DA CAVALLERIA RUSTICANA

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Beppe u lùongu e u’secco se n’è andato su nel Nord, menomale perché era diventata una di quelle presenze scomode qua. Dove mi recassi me lo ritrovavo davanti, evitavo di guardarlo negli occhi, ma si vedeva che moriva dalla voglia di fermarmi e salutarmi, con quella scusa chiedermi di farmi un giro sulla sua moto cross. Per quella volta rimasta in sospeso, anni e anni fa, che gli andò a male, lì nel buio in mezza campagna, mi aveva in auto da sola, voleva farmi, mentre io lo ubriacai e lo drogai con la sua stessa polverina, poi venne il nostro amico e Beppe u lùongu e u’secco andò in bianco.
U’ Quartino, anche lui emigrato. È andato a vivere con sua moglie non tanto raccomandabile, in Olanda. Fanatico delle corse clandestine di macchine. E ovvio, del quartino di hashish.
Dany si è tranquillizzato relativamente. Gli è finita la pacchia di quella là, amante monaca di Milano, che era ricca sfondata e lui le spillava soldi sempre più soldi. Ora quella lo ha mollato, lui non fa più la bella vita, non tira più, sta sempre in casa, è bisessuale.
Coppola il bello, è diventato brutto, pelle e ossa, soffre di cirrosi epatica, entra e esce da cliniche, è diventato ex alcolizzato. Partito anche lui su nel Nord.
Gianmarco? Immigrato a Pavia. Sistemato relativamente. Claudio, non si vede in giro, non pervenuto.
Turi? È dentro. È peggiorato, ha voluto fare il salto di qualità, da pesce piccolo ha voluto prendere il posto della Piazza del pesce grande. È andata a finire a pistolettate. Lo hanno preso con l’accusa “concorso in tentato omicidio ai fini di spaccio”. Minchia una cosa grossa.
I Lenzola? Anche loro dentro, ma nella Casa Circondariale di Caltanissetta. Dice son tutti in posti diversi.
Alfetta ’75 lui è diventato informatore della polizia. In pratica si è messo a cantare. Sta cantando su tutti quelli che hanno avuto a che fare con loro, persino da Catania, gente di Agrigento, gente ad alto livello di Enna. A tutti gli sta bruciando il culo dicono. E siccome qui sognano di fargli la festa, la polizia lo ha messo in un programma di protezione. In pratica lo ha preso, insieme a tutta la sua famiglia, e li hanno spediti chissà dove, in un’altra città segretissima.
Vito l’allevatore, lui è appena uscito. Rubava, faceva parte della combriccola dei malandrini, è stato al fresco due anni. Forse non è finita qua.
Peppe ù Nìvuru, è morto.
Sebastiano immigrato in America, dice fa il ristoratore nella Grande Mela. Giovanni? Immigrato anche lui.
Silvio ha aperto un negozio a Torino. Salvatore suo fratello? Immigrato nel Sud della Francia.
Ciccio, è andato via, non trovava nulla qua, ora è andato a cercare a Milano.
Massimo morto in Australia. Epatite C.
Carmelo ù Tosco? Se n’è andato a Milano anche lui, con famiglia, ormai da anni.
Sandro? Non lo assumevano mai fisso alla Forestale, adesso lo hanno avvistato in Germania nel settore della cioccolata.
Liliana e Biagina, son diventate mogli di qualcuno, sistemate, ma relativamente da ciò che mi dicono in giro.
Ormai questo paese sta morendo, i “nostri” sono andati via tutti. Son rimasti solo i neri del Centro Accoglienza profughi. Ogni tanto si sente dire che violentano qualche minorenne a Mineo e Palagonia, ma nessuno dice nulla né fa niente. I pochi vecchi rimasti qua si sono arresi e non chiedono più spiegazioni standosene zitti, muti e mosca, neanche quando trovano nei cassonetti confezioni da tredici di manzo buono, buttato lì come merda di piccione. Il Comune gli dà il sussidio per campare, la tesserina da presentare alla cassa Super Mini Market, e gli dà il Palazzo Cafici. E non fanno niente da mattina a sera. Tranne stare a guardare quando passiamo noi gonnelle con le buste della spesa. “Oh cazzo c’hai da guardarmi così?”
Dei nostri non è rimasto più nessuno.

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7 pensieri su “DA CAVALLERIA RUSTICANA”

  1. Riprendo a “frequentarti” e mi trovo di fronte a questo malinconico affresco delle nostre realtà, dei nostri drammi e delle grandi mutazioni sociali che subiamo. Ma in quella malinconia si trova anche tanta voglia di vivere e di provare ad essere felici. Magari con altrettanta grinta. Quella che tu non smentisci mai. Un abbraccio. 😊

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    1. Sono molto, mooolto, anzi no banale così, sono estasiata dall’aver trovato questi “passaggi” qui, ora, ho lo sguardo come quell’emoticon con gli occhi bianchi spiritati! Federica… ….. cosa posso aggiungere se non, ti ringrazio per “seguirmi in scrittura”, per quanto riguarda la mia quotidianità, sì mi sto rimettendo in sesto, ho poco poooco tempo per concentrarmi e scrivere UN BEL PEZZO ALLA MARIANNESCA, che ho quasi la lingua a terra. Ma presto ci riproverò! Un abbraccione forte a te, grazié!!

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