INIZIO DELLA PAGINA BIANCA

LEROTICA

È un fil di ferro la distanza tra ieri e domani. Mica mancheranno le persone incontrate in quella via assurda. Mica mancherà il passato tra nostalgia e rimpianto. Mi mancheranno le giornate con i pasti a tre. Mi mancheranno i motivi per fare pace. Quello che mancherà di più sarà il calice di vino a terra e la cena più intima. La musica giusta e la sensazione di essere i soli sulla faccia della terra. Mi manchi tu. Bruciare l’incenso per tutti e tre. Così solo per amoreggiare.

È un filo d’erba la vita che trattengo tra le mani. Mica mancheranno le libertà rubate a qualsiasi ora della notte. Mica mancheranno i disegni a lapis su di un cartoncino bristol. Mica può mancare quello che non si sa. Mi mancherà invece il non dover misurare le parole. Mi manca il mio linguaggio senza freni. Mi mancheranno le mie frasi e l’arte di giocare con le parole. Ora, lo so, lo so, ho a disposizione solo una frazione di secondo per esprime ciò che penso. E di solito non va bene lo stesso. È troppo lo stesso, ahimè! Mi manca l’insegnamento dell’ascolto. L’arte del silenzio. Mi manca sentirmi ascoltata e raccontare.
Ma poi… poi non lo so. È un filo del telefono quello che ho perso strada facendo.

È cinguettare quando si avvicinano le ore dell’amore. È una lama sottile il sangue che si riscalda se ci penso. È un angelo disteso sul letto, senza veli e senza paure.
Il momento quasi tragicomico del toccarsi coi vestiti addosso. Per mezzora almeno, prima di buttarsi. Mi manca mangiare qualsiasi cosa desideri. Le lezioni di chitarra col naso gocciolante. I bagni mozzafiato al mare coi pantaloni verdi. I posti magici e i sorrisi che squarciavano il cielo. Mi manca un amico volato lassù.
È un fil di ferro la distanza tra il passato e il futuro. Mica può mancare quello che non si ha. Manca da fare schifo tutto quello che ho assaggiato e che ora me lo posso scordare. Persino un momento di tregua.
Ora ho messo questo coso al dito di quest’uomo che vuole modificare i miei pregi, cambiare l’aria sveglia e cancellare i miei difetti. Dove ho sbagliato?

Mi manca sentirmi amata come merito. Mi manca sentirmi bella anche senza specchio. Mi manca fare la civetta con gli occhi truccati d’azzurro. E mancherà sentirmi avvolgere prima di sormontarmi. E i bagni nella vasca con le fragole. E le sigarette spente a pelo d’acqua per la foga del momento. E mi mancherà sentire tutti i profumi visto che ora non vedo luce. Mi mancano i baci su tutta la schiena. E guardarmi prima di dormire. E dormire dopo tre giorni di veglia. Mi manca terribilmente non dover misurare le parole. Ma quello che mi manca di più, è non potermi più ribellare!

 19 / 6 / 2012

MEARò

 

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