ODORE DI AMARENA

                                                 “INVERTITI”

Sudata fradicia. Dissolvenza.
Life on the road – parole abusate – avvinghiatevi a me, – me ne frego io. –
Sul serio. Avrete scopato qualche notte fa? No no non giratevi indietro e non guardatevi, sto dicendo a voi, a quel gruppetto là. Se adesso mi alzo non pensate di masturbarvi poi stanotte, fatelo ora. E poi dicono che non sono chiara.
Senza coscienza ora è volata qui l’autostima. È un casino coll’autostima ora perché non sono abituata a mitragliare colla mitraglietta del nonno, ché m’ha lasciato un potere grande di cui non so niente. Ce l’ho e lo uso a spada-tratta. Non si sa mai un giorno possa essere fiera di me. Senza coscienza ora c’ho l’autostima e centinaia di cose dentro che si fan piccole perché ce ne entri sempre dell’altra di roba. E non è che abbia tanti motivi per esserlo, ma sto bene nella mia stessa pelle. Non mi sento ora di elucubrare fino alle quattro del mattino. Per dirvi che mi succede. Chi vuol capire capisca: da quando ho l’autostima non ne incontro uno o una giusti.
Prima che ero la favola senza vertigini forti per i piedistalli, che ero ubriacante di vulnerabilità erano compatibili e splendidi e sessualmente attivi, a pochi centimetri da me.
Ora autodisciplinata
Ora autosufficiente
Ora autobiografica
Ora autostima a palla e guai a chi me la tocca,
son tutte pessime caricature di ciò che sarebbe meglio,
e sono tutto quello di cui non ho bisogno
e sono tutto quello di cui non mi basta
e tu hai tutto quello che io non voglio.
E la vita è una presa di culo del cazzo!
Prima che ero l’essere umano voglioso di pastiglie per sostenere le fatiche e le ossa in crescita, erano brillanti di luce propria non dipendenti da me, a vestirsi mentre spogliavo.
Ora che sono io l’eroina stessa
Ora che sono la datrice di lavoro
Ora che non sono rimasta sempre lì
Ora che so chi sono e so cosa voglio e guai a chi me lo porta via, incontro solamente persone da curare nelle loro psicosi, e sono lì mentre io me ne sono già andata e sono lì che vogliono succhiarmi il midollo e sono lì pronti a darmi tutto ciò di cui non ho più bisogno.
E tu hai tutto quello che non voglio!
Saremo mica rimasti incastrati nel letto dell’hotel? Non ci siamo riconosciuti, è vero che la colpa si prende sempre in due, ed io la voglio, ma sono orgogliosa di dirti che mi prendo solo quello ch’è mio non anche quello che non ho fatto.
Se tu mi dicessi: – adesso resta – io mi metterei a correre.

Se tu mi domandassi: – vieni via con me – io ti risponderei, – adesso resto qui.-

Eh oh che ci vuoi fare, sono passati i giorni in cui avevo il plasma della tua personalità. I tempi duri li ho gettati alle spalle. Eh oh sono cresciuta io!
Arte, artistica, io faccio, io sono, io dico, io posso, io vado, intelligenza, non ha un senso logico, farfalla, che cazzo dici, ma cosa dici, l’autismo animale, dell’anima parole abusate avvinghiatevi a me!
E lascia perdere me, tu, tu come stai? Non posso avallarmi di ciò, tu non garantiresti per me, lo vedo.
Adesso l’unica cosa di cui avrei bisogno è un uomo che mi metta il dito giusto nel buco giusto.

E che non puzzasse di vecchio, e che non sia crisi di grasso, e che non abbia chiazze d’umidità, e che non emettesse tutti quei suoni strani tutto il tempo. Che non facesse sempre la cosa opposta di quel che avevamo accordato. Che non mi facesse sempre sì sì colla testa per poi farmi no no.
E adesso vorrei un po’ di tranquillità, ho sprecato energie importanti per insegnarti cose che non capirai ora, lo vedo, non le capirai, quindi fammi riposare un po’. Voglio starmene per conto mio e scegliere io se nel caso, quello a cui chiedere d’uscire stasera.
Cerca di avere un corpo da ventenne con un cervello di uno di quaranta, e allora sì che potrai cercare di combattere “la guerra che non t’appartiene.”
Qualcuno di loro avrà scopato la notte scorsa? Mentre pensate alla risposta appropriata, alzo il volume che devo ascoltarmi I Want You di Elvis Costello. Non sapete cosa dire eh già. Come faccio a non scrivere mai di me se non mi date altra alternativa? Come faccio a non incentrare tutto su me se mi guardate cogli occhi fissi di chi non ha mai visto un cazzo? Idealizzate per primi una parabola che non sono, Lei è quella lì, e quella lì non sono io.
Non voglio più lui perché lui ha tutto ciò di cui non ho bisogno. E questa tattica per renderti splendido è tutta fatica sprecata se per primo mi tratti come se fossi la cosa più bella che ti sia capitata. Apprezzi cose di me che non esistono. Ogni persona non ascolta in silenzio il problema di cui parlo da mesi. Ogni comparsa nel mio film non si rende conto che sono colei che contribuisce ai dolori degli uomini. Oppure fanno finta. Ma per una Creatura Inusuale potrei anche cambiare. Mi piacciono Le Sfide Grosse. Come faccio a non mettermi là sopra, sopra quel coso, quel piedistallo, se fai girare come al solito tutto intorno a me. Ma che te lo dico a fare?
Parola d’ordine qui è:
”predicare male e razzolare bene”
Sudata fradicia.

Dissolvenza.
Life on the road

– parole abusate – avvinghiatevi a me, – me ne frego io. –
Sul serio.
Non vedo perché tacere nell’attimo di lei, no no, parliamone pure. Senza fare nomi.
Volevo solo disintossicarmi da una pseudo-conoscente che mi chiama solo per le cose sue e che non mi cerca mai quando ne ho bisogno io e quando getto il mio richiamo lei sparisce e le poche volte che voglio starmene da sola mi rinfaccia che non la chiamo mai e che non le rispondo mai. Disintossicarmi. Disintossicarmi di una che per le mie cose importanti non è mai stata presente. Disintossicarmi di una che “per me” non c’è mai stata. Non sa il significato di Partecipazione né di Perdita né il gusto giusto delle lacrime sopra le rughe delle guance. Non sa il significato di Compassione perché non l’ha passato sulla sua stessa pelle. Fino a quando non imparerà a guardarsi prima da sé non saprà guardare gli altri. Che agita il dito davanti pronta coi suoi pregiudizi e s’intromette in discorsi di cui non sa nulla. Sono frustrata da lei. Stanca di lei, una pseudo-conoscente che vanta cose che non le competono. Una che cerca e non si fa notare. Una che è esile ma troppo ingombrante. Una che chiede e rende il ricatto del suo dare. Una che ha fatto la brava per farsi dare non so quante chance. Ora devo disintossicarmi completamente dal ricordo d’aver combattuto contro i mulini a vento. Allontanarmi. Allontanarmi furtivamente da una che non mi ha mai conosciuta veramente nonostante io le abbia dato La Chiave Giusta in 13 anni. Ho solo Me per Contare Su qualcosa. Mentre si gratta la fronte e vede che non ci siamo viste, s’illumina per la prima volta nella sua vita, per annotare quanto spazio di tempo c’è stato fra il suo predicarbene e il suo razzolarmale. Troppo male. Bene piccola, mentre tu ci pensi, io devo alzare a palla, c’è Almost Blue di Chet  Baker. Ecco, volevo disintossicarmi solo da tutto questo.
C’è chi mi ama troppo e male e c’è chi non mi ama per niente e male.
Io invece so il fatto mio.

 

 

 

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