INTITOLAMI TU

                                                   MARIANNA PARLA DA SOLA

<<Smettila, smettila. Sussurralo, sussurralo, dai così può bastare. Più piano, parla piano. Sono sempre sotto ispirazione e smetterò per sempre, perché è tutta una cazzata ed io non valgo niente, niente! Niente!!! Io non sono niente. No, non è vero, sei grande, splendida, tutto è sprecato per te, troppo poco per te, meriteresti una ghigliottina per ognuno. Meriteresti di più cazzo! No no, dai agli altri, fallo se no vomiteresti addosso al tuo specchio, sulla tua faccia, semmai tira il coltello sai il fatto tuo, io lo so, speriamo che lo sai anche tu, caccialo fuori al momento giusto. Lasciami andare, lasciami…o parti in quinta o il troppo freno non va bene. Che cazzo ne sai tu? Ci sono persone che mi fanno venir voglia persino di smettere di respirare. Non c’ho voglia. Pss…pss…ssss…dove sei? Tieniti forte, spegni la sigaretta, perché cazzo non mi telefoni, allora vattene a fanculo, non era vero che mi amavi! Non è vero, è tutta una finzione. Vai vai vai a bere, bevi vai, corro a bere acqua, devo bere subito dell’acqua. Magari dopo, verso le 11 doccia. Pss avvicinati… nooo!!! Ti giuro che non volevoooo…non volevo, perdonami. Ti prego. Ma si può dire ad una “non è che sei incinta di nuovo” solo perché fa colazione alle 7? Ma non ci si può ficcare un dito in culo e farsi i cazzi propri? E tu! Porcaputtana, dimmelo quando hai intenzione di venirmi dentro. Sì cazzo! Quando mi vuoi venire dentro se non me lo dici, porcatroia sappi che non sarà “così bello”. Non hai capito un cazzo di come va. La vita è grande e tu sei piccolo, lo vedi, lo vedi? che non hai capito un cazzo? Cosa ci devo mettere lì, l’olio, la tempera o un’emulsione particolare? È una tavola di legno. No! Smettila! Non lo vedi ch’è tutto sprecato? Rinchiuditi, non farlo. Non farlo mai più. Oh! Oh! Ascolta! Senti ascolta, lo dici te che io non sono niente, io…io non è che non sono niente, lo dici te! Capisci? Alle 7, alle 7…mi sento meglio. Mi si svegliano i neuroni giusti, aaaah se la gente sapesse…di che cosa sarei capace di mattina presto…Ma oggi no. No! Tranne oggi sì. Oggi mi sento stressata, oggi mi hanno pigiato lì al muro, c’è qualcuno qui dentro che non ha capito che mi ha voluto mettere nella merda; piccola lurida tranquilla stronzetta. Non sto qui a spiegartelo, perché quando voglio mi faccio venire il fantasma migliore e posso piangere a dirotto fino all’una. Aaaa!!! La vuoi smettere?! Vedi il discorso è questo : voglio che si vada lì perché si spende meno, e tu forse questo non l’hai capito, non l’hai neanche pensato, alzati e muoviti il culo e visto che ti devo pagare io, per una chiacchierata che riguarda me, la tua faccia di bronzo, l’indecenza della non comprensione, e quel tuo amico del cazzo, che se tu non lo sai te lo spiego io come funziona, o io te lo dico per bene, o io non so parlare.

Vedi? Posso all’istante prendere un tavolo e ribaltarlo e spaccarlo in faccia a chi osa! Mentre tutti bevete e non ci pensate. Ritornare l’istante dopo col mio bel sorriso da gatta morta e col bene placido del padrone di casa…il barista. Ricordatelo, ho sempre il boss dalla mia parte. Tu, tu e tu mai un cazzo. Quindi stai zitto, vieni qui e fai come dico io. E tu! Quando ti chiamo e dico no, è no. Smettila di avere quella voce lì e falla finita. Non sei tu la più forte. Te ne sei autoconvinta solo perché il mio stile non è da scaricatore di porto. Smettila di fingere d’essere la duretta della situazione, è solo che la mia indole te lo fa credere perché le conviene così. Mi fai tenerezza. Ehi ehi ehi! Non hai capito. No! Non hai capito non vedi? Non ce l’ho con te, perché mi stai attaccando? Stai zitta, non hai capito un cazzo. Mi sa che ti offendi per troppo poco, te. Io? Ma senti questa! Sì, ti offendi per così poco, e vorrà dire che non hai capito il senso delle cose. Sbatti farfalla che non sei altro, sbattiti e via via! Stai esagerando, io non credo che tu stia bene. No, tu non stai bene. Ooooh! Ma la vuoi smettere di avercela con me come se ti avessi io fatto qualcosa? Guarda che qui nessuno ce l’ha con te. Ed io ti voglio bene. Bene, io me ne frego. Allora che cazzo vuoi? No guarda io con te non riesco a parlare! Figurati io. Ciao. Vaffanculo. Eccola là, la solita. È sempre un piacere rivederti…Te a me ciao non me lo dici. Capito stronza? La porta non la sbatti, ecco tieni, semmai la sbatto io! Oh no, no, dicevo…che forse ho perso la testa, ti volevo chiedere scusa, per quella cosa “che mi hai portato a fare”. Porca troia, non ho nemmeno la voglia di respirare. M’hanno fatto smettere d’avere la voglia…proprio. Io che ho quest’entusiasmo della fase d’innamoramento completamente andata. Non ti ci provare, cazzo, non ti ci, non, porcatroia bastarda, guai a chi mi abbassa l’entusiasmo. Non ti ci provare. Non chiedo scusa, porcaputtana, non è importante me ne frego io. Calmati. Calmati! Riposati un po’. E tu se ti dico che non me lo devi più dire così, fallo, credimi, è meglio.>>

<<Non mi toccare, non mi toccare! Mi fai schifo! Noooo! No! Basta! Ehh che c’è? Che c’è? Arrivano. Arrivanooo! Vattene, non mi toccare. Basta scappa.>>
<<Fammi scappare>>
<<Vedevo le stelle. Niente provvidenza per me. Niente provvidenza per te. Ohh volevo gridare ma non mi usciva la voce. E tu la conoscevi bene. Piccola lurida parola perché non uscivi a tradimento? Perché c’era la calma prima della tempesta. C’era la speranza, c’era l’ancora di salvezza, e tutto il resto. Mi mettevo le membra in vasca da bagno, ma l’acqua non bastava mai. L’acqua scorreva nera giù nel tubo. È che sentivo le voci. È che sentivo di riderci su. Mi nascondevo sotto la trapunta ed avevo paura del buio, ma sentivo di essere forte. È che era meno tremendo così. Sincera, tu lo sapevi, e ti eri messa d’accordo! Sincera, tu bisbigliavi da dietro le porte, e mi facevi diventare matta! Oh, oh! A me matta non me lo dire più. Costruisciti un simpatico carattere e non rompere più. Allarme della scuola, svegliati, alzati, e cammina. C’è la vita fuori. C’è la vita che continua. Una come te se la mangiano a colazione. Preparati bene per questa interrogazione. Domandati e risponditi: perché ti hanno messa al mondo per farti soffrire? Per risolvere i loro giochini sporchi. Allora perché te ti senti bella e felice? Oh, oh, a me sporca non me lo dici più! E quando spengo il cellulare, non mi pedinare, non ci sono e basta. Ti deve bastare e basta! Se no, lo sai dove puoi andare no? Oh, guarda, quello mi sembrava lui, lui che toccava, tu che hai fatto finta di nulla, e lei che sgocciolava. Vedevo le stelle. Perché non te ne vai ora? Lasciami sola. Ora.>>

<<Chi sei? Aiutami>>.

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2 pensieri su “INTITOLAMI TU”

    1. Non ci posso credere!!!! Guarda chi si rivede!!!! è stato come un tuffo nel passato ( bei tempi ), sai, come quando uno ribecca gente delle elementari…
      Troppo lieta, eh sìììì ti verrò a spulciare anch’io GRANDE SOLARIAAAA!!!
      p.s. – > grande Splinder però 😛

      Mi piace

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