ODORE DI AMARENA

“HO VOGLIA DI QUESTO”

O.k., ho fatto fare un paio d’incidenti quando camminavo per le strade lì in Sicilia, però mi fermavo sempre alle cabine e ti chiamavo.
per dirtelo.
era forse troppo estate, troppo bretelle e cose svolazzanti, troppo sole e marroncino sulle spalle, troppo bel sorriso e mordere la vita, ringhiare alla polvere di quel marciapiede, dileguarsi alla fontana grande, troppo forte. Era spettacolo, erano gettoni e centolire giù per la gabina.
era limbo a un passo dal paradiso. Estate sexy. In taxi. Autostop. Dove si va. Dove lo decido io.
Brindiamo. A me. Allora.
o.k., è vero, ho fatto schiantare delle macchine, e far venire il torcicollo agli autisti dei pullman, però dopo, m’infrattavo sempre a una gabina. E ti chiamavo.
per tenerti informato. Ti registravo nella tenebra memoria le 20 marlboro mischiate a quel che sappiamo sfiorate con le 20 dita maschili e sconosciute. I bicchieri della vodka ghiacciati nella pancia. E siamo sicuri di rimuovere tutto questo? I passaggi al volo, i fratelli all’angolo, i compagni e gli ex fidanzati ormai cresciuti e sposati, i coglioni e i rompicoglioni, i furbi e le pistole in mano.
sì però, mi spiegavo bene.
nell’ora fra il sole arancione sulla collina più disparata e la striscia viola nel cielo e gli alberi da cartolina rossi e neri, mi affacciavo per sentirti. Ti sentivo trasportato nel vento. Agosto era pericoloso senza paura. Bruciavo gli orgogli e le coppole in testa a far ombra a zigomo di occhio. Bruciavano erba albanese e me la passavano in carte di giornale e potevamo espatriare così e potevamo fare tutto così. Proprio tutto. Ma senza fissare dopo un po’ mi facevi sentire lo squillo.
e ti facevo capire. E i tradimenti, e per terra, e con loro, e col motore acceso, e la vespa bianca, e il corpo giovane appiccicato e tremulo, e il – pensavo di scoparti stasera, mentre invece mi hai scopato tu -, e il cielo basso e un cuoricino piccolo così, la via lattea e l’orsa maggiore e l’orsa minore, e i carusazzi se ne salivano dalle campagne esattamente col sole arancione cascato nella moto da strada di fronte casa, e coi coltelli ficcati nei didietro. Bellini e fattibili.
e ti tenevo informato.
lupa se ne stava più in alto di tutti. Gli anfibi, sopra un’abbronzatura da Africa, la canottiera e la gonnella nera, quasi inesistente, la maglia enorme traforata, nera da fare schifo, e la coppola a pelo di zigomo. E in piazza è un casino alle 3. la cabina preferita, mio ascoltatore, era fra quegli alberi, i posti bui, i suoi fischi. E l’angelo custode. E i suoi occhi neri da paura con la macchina saltata. Uno sgarro amico, uno sgarro solamente. E finisce che bruciamo tutti. Mi spiace, ma facevo passare tredici secondi, per la conta delle centolire. Prima di fare il tuo numero. E ti dicevo tutto. E l’ho fatto perché era il più giusto di noi 20. prima dell’accusa d’incendio doloso. E – marescià lo sa! Che la legge è uguale per tutti! -. Aveva 16 anni come i compagni suoi, ma aveva qualcosa in più. Aveva 16 anni ed aveva qualcosa di diverso. E siamo andati dove sapeva lui. Ed ero tranquilla. Era il boss. Ed io la donna del boss. Almeno per agosto. Su e giù dai sellini, su e giù da quei corpi acerbi, su e giù dai materassi e non mi fare continuare. Sbucciavamo i gamberetti appena presi. Massacravamo i cavolfiori. E dicevano ch’era meglio per me, che non mi raccontavano proprio tutto. Ed ogni cosa ho capito ch’è troppa cosa. E noi, scegli, siamo amore o morte, polvere o terra, agnelli o pitbull, calibro 38 o matrimonio, speranza o cazzata, fazzoletti di carta o profilattici, tacere o tagliarsi, perdono o vendetta, spinelli o giocate, a poker in sottane sottoterra. ti ho cercato per tutti i 3 mesi e mi hai sempre detto di tornare che se no non ce la facevi. l’ho cercato per più di 30 giorni, ed era sparito. E non hanno mai saputo niente di me.

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10 pensieri su “ODORE DI AMARENA”

  1. Dopo aver ubriacato il lettore di intrugli, grovigli, pozioni, superalcolici e situazioni dall’effetto psicotropo, alla fine lasci l’amaro. E hai ragione perché in fondo è quello il senso della vita, altrimenti che divertimento ci sarebbe? Grande! Ciao, Piero 🙂

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    1. Ahahahah mi piace l’idea di ubriacare di pozioni, ora i tempi son maturi, prima erano solo cose autobiografiche-psicopatiche altro che! l’era tutto vero, ecco perché scrivevo criPtato e pieno di intrugli in codice, meglio che taccio ahahahah
      Grande a TE Piero 😛

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      1. Se fino ad ora ci hai riservato cose autobiografico-psicopatiche rendendole travolgenti, ora che ci riserverai i tuoi effetti speciali, saremo a posto! 😛 Ti abbraccio, Piero 🙂

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