NEL SANGUE E NELLE OSSA

MI è VENUTA A BUSSARE UNA PERSONA INTERESSANTE SI CHIAMA ISPIRAZIONE

C’è Carlo Alberto Barbis che fuma solo, davanti alla porta dello Shot Café. C’è solo lui, che fissa la strada. Tutto si rimpicciolisce, la strada è piccola e stretta, passano soltanto autobus e motorini. C’è solo lui per un’ora, il cielo blu metallizzato con la via lattea e smog. Poi escono dal bar per fumare due ventenni. Lui le guarda, poi ricontrolla la strada, gli autobus sono spariti, il marciapiede è più grande, la strada è tornata ad essere lunga e larga. Per quel ch’è possibile. Lui guarda ciò e loro guardano lui, poi se ne vanno via insieme. Carlo Alberto Barbis lascia una sola traccia del suo passaggio: il mozzicone della Benson, i suoi 47 anni fermi immobili in quel bar da diciottenni e le ragazze giovani che non si accontentano più di ciò che possono dare o non dare, i loro coetanei.

I triangoli di via faenza

Al Dublin pub, ci sono tre stelle fisse: Riccardo, la Laura e Carlo Alberto Barbis. Riccardo fissa per un’ora un punto nel vuoto, dentro il Dublin, aggeggiando con frenesia un libro di fantascienza. È secco e gli indumenti fanno fare capolino al vento, sono due giorni che non mangia e dorme solo con l’aiuto di qualche tavor. Ma se le tiene per sé quelle cose. La Laura beve una dannata biretta piccola e alterna una paglia girata da sé col tabacco ad una diana blu. Pensa di fumare di meno così e invece fuma di più. Beve tre piccole chiare ma solo dopo il tramonto. È un rito forzato. Carlo Alberto invece se ne esce fuori con la sua teoria delle tre categorie di persone e dice: – Vedete amici miei, ci sono le Stelle Fisse, Le Meteore e Le Comete. Le prime sono le persone che rimarranno sempre nella tua vita… le seconde son quelle che incontri una volta sola che ti fanno fare BOOM, ti lasciano un gran segno e poi spariscono per sempre… le comete son la tipologia di persone che arrivano, ti toccano, e poi se ne vanno, poi ricompaiono, colpiscono ancora e poi scompaiono e ciclicamente rifanno lo stesso giro. – Alle 9 di sera, circa, lei prende la strada di casa, Riccardo va a prendere il suo treno e lui piglia la ventiquattrore e si accinge a non toccare certi angoli. Saluta tutti, anche i padroni del pub.

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15 pensieri su “NEL SANGUE E NELLE OSSA”

  1. Speriamo che l’ispirazione suoni ancora il tuo campanello… però stai attenta, se sono le 8 di domenica mattina, è di sicuro un Testimone di Geova 🙂

    Beh, avevo iniziato ad articolare un commento, ma la cosa mi è scappata di mano ed ha preso una strada sua, e ne è uscita una storia che non c’entra nulla, ed è pure poco seria…
    Te la incollo comunque sotto, tanto ormai non saprei che farne, casomai cancellala 🙂

    La luna, lassù.
    Sono le 00,27 di una domenica di un novembre, sopra di noi il cielo, sotto, il piazzale dell’Esselunga. Mi chiedi “La vedi?”, “Credevo fosse una macchia sul parabrezza” rispondo, colpa della foschia. Sta lì, tra Aldebaran e Betelgeuse, appiccicata alla volta come un magnete al frigorifero. Come si è piccoli quaggù, in culo all’universo mondo, nudi sui sedili di finta pelle della Škoda, tra i carrelli della spesa vuoti, i depliants accartocciati, le bottiglie di plastica, le lattine schiacciate… quante cicche di Lucky Strike sparate dal finestrino. Tu la vuoi, la Luna… a me basterebbe un garage con balcone vista Volga a Novgorod, oppure un tosta-pene, il noto gadget erotico per uomini duri e freddi, soprattutto freddi. Ci amiamo, ma non siamo fatti per noi, solo d’erba. Erba buona, ma buona davvero, che quando i fendinebbia della Cherokee (i Fendi – nebbia sono fari d’alta moda?) illuminano le mie chiappe attraverso il parabrezza. ci sentiamo assediati: “Custer, mio generale” sussurri “stringimi più forte” ed io ti stringo come stringessi un palo della cuccagna, ma senza scivolare. Mi sento talmente bene che non ho il coraggio di dirti che a Little BIghorn non s’è vista l’ombra di un Cherokee. Dai 140 CV scendono di sella 140 sciamani e sciamano verso di noi, circondano la Škoda ed iniziano a danzare e dalle loro bocche sale una ipnotica cantilena … “Luna non dirmi che a quest’ora tu già devi scappare/in fondo è presto l’alba ancora si deve svegliare/bussiamo insieme ad ogni porta/se sembra sciocco cosa importa…Luna! / Guardo il mondo da un oblò/ mi annoio un po’/se sono triste mi travesto /come Pierrot…” Ca..spita! No… non può essere… Una terribile nenia che si dice risalire alla notte dei tempi, già antica quando gli Anasazi la cantavano nelle grotte della Mesa Verde, ha il potere di… “Non ascoltare, amore mio, non ascoltare!” Cerco di chiuderti le orecchie con le mani, di chiudere le mie con… troppo tardi. Mi sveglio, sopra di me un cielo nero pieno di stelle, sotto di me rocce e polvere. Mi alzo piano… come ca..spita sono vestito? Mi appoggio all’asta da cui penzola immobile una bandiera degli U.S.A…. Tu volevi la Luna, non io!! Io volevo un garage vista Volga a Novgorod… Misunderstanding, maledetti sciamani… Houston, abbiamo un problema.
    La terra, lassù.
    Che strano… Se strizzo gli occhi, amore mio, posso vedere la tua casa da qui.

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  2. SONO PAOLA E CERCAVO NOTIZIE DI UN MIO COLLEGA DI TANTI ANNI FA LAVORAVAMO IN TELECOM E SI CHIAMA CARLO ALBERTO BARBIS CERCANDO SU GOOGLE SONO FINITA SUL TUO SITO.
    NON SO SE SIA LA STESSA PERSONA O SE SIA UN PERSONAGGIO DI TUA FANTASIA. MI FAREBBE PIACERE AVERE NOTIZIE DI LUI CIAO PAOLA

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    1. Ciao, Paola. Che sorpresa… Sì SONO LA STESSTA PERSONA! CARLO ALBERTO BARBIS è UN MIO AMICO. SIAMO STATI AMICI PER CIRCA 7 ANNI. POI MI SONO SPOSATA NEL 2011 E DA ALLORA NON HO PIù NOTIZIE. NON CI SI FREQUENTA PIù, sai… ho cambiato giri… stili di vita… MA FINO A 4 ANNI FA SAPEVO CHE STAVA BENE, MA NON SO… SCRIVIMI QUI LA TUA EMAIL PRIVATA, CHE TI RISPONDO DI Là, E magari ci mettiamo d’accordo su come ri-trovarlo 😀
      io sono Marianna… .. e sul serio gli ho voluto tanto bene a Carloalberto, mi fa piacerissimo che qualcuno lo ricordi…

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    2. Ciao Paola, non so se ricevi le risposte, ma ti dicevo : bassino, capelli folti, neri, ricci, baffuto talvolta con la barba folta, nerissima, occhi pungenti, e sempre con una ventiquattrore che gira per le strade di Firenze? ehhh sì, sì, eccome se lo conosco. 🙂

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    1. UAHUAHUHAUAHUAHAU
      GRANDE CARLOSssss : hai visto? e lui che ci rammentava sempre che lavorava alla telecom!!! hai visto? Grande, se lo becchi in CENTRO, o se hai il suo numero, fagli sapere che ha una schiera di fans al femminile che lo ricordano : SILVIA-MANUELA-PAOLA-MARY 😛

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    1. Già… è vero!! il giornale pubblicitario dove lavorava ultimamente… il fatto è che per il momento NON mi viene in mente come si chiamava! AzZ! nulla non ricordo. Ora che pure il DUBLIN PUB è chiuso e non esiste più, non posso andare manco da Sergio a chiederglielo. Secondo me lo troviamo dietro Via Faenza intorno alle 19… (non mi ricordo nemmeno come si chiamava il posto che bazzicava ultimamente, ma se “sta bene” lo si becca lì intorno a quell’ora)

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