• Mai come in America mi son sentito europeo, con radici europee e con speranze europee. Ero venuto qui per trovare una soluzione al mio problema di salute, ma sentivo che le soluzioni di questo paese non erano sempre quelle giuste per i problemi degli altri. L’immigrazione mi pareva un caso tipico. Non c’è dubbio che quello dell’immigrazione sarà uno dei grandi problemi del futuro per l’Occidente, ma l’Europa, con la sua storia e le sue condizioni sociali completamente diverse da quelle degli Stati Uniti, farebbe un grande errore se adottasse soluzioni americane.
    Pensavo a Luciano, un vecchio amico le cui radici fiorentine vanno indietro di secoli, che un giorno diceva: <<Un po’ di marocchini, senegalesi, tunisini e albanesi va bene, ma a un certo punto basta. Oh come si fa? Se un giorno c’è il referendum per buttar giù il Duomo e farci un parcheggio per le automobili, quelli votano per buttarlo giù>>. Il razzismo è soprattutto una questione di numeri e questa reazione era tipica.
    Nonostante tutta la retorica sulla società globale, il problema è tutt’altro che risolto nell’America stessa. Cosa è successo ai neri americani che ai tempi del mio primo soggiorno, più di trent’anni fa, sembravano finalmente emancipati e trovare una loro via per entrare nella corrente della società? Sono sempre più respinti nei loro ghetti, sempre più storditi dalla droga, sempre più emarginati. Ogni nuova ondata di immigrazione non fa che ricacciare indietro la popolazione nera.
    Gli immigrati arrivano qui pieni di speranza, disposti a sacrificarsi, a lavorare. L’America dà loro l’impressione che potranno farcela. Se non alla prima generazione, alla seconda o alla terza. Non è così per i neri. Per loro sono passate generazioni dopo generazioni e niente è veramente cambiato. Ormai si sentono vittime. Non hanno più speranza e, come malati che non credono più nella possibilità di guarire, si lasciano andare. Sono sfiniti. Al contrario degli immigrati cinesi, indiani o russi, che affrontano la scalata sociale ed economica potendo contare sulla rete di salvataggio della loro solida famiglia tradizionale, sempre alle spalle, gli afroamericani non hanno più neppure quel sostegno lì. Per loro la famiglia non esiste più: il 75 per cento dei neonati neri sono oggi “illegittimi”, nascono cioè fuori dal matrimonio.
    Bastava guardarsi attorno per rendersi conto che, nonostante tutte le pretese di democraticità, quella americana è ancora una società profondamente divisa e ineguale.-
    TIZIANO TERZANI-UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA-2004
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