impossibile il titolo è già preesistente

“Solo ciò che si ruba si nasconde!”
“TRENO-MILANO-TRASPORTO-CHIARIFICAZIONI-DI-DISTACCO”

Sono un’altra volta accanto al finestrino. In viaggio verso l’ignoto e nessuna accusa di stanchezza. Il finestrino si vede che è destinato a me, ma questa è un’altra storia e non devo dirla troppo in giro. E’ solo un’altra storia da non raccontare. Tutti silenziosi e il mio cranio parla, urla, fa eco, dà rimbombo nel metro quadro di questa carrozza. Nel buio me lo ingoio io.
Tutti bassi a leggere giornali e zitti. Mio zio, Nazareno, è morto mesi fa, e stamani l’ho rivisto alla stazione. Aveva la coppoletta verde, al solito, m’è salito il magone in gola, odioso magone, quella stessa sensazione che m’hai fatto provare tu, con i tuoi gesti o tutti i tuoi non gesti. Se ti dovessi annunciare le volte che non ho alzato un dito, né un alito di voce, non ci crederesti. Se ti dovessi elencare le volte che mi hai ragliato di andare a cagare non si finirebbe più. Da non credere. Se ti dovessi ricordare ogni singola frase che hai sbadatamente detto, come minimo arriveremmo a sette episodi. Io non ho bisogno di ripetere certe cose tutta quella infinità di volte, preferisco lasciarmela conservata per una sola volta. Quando davvero ne vale la pena. Quando davvero ne vale la pena di tagliarsi la cucitura alla gola e di sguainare la mia spada. Non è questione di farsele scivolare o meno le cose, guardami, io non riesco nemmeno a farmi scivolare sulle rotaie di questa curva, qui. Chi può dirlo.
Ma se tu avessi almeno un po’ idea delle cose che sono, di come mi si aggrappano dentro, di come vivo dentro, se tu avessi idea della cacca che ti sto per scrivere, adesso ch’è quasi ora di pranzo, e della persona diabolicamente insostituibile che ho riposto nell’ombra, cui ho rinunciato per te, saresti almeno un po’ riconoscente. Ma forse è meglio così, forse, è come sempre, forse è meglio che tu non lo sappia. Per te. Che la riconoscenza è una malattia di troppa importanza. Va usata con parsimonia solo nelle occasioni serie, che se attacca, attacca! E può farti davvero male.

27/11/2006 _ S.M.N.-MILANO

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