DOPO IL 27 MARZO

PAKISTAN GIORNO Di PASQUA

Tutto quel sangue all’inferno non si era ancora visto, sparso metro per metro in tutto il parco, nel silenzio ancora un silenzio più profondo allo scivolo, non più i dentini cariati a sorridere, non più ginocchi e gomiti sbucciati, le gambe non c’erano più, l’occhio vigile le avrebbe inquadrate, ma no niente, solo sangue solo ciabattine, che all’inferno si sarebbero messi a strapparsi la pelle dalle ossa, per non ingoiarli.

Tutto il mondo non se ne accorge, deve puntare all’obbiettivo, mentre voi innocenti avete avuto solo la sfortuna di essere nati lì e non a Hollywood, il mondo ha il suo trapasso per arrivar prima, con le sue moto e salotti televisivi, mano nella mano vanno allegramente a festeggiare e non ci pensano, che è solo per uno sputacchio di fortuna che siano nati qui e non sotto le bombe intelligenti, sorelle amiche.

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