Archivi categoria: Chiarificazioni

“IL CRONC-CRONC DEL FANTASMA E LA MIA NUOVA OSSESSIONE”


Mi hai fatto sgambetto
ed eri solo un’anima.
Ti ho sentito col piede, che t’ho pestato
ed eri solo in spirito,
perché questa è l’unica condizione
in cui potersi vedere.
Questa è la realtà
la zattera percorreva il denso stagno
acqua gelida di fine Febbraio, scheletro ben conscio,
“Poi improvvisamente sceglievo io le persone,
la musica, le case, la marca delle sigarette
Mi davano soldi in cambio del mio tempo
ma finivano continuamente
Ricordo poco o niente”
fumano gli Zen Circus, la mia nuova ossessione.

“Come se provassi amore quanto è difficile da immaginare
Come una guerra dove non si muore o una malattia
che non ha sintomi, anche senza cura
non dà dolore”
tirano petardi gli Zen Circus, cioè capisci?
Una gola come la mia, chiusa
e stangata e continuamente criticata,
ove percepire tutte le ombre che mi circondano
è l’unica maniera per non andar nei pazzi.

Cronc-Cronc-Cronc, lo senti il rosicchiare?
Ma il vaso zeppo di vermi s’é rovesciato
si sono sparpagliati
proprio mentre sono sola
proprio mentre sei solo un fantasma.

Hai spostato la copertina dei Nirvana
il piano di lavoro della tua foglia a nove punte
mentre mi hai fatto inciampare, quando mi hai pestato
eppure sei solo l’anelito del cosmo.

Circus

Scrivere mi riesce meglio
Ma non voglio farmi leggere
Non riesco nemmeno io a leggermi
Aspetto la rivoluzione 
Ma aspettare è non agire 
Scegliere di non scegliere 
Una scelta obbligata 
Ma i problemi degli altri mi hanno sempre affascinato
O forse distratta
Odio il giorno del mio compleanno 
Io volevo andare via
Camminare sui vetri con le scarpe 
Mentre sono ancora qua 
A compiacere tutti quanti 
Compiacere qualcuno che dice di amarmi 
Il mondo non ha unicorni 
Non ha foglie a sette punte 
Ha voci ma non visi  Sempre le stesse voci 
Di una donna in silenzio e di uomini confusi 
E i padron ‘ntoni della nostra epoca non possono capire 
La mia adolescenza è stata la prima a fuggire 
Ilenia  La piazza è vuota  Ilenia  La piazza è muta 
Se mi tocchi l’ombelico c’è un filo che mi arriva in gola 
Ho una madre che vorrebbe fossi un’altra persona 
Io non so parlare il mio viso narra per me 
Sono un po’ bestia un po’ danno 
E vorrei vivere nuda  Sento il mondo con il naso 
ODIO AVERCELO TAPPATO!
Mi affeziono facilmente  Ma non ho voglia di spiegare 
Che poi in realtà so anche parlare 
Ma non si capisce bene 
E quindi un po’ mi dispiace  Anzi non mi dispiace
  Di averti conosciuto in un brutto periodo 
Perché sei stato più bello  Hai brillato di più 
Una scopata un peso  Non so cosa è stato per te 
Ma ma non voglio saperlo il perché
Mi piace fantasticare e mettere alla fine delle frasi il perché 
Ilenia qui le piazze sono affollate 
Ma innocue  Ormai le piazze fanno rivoluzioni
solo quando sono vuote 
Ilenia  La piazza è vuota  Ilenia  La piazza è muta 
Ilenia  La piazza è vuota  Ilenia  La piazza è muta 
Qui le bare sono strette 
Ma le vogliono abitare 
Le chitarre senza corde 
L’avere senza il dare 
Qui confondono il dolore con le lacrime di gioia 
Pochi brividi o sussulti 
Molta prosa troppa noia 
Qui non puoi fuggire perché tu sei il carceriere 
Qui tutto è razionale 
Solo obbligo e dovere!
Qui dove vivi adesso  In un anelito del cuore
  In attesa di un qualcosa 
Di un qualcuno 
Di un errore.
^^THE ZEN CIRCUS^^

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/22_marzo_31/putin-il-murale-dostoevskij-napoli-da-speranza-jorit-ho-fatto-piu-io-che-governo-italiano-348c9d5a-b0d5-11ec-b739-ab6d18dd2a9d.shtml



“Eroe o pezzo di fango, non c’era via di mezzo per me, per l’uomo comune, dico, è vergogna infangarsi, ma l’eroe sta troppo in alto perché si possa infangare del tutto, per conseguenza si può stare nel fango” Fedor Dostoevskij
Capitano a volte incontri con persone a noi assolutamente estranee, per le quali proviamo interesse fin dal primo sguardo, all’improvviso, in maniera inaspettata, prima che una sola parola venga pronunciata.” Fedor Dostoevskij
“Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! – Guardate piuttosto come ride.” Fedor Dostoevskij
“L’assassinio legale è incomparabilmente più orrendo dell’assassinio brigantesco. Chi è assalito dai briganti, chi è sgozzato di notte spera di potersi salvare fino all’ultimo momento. Tutta quest’ultima speranza, con la quale è dieci volte più facile morire, viene tolta con certezza dalla condanna a morte.” Fedor Dostoevskij
“Non passione ci vuole, ma compassionecapacità cioè di estrarre dall’altro la radice prima del suo dolore e di farla propria senza esitazione.” Fedor Dostoevskij
“L’uomo è infelice perché non sa di esserefelice. Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante.” (La mia preferita)- Fedor Dostoevskij

PREGO

“PREGO”

Quando ti agiti gesticolando e ti affanni
dandomi milioni di spiegazioni e teorie
mi sgridi come fossi una bambina da crescer bene
come un uovo da sbattere in testa alla Coque
quando ti volti dall’altra parte mentre ti parlo
senza lasciare nulla al caso, sventoli maleducazione
so già, che con un solo gesto ti farei sentire male
troppo male, troppo imbarazzo, ti farei sentire scivolare
perché lo faccio per te, per voi altri, di tacere e sorridere
perché non ci sei abituata, voi! Voi non ne avete
sentito la crosta sanguigna su per lo sterno
non ne avete sentito le unghie scorticare, riaprire il
processo delle piastrine, sino al sanguinamento
la crosta terrestre avvinghiata su per l’esofago.
Evito semplicemente di mettervi disordine
di imbarazzare le lacrime dei vostri occhi sgranati
voi tutti così belli puliti e non sgualciti
e se parli, parli, parli come se mi capissi
meglio di chiunque altro, senza avermi rispettata
non ti rispondo, non perché non saprei farlo
ma perché poi temo che ci rimarresti male
giro le labbra sigillate di là
in un vuoto cosmico, perché evito di
farti male, di ritornare a tempi addietro,
sono andata avanti per cui ti dico
prego non c’è di che.

CORIANDOLO

“CORIANDOLO”

Da un tubetto di colla hai creato la luna a mezzogiorno
piano piano proprio non sai camminare
ti ho visto dal fondo di un buco
hai sparato le tue cartucce ad acqua,
sui binari dei tuoi trenini
hai sempre camminato coi ginocchi
bucando tutti i pantaloni
senza aspettarmi.

Non ti dirò mai, mai, e poi mai rimani
noi siamo così, viaggiatrici a piccoli passi
viandanti d’oro nel deserto,
il segno che c’è arrivato è:
bisogna andare al tremore della fiamma
di campagne qui, ne abbiam viste già molte
basta verde, vogliamo il giallo!

(Guerriera dal cuore zelante
capelli come rose rosse
preziosi quei fili di rame)*

Non hai mai avuto paura del buio
nemmeno dei lividi sui gomiti
nelle parole il nome di tuo padre
nei tuoi occhi neri come il carbone
ti sei accorta che non mi assomigli
vai dal salato al dolce senza timore
hai le guance come nelle mie tasche
colorite di coriandoli fissati col vinavil.

(Ho detto a Coraline che può crescere,
prendere le sue cose e poi partire…
Ma Coraline non vuole mangiare no,
[…]
Sarò l’acqua da bere
il significato del bene,
sarò anche un soldato,
[…]
E in cambio non chiedo niente,
soltanto un sorriso,
ogni tua piccola lacrima
è oceano sopra il mio viso)*

( *Cit. Dei Maneskin )



FRANCOBOLLO

“FRANCOBOLLO”


Ti voglio bene, ti voglio tanto bene,

in fondo hai un visino così, così…
hai un viso tra l’imbronciato e il sorridente.
Il broncio lo hai ottenuto da me
vuol dire che ti ho toccato duramente,
più di tutti gli altri, gli altri…
“E son tornata per vederti andare”*
con la tua carnagione da merendina al cacao
le tue caramelle e la barba da rifare
io con la carnagione da scaffale di surgelati
le scarpe sporche e un vecchio francobollo
per le parole da spedire al creatore.
La prima volta con la valigia piena di sogni
scamiciato, senza problemi… i problemi…
e ora che ci penso, il tuo sorriso
anche il sorriso lo hai ottenuto da me.
Questo fa sorridere.

[* Citazione Roberto Vecchioni ]