che te lo meriti. 😉

        buona serata

        beppe

        Liked by 1 persona

  1. Esatto per tutto.. certe volte, spesso anzi, quando esco, mi imbatto in persone che : stordiscono! (di ciance inutili), ed io ritorno a casa, e rimango allibita fino al giorno dopo e mi dico : spetta và, meglio se si esce domani.
    Anche te, te lo meriti moLto, di esser nei “miei BloG micidiaLi”

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