NEL SANGUE E NELLE OSSA

                                               MA L’ELASTICO?

C’è un senso in questa domenica, credetemi. L’ho ritrovato come un cucciolo che tengo nascosto in garage. C’è un senso nel ripercorrere sempre gli stessi passi. L’ho preso per il gomito e ha riso. Non l’ho neanche sfiorato e mi ha baciata sia di qua che di là, timidamente. Alle gradinate del Duomo.
Appuntamento tattico a Santa Maria del Fiore. Alle 16 con te e Carlo Alberto. Sapete com’è…
C’è un senso se ho chiesto di Riccardo. T’ho ritrovato fermo nella mia scatola di cartone bagnato. La tua testa dipinge frasi come: – Firenze Futura è un Plastico con in cima uno Stronzo -. L’Elastico? Io, ridevo. Mentre la tua testa dipingeva la solita roba: – Bella Storia, bella storia, bella storia -.
Carlo Alberto ha la brillante idea di trascinarci a Santa Croce. C’è la mostra di cose di Natale. Bruchi che brulicano ne abbiamo visti tanti. E l’elastico che saltava un po’ di qua e un po’ di là. Sai com’è…
Mercatini, di libri e dischi. Stand di giocattoli e di strudel. Fili, ninnoli, assaggini e quante salsicce ho visto io. – Quel cappellino è mio! Domani me lo compro. Ho 10 euro se no cosa bevo? -. Riccardo: – Ho 10 euro se no cosa fumo! – Carlo Alberto: – Ma veramente costa 5! -. Noi ci si capisce con uno sguardo solo. Ci sbellichiamo dal ridere e lo mandiamo a cagare. Con uno sguardo solo.
Ho i capelli sbarazzini. Come piace a te. Un piercing sulla narice destra con la quale sembro essere nata. Non ho più gli anfibi vissuti e il cappotto che avvolge il mio corpo. Come in un cellofan. Si cresce sai e si cambia. C’è ancora un senso nel tira e molla che siamo. Due pacchetti trovati per terra.

Siamo ancora malandrini nei nostri discorsi di fine serata.

Siamo ancora malandrini nelle sigarette tirate in via De’ Pucci. Allo Schot cafè.

Siamo ancora malandrini e drammaturgici vicino ai banconi dell’happy hour dei pub.

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3 pensieri su “NEL SANGUE E NELLE OSSA”

  1. E’ un bel raccontare il tuo, probabilmente perchè è anche un bel vivere.

    Una volta, era Pasqua, sono stato a Firenze con la mia ragazza (di allora) senza avere prenotato una stanza in hotel. Tutto straesaurito. Abbiamo dovuto comprare dei sacchi a pelo e siamo finiti a dormire in un angolo di un parco… un freddo boia (non ci stavamo in due nel medesimo sacco, cazzarola).
    La mattina presto, giusto poco dopo che ero riuscito ad addormentarmi, mi sono sentito leccare la faccia, ho aperto gli occhi e c’era il nasone bagnato di un pastore tedesco che premeva contro il mio e la sua lingua mi passava sulla faccia come fosse il fondo della ciotola con il Ciappi… per fortuna il padrone s’è fatto vivo subito, sennò sarei di certo morto soffocato… dall’alito del quattrozampe: hai presente una frittura di cimici impanate?
    Buona serata Marianna
    (a proposito, complimenti alla bella ragazza ritratta nell’immagine del post precedente 😉 )

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    1. Sì il vivere è uno bello che da lo spunto 🙂
      oggi mi si attorciglia la lingua e non riesco a scrivere “gggiusto”
      Tu invece, la stoffa, di stesura da strada, ce l’hai eccome: cmq io, avrei fatto dietrofronT se beccavo tutto esaurito, che qui a Firenze si piglia la polmonite in saccoapelo,e il portafoglio va via via via via (centovolte)
      Grazie come al solito, buon fine settimana da fotografo 😀

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