POESIE PER VOI

IL NUMERO RICORRENTE

Ventidue, nella tempia destra
sempre articolata e sempre che pulsa
in fondo imparerai a non sapere solo di te
in fondo imparerai a non odorare di profumo solo di te stesso,
a non sapere di umori solo intimi,
imparerai, imparerai,
ad essere come una spugna che assorbe
o come un’ aspirapolvere impazzita
che serve non solo per fare quel che tu sai già.
Vendicati un giorno ma non in questo,
oggi stenditi e toccatelo e basta,
domani potrai sempre dire del giorno prima,
che per una volta soltanto
hai smesso di pensare,
una volta soltanto
hai fatto riposare
quello che adoperi così inadeguatamente:
il cervello.
E invece no, invece fa freddo,
flash back all’indietro
e ti spunta un ghigno strano
sei sempre stato appoggiato sulla portiera
della Panda rossa
a passare spunti di una chiarezza indescrivibile
tranne quando, con tutto te stesso
t’impegnavi a far passare quel po’
d’ispirazione
ma è naturale, la spugna sono io
in ogni senso e tu lo sai meglio del Dott. Giovanni,
“Mister lucidami le scarpe da guerra
che oggi ho la divisa importante”
con quelle due stelle che si ritrova
la torre è passata inosservata, è un grande
Tenente Colonnello ma nel suo piccolo, umilmente,
almeno ha tentato qualcosa.
OK fregatene!
Hai pur sempre una scarabocchietta
che ti fa sorrisi ingenui
pur sapendo di annientarti
qualcosa dentro, qualcosa che un giorno
quando sarai lì lì per andare
ti farà ricordare
che anche se è stato un disastro vivere
potrai sempre dire
<< Ti uccido farfalla che non sei altro! >>

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