INTITOLAMI TU

IL MIO PSICOCAPO È FEMMINA

_ Se solo la mia testa non stesse per impazzire _ se solo non avessi tutto questo mal di testa _ si sta avvicinando il terzo tifone qui a Firenze_ il terzo dall’inizio dell’estate_ il tempo di farci chiudere i cancelli, i book allagati, i libri ed i sottolibri antichi, i tifoni sono così: arrivano in un giorno e muoiono sotto i tombini. Se solo piovesse più forte saprei se incamminarmi_ se solo spazzasse via anche lo sporco non visibile_ se solo riuscissero le braccia di coloro che visitano la vita qui, a farsi bagnare da questa pioggia. Non vorrei scrivere le poesie che ho dentro_ non voglio scrivere tutto quello che mi macera nei polmoni_ perché ho paura di ciò che potrei dire_ ho paura di fare paura_ non voglio scrivere tutto come fosse un messaggio_ non voglio stavolta perché ho paura di ciò che potrei scrivere_ ho paura di farlo capire_ ho ancora paura di fare male_ ho paura che nella semplicità uno si perda e si vergogni e non si perdoni. E invece la responsabilità è mia_ e invece non voglio neanche mi muoia tutto dentro_ e così non vorrei neanche stare zitta perché IO NO non sono una cretina, non sono mica scema. Quindi ora ora spezzo il tempo, ora ora è arrivato il momento, ora è vero se dico una cosa e veramente ne faccio sempre un’altra. Ho persino sorriso quando tu pensavi a tutt’altro. Ho persino sorriso quando ho visto ch’eri tu quella debole, quella da proteggere. Ho persino sorriso quando ho dovuto intuire che a difenderti dovevo pensarci io. Ho persino sorriso quando tu mi hai costretta a rincorrere il mio molestatore. Ho persino sorriso quando ti sei messa a gridare di fermarsi, di girarsi. Ho persino sorriso quando continuavi a strillare dandogli del Lei. Ho persino sorriso quando mi hai messo nella condizione di dire che non era giusto per gli altri. Ho persino sorriso nel vedere le tue espressioni che non si curavano delle mie. Ho persino sorriso quando tu andandotene ti sei dimenticata di dirmi: – Ma tu! Tutto bene? -. Il mio capo è femmina_ e questo è il risultato. Il fatto è che il capomaschio magari non ti richiama a lavorare se per caso ti rifiuti di andare a prendere i caffé insieme_ il capo aggeggio ti farà capitare mani nelle tette_ e tu te ne andrai perché è nella norma. Il capo mio, è femmina. Il capofemmina non ti richiama perché tu non vuoi lanciarti sopra a chi t’ha messo le mani nelle tette. Sorrido cazzo anzi senza cazzo, perché ho dovuto sorridere nel momento in cui col tuo culone enorme, coi tacchi sui ciottoli, biondona sopra ogni limite, hai messo nella situazione: ehi Tu vittima! Devi rincorrere il tuo carnefice! E se non ha il biglietto “ricordati vittima” che tutti devono pagare nove euro, se no NOI che ci stiamo a fare qui e cura di più la tua immagine. _Ma andatevene a ficcarvi la testa nel cesso capidimmerda! IO NO, la so la mia vita e tu non ne fai parte. _

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