POESIE PER VOI

PER AIUTARMI CI VORREBBE UN ASSO

Quante volte avresti potuto
camminare senza posare
i piedi sulla terra.

Quante volte avresti potuto
farmi da cavaliere…

Quante volte avresti potuto
sognare e svegliarti
svegliarti e sognare.

Smettila, non ti sento,
è inutile, non ti sento,
il cavallo, l’alba
tu appena sotto le stelle
ed il velo appena sopra la luna
per far più fioca la luce,
che giorno
quel giorno.

Quante volte avrei potuto
accompagnarti col cavallo
senza briglie.
Per quante volte avrei potuto
chiederti un bacio
se quella volta lontana
avessi continuato a svegliarti.

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MESSAGGIO CHIAVE

MESSAGGIO CHIAVE

Questi occhi di sonno
accarezzano e devastano lamentele
dentro il mio stomaco
stanno rivoluzionando tutto
non promettono nulla di buono.
Sguardo che vuol chiudersi
non ribellarsi e non premurarsi
urli inferociti nel ventre da invidia
di cui io parlerei
dicendo che non c’è niente
qui
di cui invidiare.

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IL TITOLO NON C’ENTRA NULLA COL TESTO

IL TITOLO NON C’ENTRA NULLA COL TESTO

Sei saggiamente aromatizzata
e vulnerabile e caotica
ma intontisci anche
la mia lingua anestetizzata.

Sei un morso notturno
al mio dito indice
e chiaramente una fregatura
e violentemente prigioniera.

Quei molluschi stanno uscendo
dai loro gusci
e rinchiuditi ora
dentro la novità!

Sei bizzarra, malata, saggia,
forse giorni addietro
hai lanciato maledizioni,
una forsennata
con una doppia personalità.

GUARDATI PER UN’ ORA

GUARDATI PER UN’ ORA

Fare subito su e giù
niente vipere per oggi
digiuniamo anche un po’
di cuori sciroppati
l’allenamento duraturo
è stato un tocca sana
niente foglie d’erba
e stop anche a te.

La chiave del segreto
strimpella ch’è un piacere
oggi stesso andrò
a scusarmi allo specchio
ma ho diniego
per tutte quelle ore che in più
mi dicono inutilità,
niente biscotti freschi
niente dolcificante,
ho appena smesso
di riempirmi il fegato
e già ho le convulsioni
stop con le pigre stelle
e stop coi numeri
nei lombrichi in testa.

POESIE PER VOI

PENSIERI IN CANOA

Per vedere la ruga del sorriso
e di nascosto un briciolo
di felicità
l’ha dovuto far soffrire,
che schifo questa vita!

In un altro ambiente metaforico
le suggerirono
di tradurre in vene sgocciolanti
i suoi occhi di sangue
e tutte le sue convinzioni;
risata da diavolo ripulisce
la strada in primo piano.

I secondi scatti
di una pellicola incallita
non esaltarono quel che era
quella fuga da sé stessa
e s’arrese mentre
non vi erano più battaglie
ma solo canoe
in mezzo a puzzolenti rovi.

Continuò ancora per molto
a farlo piangere
per veder di cambiargli la vita!
Che situazione…

POESIE PER VOI

QUANDO LE LESSI

Quando quel giorno dissi
– Mamma vieni ti leggo questa che –
lei non si sedette nemmeno
ed io cominciai :
– Madre stupida,
il gelido sorriso spiazzato
ha mutato
insormontabile cerchio d’inferno -.
Lei m’interrompeva a tratti
attraversando i miei ritmi-respiro nei versi
mi accorgevo che le volevo
danneggiare l’immagine di me
quell’immagine di me!
E così io le volevo dar risposte.

Poi continuai :
– L’occhio spento
madre stupida
sa far pregare
e non c’è perdono
credo
che tenga -.
Ed io stavolta non capivo,
ma anche questo
Shakespeare lo sa.

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SHAKESPEARE LO SA

Il miglior pezzo
è così odiabile
la mia, la tua, la vostra carneficina
in sotto-forma d’amore
è così cieca
che non si accorge
nemmeno di vedere.

Mi domando se avresti mai capito
cosa ho mai fatto per te
dal momento in cui ti ho scritto.

Stai soffrendo come non mai?
Allora ho lavorato bene.

La parte migliore di me
si sprigiona solo quando è rifiutata,
la mia, la tua, la nostra terapia
è bisognosa di sangue
per credere,
e Shakespeare lo sa.

Mi domando se ti fossi mai accorta
di quello che ti ho fatto
dal momento in cui ti ho parlato.
Stai soffrendo maldestra?
Allora sto lavorando bene.

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