INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

VOGLIA DI DIVENTARE PADRE

Voglia che assale all’improvviso, ma mica tanto, appena il mio sguardo si è buttato a lei, gli angeli scorrazzavano di lì, ricordo, si udivano voci e suoni di mandolino.

Il vino, le sedie rotte, il puzzo di fumo, le sue lacrime per altri diavoli scomparvero. Lo ricordo bene. Tutto scomparve quando io la vidi lì davanti a me, vestita di stoffe straniere. E capii. Lei era la madre dei miei figli. Mia moglie, mia migliore amica, mia amante, mia complice.

Mi piacciono i bambini che amano giocare odio quelli che pensano solo ai giochi.

Voglia di diventare padre. E punto. Io lo so che il mio ventre non duole se mi allaccio le scarpe tutto accovacciato giù. Ma sento qualcosa dentro lo stesso, che mi piglia come un pugno allo stomaco. Chissà se è così la sensazione.

io non sono di qui ma capisco tutto lo stesso e quando verrà al mondo Laila, nostra figlia, io le dirò: allora, ci sono due lingue, una è l’italiano e una è l’arabo. Punto.

E intanto risento i mandolini, quando mi butto di nuovo a lei.

io so solo che i bambini che si riempiono di giochi elettronici mi fanno schifo, quelli che corrono scalzi con la corda in mano no.

23 / 2 / 2012

MEARò

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