SINAPSI

(SCRITTA DA RICCARDO, IL SUO CAVALLO DI BATTAGLIA DICIAMO)

STELLA-FISSA

Il tavolino è di legno, è tondo e di colore indefinibile, ed è istoriato da gemme preziose: svastiche di ogni dimensione e inclinazione, comprese quelle, insopportabili, alla rovescia ( se proprio devi, accomodati, fai il nazistello, ma almeno non fare il nazistello invertito ), ci sono poi innumerevoli tizio ama tizia, svariati Fuck e il festival dei “forza Juve e Juve merda”. Grazie a solidi piedi grifani di buon metallo, il tavolino non traballa, ma attenzione basta una mossa sbadata e diventa un tipo parecchio instabile. Il tavolino è mezzo dentro e mezzo fuori dal Pub, proprio come noi che ci stiamo seduti attorno.
Noi siamo: LEI, BOBO ed IO, e siamo tutti affezionati a sto cazzo di tavolino, perché basta alzarsi in piedi e fare un passo, per trovarsi fuori dalla portata delle grinfie di Sirchia. Siamo sempre molto soddisfatti a questo tavolino e ci compiaciamo di tenere bene in vista, abbandonati negligentemente, i nostri pacchetti di “NUOCE FOTTUTAMENTE ALLA SALUTE”.
Ogni tanto uno di noi ammicca, allora ci alziamo, facciamo quel passo e poi, cerimoniosamente ci offriamo e ci accendiamo vicendevolmente le sigarette, un sacco di salamelecchi, manco stessimo accendendo il BONG.
Di solito, al quarto bicchiere di Coca-RuHm-ghiaccio con cannuccetta pieghevole-Cubalibre per gli amici-Bobo comincia a sentirsi davvero bene, ed infallibilmente, all’incipit del quinto, viene fuori la sua teoria cosmologica dei rapporti umani.
<< Vedi Susanna,-dice guardandola intensamente negli occhi-nella vita puoi incontrare milioni di persone, ma tutte, tutte quante rientrano in sole 3 tipologie >>. Si ferma un attimo per dare un’intensa e consapevole ciucciata alla cannuccia e abbassando di metà il livello del mare attorno a Cuba . Poi riattacca:
<< Le meteore, le comete e le stelle fisse >>, ci fissa con aria solenne e continua, dopo un sospiro sibilante: << Le meteore entrano nella tua vita una volta soltanto, cert’une si bruciano nell’atmosfera, altre ti scavano crateri nell’anima, altre ancora lasciano comunque un loro segno … ma poi … basta amen adieu! Poi ci sono le comete e sono le persone che entrano ed escono ciclicamente dalla tua vita, e tu sai che sono da qualche parte, vicino a te, anche se non sai dove e…>>, cazzo penso io, guardando una brasiliana che s’infila nel localino di “Samba e tromba” che è proprio davanti al Pub, guarda qua che pezzo di meteora m’è sfrecciata accanto…
Bobo continua imperterrito: << ..e poi ci sono le Stelle Fisse e cioè le persone che ci sono sempre…>>.
Lei sorseggia la sua media-bionda e fa sì sì con la testa e non lo diresti proprio che è la 143esima volta che sente questa storia.
Mi alzo e invece del canonico passo anti Sirchia ne faccio due, perché a questo giro voglio accendermi un cannino.
La discussione continua e si trasmuta in altro, ma stelle e comete, mi frullano ancora vorticosamente intorno, quando arriva l’antiquario in bicicletta, mimando uno sprint e urlando “PETACCHIIII”.
Poi scende e fa il simpatico. Questo tipo, le prime volte che l’ho “trattato” mi faceva sempre pensare a quella massima scritta nel cesso della stazione: “TROPPO SPESSO RINUNCIAMO AI PICCOLI PIACERI DELLA VITA. QUANDO QUALCUNO TI ROMPE LE PALLE RICORDATI _ SERVONO 42 MUSCOLI PER UNA SMORFIA DI FASTIDIO, E SOLO 4 PER ALLUNGARE IL BRACCIO E COLPIRE LO STRONZO”, ma poi col tempo ho capito che anche lui è un bravo ragazzo, un meteorite tranquillo, che si beve la sua birra e vuole un po’ di considerazione dal prossimo beh, come tutti più o meno.
Petacchi si allontana sogghignando, lui sogghigna ironicamente, sempre, perché lui comunque è troppo avanti, rispetto a noi moribili.
Susanna intanto cerca di portare Bobo su un altro filone filosofico, ed io, appoggiato al muro incrostato, assumo cannabis e da brava stella fissa che non sono altro, beh, ovvio, la fisso, la miro e la rimiro, anche se è chiaro, siamo lontani un milione di parsec.
Quello che so di astronomia l’ho imparato solo da Asimov, Clarck e compagnia, ma è risaputo, anche le stelle non fanno una bella fine..alla fine. Certe scoppiano e sono le Novae, altre scoppiano di brutto e sono le SperNovae, altre ancora più quietamente si consumano e collassano su loro stesse, e queste sono le nane bianche e gialle, e a volte si sussurra, diventano Pulsar, girando in modo fottutamente vorticoso su sé stesse… o Buchi neri, ma di questi non voglio dir nulla, ne sapete tutti più di me.
Ed eccoci qua due stelle reciproche, una brilla e l’altra fatta, con tutte queste cazzo di meteore e comete che ci rompono le palle tutto il tempo.
“Ce li abbiamo i soldi per un altro giro? ” dice Bobo, io scuoto la testa e dico “meeerda…”, Susanna mi guarda e dice “e daaaiii…ma una piccola…”, Bobo salta su “OK, queste me le faccio segnare e vaffanculo !”, e sparisce nell’antro non fumoso, il ventre del Pub.

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2 pensieri riguardo “SINAPSI”

    1. Ti ringrazio di cuore… ma piano piano ne sto uscendo fuori… “mi ha cresciuta” lui si può dire, mi ha spesso tirato fuori dai guai… e abbiamo imparato tutti e due diciamo, a pochi piagnistei, e ad esser forti. E ora lo sono 😉

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