DA: “CRONACHE VERDI”

Poi d’improvviso arriva uno sguardo e ti ricorda di vivere per te. Solo per te stessa! E così senza nessuno sforzo, lo senti, lo senti quel respiro che parte dalla bocca dello stomaco e va fino in cielo. Chissà dove va. Si sparge su nell’aria. E butti via le chiavi, che ti avevano regalato, per chiudere i carillon soffocando la musica dentro come un rimbombo nel fegato, sferzando pseudodecoro; deponi per terra sotto i piedi tutte le catene e le paranoie che nella mente abitavano abusivamente. Apri la porta e esci.
Cammini veloce, poi lenta, poi velocissima, a pieni polmoni senza nessun orario!
Ti dimentichi di tutti e te ne vai. Perché arriva all’improvviso che la tua vita è più forte di tutto! Ti scordi in un secondo di tutte le protezioni, delle reti e delle imbracature da trapezista, ti lanci e oscilli, oscilli, senza corde, senza messainsicurezza; così ti butti senza pensiero, scoprendo che non c’è nulla di male. Vivi solo per sentirne il “piacere”.
Arriva quel giorno baciato dal sole d’Agosto, chi se lo sarebbe mai aspettato, mentre stavo deponendo il sentimento al chiodo, mi sono imbattuta in un volto.
Mia figlia stava giocando a zoppino, lui la stava per mettere sotto con una sgommata di bicicletta. Andava come un fulmine. Tutto piegato in avanti col mento sul manuvrio tanto che si confondeva con la fronte. Io ho veduto solo la striscia nera a terra. Lui sorride come fosse un trofeo. Sobbalzo in piedi e gli faccio – vieni – con la mano. Arriva. Si ferma dritto a un metro e mezzo da me, mangiando una mela. Mi guarda senza espressione. Sembra incazzuto. Mi sfida con lo sguardo. Io di solito quelli che mi sfidano li catalogo subito come chi sta sbagliando di grosso. Lui davanti zitto sulla sua bici più grande di lui. Io lo fisso severa. Lui non abbassa lo sguardo. Allora mi avvicino e gli faccio chiaramente vedere i miei occhi neri, e che sto per aggredirlo. Ma niente, non intende abbassare lo sguardo. Io mi dico sotto sotto – Cosa? Ma chi è?- lui infila un’altra volta il piede nel pedalino blu, sta per riprendere la sua corsa. Ma lo blocco, mi ci metto proprio davanti. Me lo mangio vivo a parole.
– Beh? Potevi frenare! Non vedi che qui ci son bambini che corrono e che devono giocare? Frena cazzo no?! –
Dopo un lungo silenzio, in cui pensavo di tutto, persino che fosse scemo, mi risponde con un filo di voce: – Non ce l’ho i freni -. Prende e se ne va. Da dietro lo guardo, però nonostante l’antipatia, c’è qualcosa che mi attrae. Ma ancora non riesco a decifrare che cosa. Allora lo studio. Lo osservo. Cerco di capire cosa mi frulla. Lo seguo con la coda dell’occhio anche da lontano. Noto che ritorna spesso dalla mia parte a fare i giri e frenando con la ruota di dietro. Mi lancia uno sguardo incazzato, ma gli faccio capire che non mi tiro indietro dalle sue sfide, gli faccio capire chiaramente di non essere una cagasotto. La mia bambina ad un certo punto va sull’altalena, e lo chiama.
– Ehi vuoi giocare con me? – lui ci va subito, parcheggia per bene, fa scendere la bimba giù, e sale lui sull’altalena ma in piedi. Inizia a fare il matto andando in su e in giù pericolosamente, quasi si ribaltava. Eppoi quando l’altalena era veramente in alto, lui salta e salta verso di me. Ho sentito che avrei voluto sgridarlo. E invece mi è venuto da ridere.
– Mamma, ma hai visto cosa fa? Ma è stupido? –
– Praticamente sì! -.
Eppoi capisco cos’è quel frizzare al petto. È che io sono sempre stata attratta “dal bello”, e non poteva essere altrimenti con un faccino così. Viso dai lineamenti perfetti. Capelli lunghi lisci, moro e occhi verdi fosforescenti!
Torniamo a casa dove sentiamo subito un odorino di patate fritte.
– Nonna c’hai messo il sale? –
– No. Perché te non mangi senza sale? –
– No. Io mangio con il sale –
– I bambini non dovrebbero mangiare il sale! –
– Ma io non sono più una bambina! – allora dato la conversazione con mia madre, sottovoce la bimba mi esprime il suo pensiero direttamente: – Lo sai che una mia amica mangiava sempre sale ed è diventata giovane, perché sulla scatola c’era scritto “Rinforza le ossa vecchiali!” –

 

[ to be continued. non ho idea quando, per ora appendo i miei pensieri al chiodo. ma poi farò surprise! ]

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