MIEI ARTICOLI

Oggi vi parlerò di una cosa reale. Realmente accade cioè. Basta per oggi con le poesie ermetiche. Vi dirò in un battibaleno una cosa che devo esorcizzare perché corrisponde alla realtà, oggi No alle poesiole del passato di rose e fiori, oggi vi dico una cosa della mia vita-vera, come se fosse che per un istante aprissi una “pagina del diario” poi fra un paio di giorni, il tempo di sbollitura la richiudo subito.

Allora, tanto non si integreranno mai. Siamo su due pianeti diversi. Loro sulla Luna noi su Giove. Siamo così diversi, che è completamente inutile che provate a parlarne, se prima non li conoscete davvero. E non sono, credetemi, non sono affatto come credete di conoscerli. Loro son troppo diversi da ciò che ci piace, e non possono cambiare. Vi spiego meglio.

Una volta son andata in Egitto per motivi familiari, ed ero incinta. Una signora credente e col velo, guardando la televisione, mi fa: -No, non guardare questa, tu sei incinta, può nascere con qualche malformazione e comunque avere una vita piena di sfortuna; non guardarla, anzi ora cambio canale -, poi accarezza la mia pancia e fa un gesto come pregare Ahllà e chiedergli che non mi succedesse niente di male in gravidanza. Si riferiva ad una donna africana. Nera nera. Mi ha fatto chiaramente capire che la disgustava, ma che pregava per lei, per quella donna Sud Africana, che era nata così sfortunata.

Poi un altro giorno, ero sempre in Egitto, una persona matura, anziana insomma, e si sa le persone vecchie dovrebbero esser d’insegnamento, mi spiegava quanto fossero animali gli africani del Sud. Che non si sa perché ì Dio li ha gettato così tanta “deficienza addosso”. Mi diceva di non posare lo sguardo su uno così, perché può esser pericoloso. Si potrebbe anche perdere il bambino.

Poi un’altra volta, quando la bambina era già nata, qui a Firenze, stavo passeggiando in centro, col papà della bambina, vi erano molti “vu cumprà” agli angoli di quella piccola piazza. Che camminavano e camminavano, sorridenti ma sudatissimi in cerca di qualcuno che comprasse un pacco di fazzoletti. E lui, il papà della bimba fa: – Ahh guarda quanti fratelli negri c’è oggi! No no davvero, a loro fa piacere se li chiami così, guarda, Ciaooo fratello! Ahh guarda, guarda, ma che roba sono? Ma che sono umani? Non lo vedi che paiono dei gorilla! Quelli sì che ci credo che son derivati dalle scimmie! – Tutte testuali parole.

Un’altra volta ero in giardino, con la mia piccola, avrà avuto quasi tre anni. Si stava giocando con la nostra migliore amica di Santo Domingo. Dico migliore amica, perché è proprio innamorata di mia figlia e guai a chi la tocca. All’epoca aveva circa sei anni. Faceva quasi da sorella maggiore, la andava a raccattare al posto mio, dovunque. Me la teneva come un  gioiellino, ne era anche gelosa, mi diceva spesso che la sognava. Insomma quando c’era sta bimba ero tranquilla. E lui, l’egiziano, un giorno mi fa: – NOoo non ce la fare giocare con lei! Perché? Perché è così nera! Non vedi? Guarda che se la tocca le può venire qualcosa! Può attaccargli qualcosa! Guarda che è vero. Nel mio Paese si sa tutti, non dobbiamo nemmeno starli a guardare quelli neri neri, che portano malattie, e ci può succedere una vita intera di disgrazie. – Naturalmente non l’abbiamo mai preso in considerazione. Quella bimba resta e resterà sempre la nostra migliore amica. Solo per il fatto che ormai ci si conosce bene, e col cuore sul serio, è affezionata.

Nemmeno vi racconto di tutte le volte che ho sentito dire dagli algerini, dagli egiziani, dai mauritani di qualsiasi età ed esperienza, dai nord africani insomma, tanto son tutti uguali: – Bene son morti affogati? Ben gli sta. E chi gliel’ha detto di farlo? Loro lo hanno scelto! Bene se son annegati. Tanto sono tutti ignoranti e scemi. A me non dispiace neanche un po’. Si vede che per la loro vita era quello che si meritavano!-  Poi un giorno se mi gira vi racconterò di cosa pensano di noi rosa.

Voi ormai lo sapete, sono una che è molto affascinata da Tiziano Terzani, ho fatto il diavolo a quattro e scalato muri di gomma per andare a conoscere Suo Figlio Folco, e sentito conferenze. Ormai si sa, sono una tizietta che ne sa abbastanza di lui, sono molto, molto, molto attirata, coinvolta, affascinata verso quel mondo lì, verso il Suo pensiero, la Sua filosofia, verso quel modo Diverso di vivere le cose. Ho letto molti dei Suoi libri, conosco quasi a memoria le Sue frasi, conosco la Sua voce come una voce amica, lo trovo intelligente non rammollito ma di grande passione, fortissimo, ho veduto giuro, veduto almeno 5 volte i Suoi video, che son centinaia e lunghissimi, li metto di sottofondo in certi pomeriggi come fossero CD musicali, mentre invece è solo la Sua voce che spiega la Sua vita, che parla della verità delle guerre, la Sua voce che mi riporta alla Natura. Alle mie cene addirittura faccio spesso riferimento alle Sue frasi. Insomma come vogliate chiamarmi o no, sono una fissata ma veramente tanto, per Terzani, eppure, eppure, la Vera Realtà dei Fatti, corrisponde di più alle parole dell’Oriana Fallaci. Non so se mi son spiegata?

 

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5 pensieri su “MIEI ARTICOLI”

    1. Ah menomale! Grazie! perché sul mio FB danno tutti la colpa ad un’altra cosa che non centra niente e a me (salviniana) bAH roba da matti. Non si può più neanche esprimersi sulla propria pagina, o rispondere, o spiegare, senza che qualcuno ti fermi ti parli sopra, non legga per davvero ì senso, non capendo ovviamente un emerito cazzo.
      Ohhh se per caso uno dice-dice-parla-scrive-e risponde- e risponde educatamente per le rime e con cognizioni di termini – se l’altra parte c’ha voglia di eliminare le sue tracce, non diamo sempre la colpa a Salvini o a noi Leghisti eh.
      Bom, ora mi vo a sbollire facendo il dito medio, pure.

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  1. certo che siamo diversi noi e loro, eppure l’unica strada percorribile è l’integrazione, che non significa annullare la propria personalità o non vedere le differenze, ma dare la preferenza alle somiglianze.
    sono sufficientemente avanti con gli anni per ricordarmi come venivano giudicati qui al nord i nostri meridionali: a parte il diffuso razzismo o meglio proprio espressione di questo, c’era la convinzione radicata tra la gente che i meridionali fossero troppo diversi da noi, incivili e arretrati culturalmente per poter pensare a una minima integrazione.
    ml

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    1. “Gli altri siamo noi” diceva un tempo Umberto Tozzi, ahaha, detto ciò, dico anche che torno ora da un posto molto vicino al Cala-di Mineo, Sicilia, dove hanno costruito un enorme edificio adibito per profughi-immigrati di oggi, HO visto coi miei occhi, che l’integrazione lì è fallita, anzi detta così è un eufemismo, li hanno ghettizzati, noi non ci si poteva avvicinare, ho visto siciliani impoveriti fino all’osso, “disorientati del proprio onore e dignità” non chiedere neanche più – Perché tutto questo schifio e denigrazione – Confusi e senza speranza li ho visti come non mai : non si ribellano nemmeno più. Lì… è solo un accumulo di criminalità e DONNE allo sbando. Mi hanno solo detto : – é solo un magna magna per prendere più quattrini qui al comune, sempre più piccioli -. Capisciamme.
      Questo non è razzismo, è realismo.
      ciao grazie del passaggio

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