ODORE DI AMARENA

                                CONDANNATA”

 -__

Non sono un’artista, io non sono una poetessa. Non sono una scultrice, io non sono una pittrice e quando scrivo sul foglio devo ripassare sopra solcando due volte.

Il mio essere sinistro dà l’occasione di poter starci male anche quando nessuno all’orizzonte viene a piantar la sua bandiera, nella mia terra. Ieri ho suonato solo il flauto traverso e tu con l’armonica e tutto il tuo fiato, mi accompagnavi. I vicini di casa si fermavano, guardavano e passavano. Non c’abbiamo guadagnato nulla.
Non mi sento tanto amata in questo periodo nonostante i vari tentativi di chi ha pezzi di ricambio per la scatola chiusa, tra tetta destra e tetta sinistra. E chi dice che non ci sono vittime perché non c’è nemmeno la guerra e bisogna smettere di frignare e d’aver paura, dice cose a favore suo. Solo suo. Non ne faccio una giusta. Ieri ho pianto di nascosto perché mi hanno insegnato ch’è tutto, proprio tutto sbagliato. Persino aprirsi. Ieri ho suonato a terra e tu con l’armonica mi accompagnavi e sei l’attitudine cui tutti aspirano a diventare. Senza speranza.Importa a me sapere dove posi lo sguardo.
Tu ci sei e ci sei sempre stato. Quando me ne andrò via io, non dirò neanche per chi “è andata così”. Quando me ne andrò via io, non lascerò nemmeno un indizio per trovare il mio biglietto. Quando me ne andrò via io sarà “talmente piano che quando ti sveglierai non te ne accorgerai”. Quando me ne andrò via io, sarà una saggia decisione. E le decisioni sagge non hanno bisogno di spiegazioni “si spiegano da sé”. Un solo bisbiglio per annunciare una sparizione senza precedenti. E Ciao-Ciao.

Ho scoperto. È dura amico, buttar giù cosa c’è dietro alla scoperta. Insomma, è dura aver scoperto. Se solo non sentissi tutte quelle cose che sento. Se solo non vedessi tutte quelle cose che vedo. Se solo ne avessi un po’ meno di tutta questa sensibilità. Cazzo. No cazzo amico, guarda che ne farei volentieri a meno. Penserei più a me stessa te lo assicuro. E non mi gingillerei tutto il tempo credimi, stringendo i pugni, facendomi venire le gengive infiammate. Consumandomi i dentini.
Non sono nessuno per parlare di cazzi amari. Ma mi sa ci siamo capiti lo stesso. Nessuno è consapevole come me. Perché nessuno riesce a battermi a staffetta. Sono sempre stata brava a vincere e a tener testa ai maestri.- Ma che cazzo sto dicendo.-
Sto cambiando discorso. Mi cago in mano dalla paura. Amami! Amami! Amami! Amami! Amami Marianna amami. Io ti amo Marianna. Sigaretta? Oh sì. Mi è venuto a trovare in bagno, mentre ero più impegnata che mai. Lo fissavo, mi fissava. Poi ci è scappato da ridere. Ha tirato lo sciacquone al posto mio. Ridevo fortissimo. Mi ha fatto passare tutto. Mentre non ci si può gingillare quando si fanno di ‘ste scoperte. Eh no eh, perché si può rimanere bloccati. Mentre invece c’è bisogno di vivere. Saltare, ballare, volare.

Amami Marianna perché sapessi come ti amo io. Il fantasma migliore mi è venuto a trovare per scuotermi, ricordarmi che sono l’unica che può assistere ai suoi dispetti. “Lui” non ti considera come una persona umana ma anzi come una macchina che và e consuma elettricità, “Coetanea” ti tratta male e fa la stronza e va bé ti fa un graffietto non sapendo che da lì moriresti dissanguata, e “Lei” è troppo cieca per vedere un qualcosa di così intoccabile… e allora? Ti vuoi arrendere ora? Non ti parlano, spariscono dalla faccia della terra senza dirtelo in faccia, non ti cacano, te la menano, ti parlano al plurale se c’è uno sbaglio di cui tu non hai fatto parte, per metterti in castigo. E Lei è troppo cieca per vedere la tua consistente trasparenza! E allora? Ma tu lo sai chi sei no? E allora? – io mi schifo a vedere un essere immondo sputare per terra, ritorno a fissarlo, dico solo: – c’è questo periodo ch’è come se ci fosse lì da qualche parte una bambina che sta soffrendo.
Mi commuove. Ma la sento la sento la sento, c’è una bambina ch’è in pericolo, ed io devo fare qualcosa -.
Il fantasma migliore mi guarda dentro, accende gli occhi, fa un passo indietro, dice:
– trovala cazzo trovala e portala qua – mi legge nel pensiero mentre mi frulla nella testolina, quale differenza c’è fra “Mantenere la propria rabbia e avere l’Odio Dentro che fa solo più male?” Che devo fare? Devo mantenere la mia rabbia, o cominciare a perdonare? No! So cosa devo fare? Cosa dovrò fare? Ma adesso spengo la luce. Chiudo la porta. Faccio un grosso respiro. Lascerò che siano ancora gli ultimi sprazzi d’ispirazione a inventarsi qualcosa. Io non sono una poetessa. Non sono una pittrice, smettila, non lo devi dire. E quando mi lavo i denti poi alla fine me li devo lavare sempre due volte. E cazzo se lo so, ormai sono condannata ad assorbire i dolori del mondo. Ed è una condanna cazzo s’è una condanna.
Cosa ti devo ringraziare?

 

 

Annunci

Un pensiero su “ODORE DI AMARENA”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...