Una giocata a scacchi iniziata di notte

ESSERE O AVERE. QUESTO è IL PROBLEMA.
Il mio “mai più” dice per sempre.

Si vive fuori fase, fuori sesto. Ci sono persone che come le aiuole
sembrano ormai di un’altra epoca. Non ci incastrano più nulla.
Va di moda appioppare i propri difetti agli altri.

Se sono sdolcinata e stucchevole pensano che da un momento all’altro gliela metti nel culo.
Se sono disponibile, dolce, ed educata, pensano che io sia falsa e non abbia il coraggio di dire le cose in faccia, non pensano che io sia sinceramente educata, e basta.
Se dico le cose come stanno, non vengo creduta, solamente perché ormai volevano dire la loro e ribattere il chiodo lì, e cioè che loro hanno sempre ragione, io sempre torto.
Qualunque cosa dica, anche su cose che conosco benissimo, come me, la mia casa, la mia esperienza di vita.

Si vive dove ormai si sente: tanto che mi frega, ce l’hai te il male, mica lo sento io.
Ci sono persone che si rinchiudono e stanno benissimo, e gli vanno a rompere i coglioni, per ottenere quello che con la loro poca saggezza non otterranno mai: l’illuminazione da sé stessi.
Ci sono persone che non fanno, non dicono, solo perché si lasciano scivolare via. Lasciano correre. Solo perché non sono attaccati da quei microbi. Hanno anticorpi micidiali. E sono più forti di chi interrompe sempre la parola. Di chi non ha imparato a stare zitto. Di chi non sa il lusso del silenzio. Di chi si lascia offendere da un nomignolo da bar, e non da decenni di sputi “in faccia ai buchi”.
– chi bazzica sempre i possessivi alla fine diventa un possessivo pure lui secondo me – avete detto

– state dicendo per caso che io sono possessiva? Allora dimmi, per esempio tu, quando anche per 5 minuti sono stata possessiva ed ossessiva con te in quest’anno al meno? – avrei voluto rispondere.
Sono stata zitta solo perché ho detto:

– wé io voglio essere creduta quando parlo, non psicanalizzata -.
Se non rispondo si dice che non è bello quello che faccio
Se non chiamo mai si dice che non cerco mai
Se lo faccio non mi rispondete, allora dico, perché mi sento confusa?
Allora ditemi quello che volete che vi faccia ed io ve lo faccio su dai!
-Va di moda appioppare i propri problemi agli altri.-
Se la donna, contraccambiasse il primo schiaffo, con la stessa medesima forza che se l’è preso
se potesse farlo allora sì che si starebbe bene nei panni dell’altro.
Se sono curiosa, ammiccante, brillante, sono egocentrica
Se sono zitta, malinconica, chiusa, ci faccio non ci sono
Se sono a bere, a fumare, ad aprirmi col mio barman, allora sono La Prima Donna.
Se sono tranquilla e per i cazzi miei, allora sono egoista.
Se sono nervosa sono ingiusta.
Se sono matura sono colla testa dura.
Si vive fuori porta, fuori zona. Ci sono persone bigotte anche fra noi.
Se siamo in un bar, fra tavoli e bordello, non puoi interrompere per dire come “correttamente” si dice fra “omosapiens opss” e frocio. Se siamo fra noi, fra birra e fumo, e ci correggi, e fai l’offesa, e pretendi di “educare” lo slang di un toscano, beh a me, mi chiudi in un guscio.
Se si parla della mia vita, bisogna prima spegnere le televisioni. E subire l’abbandono di tutti. E sapere accogliere chiunque, anche i cretini. Bisogna avere fame quando si ha lo stomaco pieno, non quando non si è sazi. Se si vuole affrontare me, bisogna non leggere i giornali, bisogna essere un bambino, non è sufficiente sentircisi, non basta mettersi nei panni degli altri. Si deve masticare una lingua nuova, come se l’avessimo da sempre masticata.
Vedi? Se tu mi dici:
– ma te l’hanno detto tutti, non te lo dico solo io, che questi tipi li attiri solo tu -, mi stai dando la colpa di tutto a me. E fa inorridire detto da una donna. Piccola ma donna.
Perché vedi, si focalizza il punto sulla luce sbagliata. Su di me. Invece va focalizzato il problema solo su lui, o su “questi tipi così”. Cioè capisci? Sono loro che se li scelgono bene; sono loro che cercano bene, solo ed esclusivamente persone quasi tutte simili. Non io! Capito? Loro! E dici come? Cioè persone particolarmente affascinanti, con una spiccata ipersensibilità, un’intelligenza particolare e un’educazione straboccante in riservatezza. Diverse e con un’indole simpatica. Affabili e non invadenti. Persone cioè abbastanza comprensive, di grande spessore quindi, profonde, ZERO superficiali e inclini a giustificare sempre e a perdonare. Vedete? Se un essere umano è umano non è un difetto!
Non sono io il problema! Non l’ho cercato io! Non l’ho voluto io! Non ho amato le frasi di merda! E non ho amato le mani di merda! Finché si accusa la vittima, ci saranno sempre vuoti a perdere, abbandoni nell’abbandono, lasciati persi nella solitudine. Morti ammazzati da chi si sente chissachi.
Io lo so cosa faccio, non te lo dirò perché non sono nessuno per insegnartelo, imparatelo da solo. Alzati e impara a cascare. E impara a non parlare. E impara a perdere per la quarta volta. E impara ad ascoltare. E impara a sentire il freddo dalle 4 alle 6 del mattino. Impara cosa vuol dire chiedere una mano. Impara a dirle una volta sola quelle cose. Non sempre, basta, basta una volta sola. Conservati, trattieniti. Abbi cura di te.
Prova a non farlo mai e a doverlo dire tutto insieme e tutto in una botta sola: – La prego, mi aiuti -. Cerca di sentire la terra col sangue nei denti in bocca, poi, solo poi, potrai affrontare una guerra senza puntarmi le armi. Potrai dire:
– Dai me lo racconti un’altra volta? -.

 

 

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