I Was Hoping

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Un pensiero su “I Was Hoping”

  1. Mentre parlavamo, fuori faceva freddo. Avevamo i brividi, ma l’argomento ci riscaldava. “Mia moglie è nella stanza accanto. Sai, abbiamo qualche problema. Per favore, non dirlo a lei o a nessun’altro, ma ho bisogno di parlare con qualcuno”. Hai detto: “Non sarebbe un peccato se scoprissi quanto grande sono cinque minuti prima di morire? Sarei pieno di rimpianto prima di esalare il mio ultimo respiro.” E io ho detto: “Sei disposto a dirmi questo ora e non morirai tanto presto”. E ho detto: “Non mangio pollo o carne o roba del genere” e tu hai detto: “Sì, ma vesti di pelle” e hai riso e hai detto: “Siamo in cima alla catena alimentare e sì, tu sei ancora una bella donna” e io mi son fatta piccola.
    Speravo, speravo potessimo guarirci a vicenda.
    Speravo, speravo potessimo essere grezzi insieme.

    Siamo usciti dal ristorante dove il capo cameriere (sulla sessantina) ha detto: “Arrivederci, signore. Grazie del suo lavoro, signore. E’ un uomo di successo e affermato, signore. E a noi piace la frequenza con cui viene a cenare qui, signore. E il suo denaro”. E quando sono passata io, hanno detto: “Grazie anche a te, cara”. Io ero tutta treccine e pantaloni di velluto e c’è stato un giorno in cui avrei detto qualcosa come: “Ehi tipo, potrei comprare e vendere questo posto, quindi bacialo. Anch’io una volta pensavo che mi fosse dovuto qualcosa.”
    Speravo, speravo potessimo sfidarci l’un l’altro.
    Speravo, speravo potessimo farci crollare a vicenda.

    “Anch’io pensavo che quando venivo smentita in qualche modo perdessi. Anch’io una volta pensavo che la vita fosse crudele. E’ un ciclo, in realtà. Pensi che io mi stia tirando indietro e ti stia inducendo sensi di colpa. Credo tu sia insensibile e non mi sento ascoltata”. E ho detto: “Pensi che siamo fondamentalmente critici, fondamentalmente cattivi?” E tu hai detto di sì. Ho detto: “Io non credo nella vendetta, nella ragione o nel torto, nel bene o nel male”. Tu hai detto: “Beh, e allora l’uomo che ho visto ammanettato al pronto soccorso, sanguinante dopo aver picchiato il figlio e lei gli ha tirato una scarpa in testa? Secondo me quello che ha fatto è sbagliato e mi sarebbe stato difficile provare compassione per lui”. Ho dovuto moderare il tono per paura di farti sentire giudicato.
    Speravo, speravo potessimo ballare insieme.
    Speravo, speravo potessimo essere sdolcinati insieme.
    [ALANIS MORISSETTE-SPERAVO]

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