ODORE DI AMARENA

“ IL SANGUE DI UNA ZANZARA”

Ci  si deve immedesimare prima di cominciare a descrivere i personaggi
ma totalmente, proprio totalmente!
Allora sai cos’è
allora sai che in 32 anni non hai capito un emerito nulla,
a 32 anni forse inizi a chiarirti le idee a focalizzare il punto,
impari a capire per cosa sei veramente nato;
e sai cosa vuoi diventare.
Ma ancora buio totale su quello che non vuoi diventare.
Ci si deve distaccare prima di cominciare a fare male sul serio
ma totalmente, proprio totalmente!
Le mie bische stasera hanno altro a cui pensare:
per esempio a non cuocersi l’espressioni in un cucchiaio o a non fare figli.
Figlior prodigo figlior prodigo, sai tutto dal passato e questo futuro non ha niente da insegnarti.
Baby blue baby blue, sai tutto dal passato e non puoi più prenderle da nessuno.
Ancora una volta è più quello che vivo che quello che si deposita nell’altra stanza
ascolta, ascolta la pace dell’eternità, qui, con la mano adagiata sulla mia, per una volta, per una volta appena, come fai a non provare piacere a farlo?
Cosa vuoi portarti sulla strada se non mi dai una carezza?
Il freddo vento ghiaccio sulle ossa ecco, quello se vuoi, te lo meriti.
L’ultima volta che mi hanno vista è stata tre anni fa

ero sulle scale e scendevo di corsa, ero ero ero ero ero ero.
L’ultima volta che mi hanno amata è stata quattro anni fa
sul filo d’argento o senza speranza o senza lamento o senza due di noi.
L’ultima volta che mi hanno incontrata è stata dieci anni fa
raccoglievo sassi al Forte Bel Vedere e non mi spaccavo la schiena lavorando,
a Bobolino mentre ero in cerca di una buona caccia.
Il sangue visto dalla prospettiva d’una zanzara
è tutto raggrumato o impallidito o velluto o nero.
Si sente avvelenata
e barcolla da una stanza all’altra senza trovare una spiegazione;
purtroppo non ci sono né risposte né domande.
E ancora una volta è più quello che vivo che quello che sbottono.
L’odore di dentifricio assomiglia alla mattina col sole.
Il sangue visto da una zanzara è soprattutto il tuo oceano

o le tue corde o le puttane o le lancette o le chitarre o le bottiglie sotto il letto.
Mi hanno permesso di sentirmi sola per due volte
e mi ci sono sentita tutta accucciata oltre e non oltre le mani di nessun amico.
Mi hanno permesso di farmi del male con le mie stesse parole
e non lo accettano neanche per tutta la vita che voglio regalare
e sono una madre senza bambini e sono una figlia senza obbedienza.
Ho sognato te, poeta maledetto, e ho sognato che mi facevi sangue
che mi facevi sangue dappertutto.
Se solo potessimo avere il tempo che scivola come lo intendo io.
Allora sai cos’è allora sai che in 32 anni non hai capito un emerito nulla,
a 32 anni forse inizi a chiarirti le idee a focalizzare il punto, impari a capire per cosa sei veramente nato; e sai cosa vuoi diventare.
Ma ancora buio totale su quello che non devi diventare:
ci sono i grandi come li intendo io, che mai mai mai mai mai mai
mancheranno di rispetto a nessuno.
L’ultima volta che mi hanno vista è stata tre anni fa

ero sulle scale e scendevo di corsa, ero ero ero ero ero ero.
L’ultima volta che mi hanno amata è stata quattro anni fa
sul filo d’argento o senza speranza o senza lamento o senza due di noi.
L’ultima volta che mi hanno incontrata è stata dieci anni fa
raccoglievo sassi al Forte Bel Vedere e non mi spaccavo la schiena lavorando,
a Bobolino mentre ero in cerca di una buona caccia.

Tu manchi da 13 anni e non te l’ho mai detto
e non te l’ho mai detto perché pensavo pensavo pensavo pensavo
di avere tutto il tempo inteso come zingara che fugge
e non lo posso accettare.

E questa è davvero l’unica cosa che non posso accettare.
Dammi dell’acqua per favore, salvami ora salvami ora.
Ed ora se penso a tutte le figure trasparenti che non mi capiscono per quello che ne vale la pena a tutti coloro che non mi rispettano per quello che merito
che non mi apprezzano per quello che merito, perché io me lo merito,
chiudo la porta lasciando dello spazio perché a volte c’è qualcuno che deve vedere.
Il sangue visto dalla prospettiva d’una zanzara
è tutto raggrumato o impallidito o velluto o nero.
Si sente avvelenata
e barcolla da una stanza all’altra senza trovare una spiegazione;
purtroppo non ci sono né lividi né brividi.
E ancora una volta è più quello che vivo che quello che sbottono.
L’odore di dentifricio assomiglia alla mattina col sole.
Il sangue visto da una zanzara è soprattutto il tuo oceano
o la merda o il fango o la scelta o le spade o le nostre dita che devono trovare due di noi.

 

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