DA CAVALLERIA RUSTICANA

8
Prendere o lasciare. Ho chiuso con le panchine sotto le chiome degli alberi. Ieri ero comodamente lì a frascheggiare, mentre mia figlia mangiava metà schiacciata, accanto al mio informatore, quando una cacata liquida di piccione, mi giungeva sul pantalone nero, schizzando il braccino della creatura pura. Tutti – iiihh! Che schifo! -. Nel mentre, passava sul marciapiede innanzi, un bel pischello. Fatto bene, camminata tutta d’un pezzo, maglietta sportivissima profumata col cappuccio grigio, occhiali da sole, jeans nuovi di zecca strappati al punto giusto, leggermente abbassati, scarpe fighe. Cuffiette bianche fosforescenti. Un grosso, grossissimo SmartPhon a metà della tasca. Nero. Eritreo. Al ché il mio informatore, quasi l’unico superstite della vecchia guardia di nativi del posto, incomincia a fare il suo racconto.
– Hai visto che c’è là? Quello è un rifugiato politico. Si è fatto la sua busta spesa tanto a lui che ci fa? Presenta la… la… come si chiama… la tesserina và! –
– Di che tesserina stai parlando? –
– A’tessera che gli passa il Comune! Con quella si presentano in qualsiasi posto, o il tabacchino o il Minimarket, gli mettono la spesa nelle buste e se ne possono andare.-
– Dove? Qui sotto al Viale? So che hanno costruito un grosso Centro d’immigrati –
– No! Non là sotto, ma qua sopra negli appartamenti. Là sotto ci sono le loro fimmine! Hai capito? Là al Centro ci mettono solo e’fimmine coi bambini, che poi, ogni po’ ne fanno di figli… ah! Sapessi che c’è da’sotto! –
– Cosa? In che senso? Perché gli uomini e tutti sti ragazzi che si vedono in giro, non ci stanno lì? –
– Ahh Mary! Li hanno separati, al Centro da’ sotto c’hanno stipato solo le fimmine coi bambini e basta. Stanno lì, cucinano, lavano e si vedono che stendono panni, uhh quanti panni che stendono…-
Mia figlia sgambettava per muoversi, incominciava coi mugolii, voleva giocare. Le ho dato dei colpetti alla spalla, troppo presa, volevo assolutamente saperne di più. Ho stizzito:- Scc! Scc uh! Zitta ora no! -.
Con gli occhi pregni di curiosità dissi al mio amico di portarmi là sotto per dare un’occhiata veloce veloce.
Mi fa : – Ma nooo, non ci si può andare noi! Non ci fanno avvicinare! –
– Co** Co, Cosa? E chi? Ma solo con la macchina! Una folata da lontano! Eddaii! Voglio vedere… voglio vedere coi miei occhi! –
– No, non ci si può andare noi. Nessuno ci va. Tanto nulla puoi vedere.- Mi ha convinta.
Poi ho continuato a prendere appunti con la mente. L’ho fatto parlare. Gli do qualche spunto. Ogni tot alterno con qualche mia personale confidenza, per averne dell’altro. Per averne sempre di più. Oramai sono un vampiro che succhia informazioni di storie vere; mi sento nutrire solo se gli do il lasciapassare per altre immagini. E come ogni infiltrato che si rispetti, mi sono calata tanto nella parte, che gli ho parlato anche di me, con parsimonia, poi ho lanciato il Là. E la bomba arriva immancabilmente.
– Delle sigarette tanto ormai lo sanno tutti ca’! Se le rivendono di contrabbando. Anche un bel giro di telefonini si son fatti –
– Ah va beh, per me quello non è tanto grave, sarò strana io, ma penso che se cercano di tirarsi su un po’ di soldi, sia normale… in fondo meglio questo che altro più pericoloso –
– Non è solo quello sai, è che tutte quelle donne lì buttate sole, sa’che burdello stanno facendo, c’è un magna magna… –
– In che senso? E quante sono? –
– Ce ne sarà più di 300. E si vendono sai? Anche per poco, si prostituiscono sì, ma che c’è ti vedo strana? Guardi in un modo strano –
– No, è che non ci credo… mi pare impossibile… ma ne sei sicuro? Cioè sicuro sicuro? –
– Ahh… qui ci vanno anche ‘sti carusazzi, ci vanno i minorenni, magari danno 10 euro, e loro ci vanno. –
Mi sembra incredibile, ho gli occhi spalancati. Allora per smorzare la cosa, non so come tiro fuori un discorso su come integrarli bene, sul cosa fargli fare, su come si possono rendere utili, almeno gli uomini, anziché tenerli a rendere senza far niente, che poi è peggio, incappano nella microcriminalità e si sa. Allora lui mi fa: – Sì ogni tanto passano con un grosso camion, li caricano e se li portano nei campi a raccogliere pomodori, o quello che c’è. Solo che, solo che, molti ne son morti –
– Cioè mi stai dicendo che se li portano a lavorare in quello che in TV dicono “il Caporalato”? –
– See, see. U’capisti? Li caricano e li buttano lì giornate intere sotto sto sole, e alcuni non son proprio più tornati. Li fanno sparire proprio! Da’in quei campi c’è gente senza scrupoli. Tanto Mary, questi non hanno documenti, non hanno ‘sticose… e quando muore qualcheduno li fanno proprio scomparire. –
– No guarda non ho più parole! Questo non va bene proprio! Ma come? Prima li accolgono, li vogliono, gli tendono una mano, ahh son lì che dicono ti salvo ti salvo, e li salvano dall’acqua da una parte, e poi LI UCCIDONO A TERRA!? – Arrabbiata ho preso mia figlia per una mano e l’ho portata allo scivolo. Riflettevo. Su come è strano il mondo d’oggi. Sulle diversità delle persone. Su come stanno evolvendo. L’uomo orientale sempre più concentrato a sostenere desideri materiali, inventati n Occidente. E l’occidentale sempre più affascinato verso i 5 elementi: terra, fuoco, acqua, aria, etere. Spiritualità dell’antico Oriente. Che si sono già quasi perse con le nuove generazioni. Sovrastate dall’ingordigia del pensiero occidentale. Proiettato al commercio. Io occidentalissima, rimanevo disgustata davanti a questo accaparrarsi di oggetti inutili, tanto per rispondere a quel richiamo “Vieni, prendimi prendimi”. Mi rendevo d’improvviso conto che non nutrivo nessun interesse verso quella mentalità dell’accumulare beni materiali tanto per dimostrare a qualcuno che ce l’hai, che “tu” ce l’hai fatta. E l’uomo orientale c’è cascato in pieno, ne è dipendente. Più case – più macchine – più postiauto – più multe – più vestiti – più scarpe – per ogni tipo di colore pantalone –più cinture – in pelle – con la fibbia – senza teschio – blu – nere tre paia – più gelatina – più parrucchieri – piastra per capelli a spaghetto – manicure – smalto unghie – unghie piedi perfette – oli per dopo doccia – dopo cene – dopo lavoro – dopo smog – dopo brufoli – dopo allergie – abbinate a creme per ogni parte del corpo, ben distinte – ben costose – ben farmaceutiche – occhiali da sole e quattro orologi – un Tablet per leggere eboock – una macchinuccia fotografica digitale – due iPhon, uno perché fa bei video – l’altro perché ha più memory card – un PC fisso – un altro Personal Computer, non si sa mai, per il lavoro – naturalmente un Cordles per casa – eredità ereditate – e sempre più carte – più documenti – più fogli – più fascicoli – più cartelline – più avvocati – più notai – più ragionieri – più agganci – più conoscenze -più timbri autentificati.
BLEAH!! Ormai tutto questo avere-possedere mi faceva vomitare. Ora sono molto più interessata, anche sensualmente, alla ricerca spirituale. Visione orientale di un giusto, più sano, modo di vita.

Annunci

8 pensieri su “DA CAVALLERIA RUSTICANA”

  1. [Dalla seconda metà del ‘900, con lo sviluppo del diritto del lavoro, la pratica del caporalato è progressivamente emersa come attività della criminalità organizzata volta all’elusione della disciplina sul lavoro, mirante allo sfruttamento illegale e a basso costo di manodopera agricola.]
    1 Succede tutti i giorni in tutti i centri d’accoglienza in paesi grandi o piccoli siciliani. Li uccidono. Li seppelliscono. Li fanno sparire. Tanto sanno, che nessuno li andrà mai a cercare. Come si può cercare un fantasma? Chi non ha documenti, non è mai nato, non può morire.
    2 Prostituzione. Molte donne salvate dai barconi, qui nei nostri centri organizzati dai nostri comuni, si vendono. Naturalmente, non ce lo viene mai a raccontar nessuno nei telegiornali. E i santi dei nostri bravi Cardinali o politici, non sanno niente.

    Mi piace

  2. ” Un fan “… .. see detto da te, mi fa un certo effetto di sbrilluzzicamento! insomma senza parole, Grazié! ;-)))
    per quanto riguarda lo scritto sai, lo volevo fare corto corto, insomma dire tutto in mezza pagina, ma non ce l’ho fatta, cmq ho anche stringato, ho tagliato, e non ho detto tutto-tutto. Insomma, son cose vere, e siccome io lì ci devo ritornare personalmente, ahahah, e so molte più cose di quelle che ho messo, e vorrei evitare che mi facessero sckkk alla gola ahahah, insomma scrivere sì, dire ciò che di vero si sa sìì, ma ecco… evitando nomi cognomi e compagnia bella, capisciammé .-)))

    Liked by 1 persona

  3. Eccomiiiiiiiiiiii sono ritornata da te, anche con mezzo blog, ma almeno adesso ti posso seguire in modo diverso, spero che tu stia bene dall’ultima volta che ci siamo sentite! Ti abbraccio forte, forte.

    Liked by 1 persona

    1. Anscianté!!! ho gli occhi come quell’emoticon con le orbite bianche enormi :-O :-O :-O
      ci siamo sentite è vero ed avrei voluto dire anche dell’altro, poi mi son detta : ma nooo non devo sbrodolarmi addosso sono una tosta io .-P
      sì va decisamente meglio, soprattutto quando vedo che “una ragazza sconosciuta” mi segue leggendo le mie… ehm… stron*** ahahahah

      Liked by 1 persona

      1. Ahahahahahah, ma dai, non dire così, ognuno scrive quello che sente il bisogno di scrivere. Sono contenta che va meglio dall’ultima volta. Occhi grande, cuore grande.

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...