INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

LE COSE DI CUI HO BISOGNO

 

Tutto quello di cui ho bisogno è telepatia.
Infilarsi in bagno, e mentre stai lì a pisciare, accorgersi che è esattamente altrove, dove ti troveresti se…
Se in effetti le distanze non esistessero.
Tutto quello di cui ho bisogno è informarti che ho sete.
È sete d’affetto. È sete di riempire il bicchiere mezzo vuoto.
È informarti che prima di cascare in piedi ( con me ), devi prendere tutte le informazioni su Chi sono, Cosa sarò, e Dove andrò.
Tutto quello di cui ho bisogno è sentire.

Imbucarsi in un posto, e mentre stai lì a mandare a cagare, accorgersi di voler sentire davvero il profumo del mondo se…

Se in effetti le distanze non esistessero.

Tutto quello che voglio è dire che dai sette anni ai dodici, ero una bambina che credeva di esser stata messa in questo mondo, per i giochini sporchi dei grandi. E lo pensavo alla centesima doccia, ma l’acqua non entrava mai. E dicevo << cattiva! Cattiva! Cattiva! >>. E questo grazie al mio maestro di pianoforte.

Tutto quello che voglio è dirti che non sai chi è la mia cantante preferita.
Non sai qual è il mio attore preferito, il mio film preferito, il mio piatto preferito.
Tutto quello che voglio è metter in chiaro che la mia voce va di pari passo con la seconda voce di Alanis Morissette. Lei e le sue undicesime ore. Lei e le sue scusanti. Dio come assomigliano alle mie! E non sai quello che ci fa impazzire e quello che no.Tutto quello che voglio è dirti che la mia colonna sonora sta nel CD di David Bowie. Lui e le sue camere rosse.

Quello di cui ho bisogno è partecipazione.
È condivisione. È donarsi. È ammalarsi insieme. È voglia di me.
Tutto ciò di cui ho bisogno è avvicinare quello che mi passa per la testa, al cuore che mi sta più vicino. È fare un regalo, prendere e impacchettare il mio passato, prendere e darlo via.
Peccato che di solito le persone non capiscono.
È fare un discorso, è ascoltarsi, è il silenzio, è rispetto, giustizia e riscatto.

Quello di cui ho bisogno è liberarmi.

È liberare i miei occhi che sono rimasti incollati a terra, nel 1993.

È dirti, il mio amico D era a un passo da me il giorno prima.

Il mio amico D doveva compiere diciannove anni il giorno dopo.

Il mio amico D camminava avanti a me dieci minuti prima.

Il mio amico D si era fermato un quarto dora a guardarmi prima che.

Il mio amico D non mi ha mai baciata.

E poi ha fatto l’incidente, io passavo di là e i miei occhi si sono incollati a terra. Nel suo sangue. Nella sua testa spaccata.

Tutto quello che voglio è dire che non l’ho mai accettato. Tutto quello che voglio è non avere questo misto di rabbia e sensi di colpa. Tutto quello di cui ho bisogno è urlare che ogni fiore che vedo ai guardrail non posso negare che mi si squarta il cuore in un mare di…

Quelle cose rosse come il vino.

È smettere di fare la vittima. È smettere di essere la vittima. È smettere di respingere ciò di cui ho bisogno. È smettere di giudicare. È smettere di non accettare. È smettere di essere la spugna di cui gli altri si nutrono d’acqua. È dire << io, io e solo io, sono incazzata! >>

È dire che io, sì proprio io, l’amore lo so fare.

MEARò

 

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5 pensieri su “INIZIO DELLA PAGINA BIANCA”

  1. brava. non che con me sia così difficile, ma le lacrime sono scese davvero. da quegli occhi incollati a terra, che ho capito pochi istanti dopo aver pensato al perché.
    ti abbraccio

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