RACCOLTA di CORTI e di SINAPSI

Di Lalla Romano:
“LA GUARDIA”

Non sono vecchio? Trent’anni fa ne avevo venti. Ero anch’io audace e moderno, come te; dico questo senza troppa ironia, perché una giovinezza vale l’altra, e anzi voglio che tu non consideri il mio racconto come polemico (intenzione da cui aborro) né esemplare, se non in quanto vero. Scusa se spiego ancora che per vero non intendo “realmente accaduto” anche se tale circostanza non è disprezzabile, lo giudico ancora vero, vale a dire non indegno di essere evocato, perché non è stato annullato dalla vita, ma reso più significativo: per me solo, si capisce, che lo posso collegare al mio presente, e di questo aspetto così rilevante purtroppo non ti posso far parte.
Ma il suo contenuto di verità dovrebbe sussistere, mi sembra, siccome tale verità è più nelle sfumature che nella tenue vicenda.

Di Marianna 
“SONO IN PIENA ORGIA CREATIVA”

Non sono bene in vista quelle scartoffie dalle quali mi dovrei difendere nelle ore più buie. Sta andando avanti ad anti-dolorifici e mi stoppo tre nanosecondi per osservarlo in quel filino di occhi apparentemente assopiti, e mi rigetta come una scarica torrenziale l’ispirazione.
E sbrodolo brodaglie di conversazioni nelle mie ore più decenti.
Te non ci sei, ma non torno a pensarti neanche morta. Potrei rischiare di lasciarlo da solo.
Sul foglio in cucina c’è scritto in rosso:“CENA. CLEXANE 8.000 VI . DAL 21/12 AL 25/12 : EXTRACYT 6CP”.
Poi guardo poco più in su e trovo scritto TACHIPIRINA 1CP ORE 20.00. Ma qui ce n’è stato bisogno alle 18.55.
Scusatemi, l’ho dovuta estrarre prima dalla scatoletta. Speriamo che da qui alle 20.00 sia coperto.
Non ho fatto come di istruzione, ma era già calcolato un anticipo delle 19.00, io ho solo accelerato quei cinque minutini. Prima che? Prima che gli scoppiasse la testa.
Ed io, ridendo quasi, penso: – che cazzo può fare una tachipirina del cazzo a quel cazzo di mal di testa? –
Ho finito i sudori. Lui li ha cominciati.
Siamo punto e daccapo. E gli scoccia persino essere aiutato.
Io non penso a te perché ho deciso di impazzire in altro modo, e te lo dimostrerò.
Mio cugino ha riposto ben bene cosicché non lo scovassi “IL MANGIATORE D’OPPIO“ di Baudelaire.

[2005]
*scritta seduta all’ombra di un lumino dalla stanza di mio zio quando ancora pensavo che il tempo fosse infinito, prima che partisse con la sua ventiquattrore, sù. 

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1 commento su “RACCOLTA di CORTI e di SINAPSI”

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