Prima prima prima, gli artisti veri, morivano di fame, e nei loro tormenti dolci, tiravano avanti una vita fatta di stenti. E inneggiavano a grandi amori, nutrendosi d’altro, sentimenti allucinanti, gabbiani che fluttuavano nel cielo o visi curiosi che si specchiavano nei pelaghi di fonti d’acqua. Ora, ora i cosiddetti artisti, fanno la vita da re, si sono fatti furbi, sanno cosa va di più, e navigano nell’oro avendosi fatto bordi piscina con due cartucce di pochezza di frasi, in discoteche di uno squallore e dubbia bellezza melodica, mettendo magari persone alla postazione di strappo biglietto. No no no, non era la stessa cosa.

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7 pensieri riguardo “”

    1. Già… Ti capisco… e nel mio piccolo, mi viene di getto da pensare a questo : “Dove? dove sono andati a finire i gucciniani? i deandrèniani? i seguaci di cantautori-poetici? Non è possibile che ci siam ritrovati con una generazione di undicenni che vanno in discoteche all’una di notte per ascoltare i loro idoli di Trap coì trip!? Bah!! Persino un VascoRossi, a mezzanotte… ci mandava tutti… con un Ciao-buonanotte a fanculo! 😀

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