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CE L’HAI UN MOMENTO?

mi rabbrividisce :

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25 AGOSTO 1993

“D.F. – G.G. C.L.”

Non ho digerito quel che ti ha allontanato
“questioni di intuizioni non in tempo”.
Era più forte di me
il tuo sangue a terra
più forte di te.
Non potremo mai parlare nella stessa stanza
Lui non vuole.
E tu con la tua eroina preferita
un ballo da solo nel cesso
il sesso coi bracci che si sfioravano
in mezzo a mille genti
gli occhi neri
– non hai paura di lui? –
– un po’…ma mi fa bene –
– Non ho paura della morte
per te farei anche questo –
<< allora smetti! >>
– sei bellissima quando fai così -.
Tu con tutti i fili di tutto
e, dico TUTTO QUANTO,
l’età mia era frivola.
E non ero un’eroina. Lo sono adesso.
Quando parlo a quattro anni insieme,
parlo a quattrocchi.
Non senti. Eppure ho sempre “detto”.
Non ho più bisogno di starti appiccicata.
Perché ti ho talmente dentro
che mi sembra di “stare con te”
di continuo. Sì Claudio!
Mi sembra di stare così tanto con te,
che non ho più bisogno che tu lo sia, con me,
mi stai sempre nelle ossa
e in tutti i miei pori,
che non ho neanche bisogno
di stare con te.
Sono le cinque, svegliati.
Ho caldo.
Spogliami.
Già, sono già nuda.
Presentami tutti i tuoi amici.
Lo sai, che adoro da sempre te,
che mi pare sempre di innamorarmi di altri.
Ma sono le dieci del giorno dopo.
E tu devi recuperare.

…….

“DEDICATA ETERNA”

Dedicata eterna sintonia nel pensarti
incantata rimango e sempre silenziosa.
Il passo dolce estivo fremeva davanti
accaduto presto troppo presto
per assecondarlo e sento la voce.
Dedicata sempre un secolo di vita
e ancora ti voglio E tutto è per te.

…….

“SIAMO NEL 2002”

Presentati come sai, come sai di piacermi,
è successo nel ’93 e punge ancora…
Dispiace dirti “uomo sapiens”
che mi sei cascato dalle gambe
che stringere le tue mani non mi gratifica.
Non conosci il mio sangue
vulnerabile gemito,
non ricordi il mio passato
non è passato ancora un minuto…
vulnerabile castità,
non conosci il mio dolore
e pensi di rivedermi al più presto!
Cos’è cambiato?
Cos’è mai successo?
Cos’è accaduto di così grave per ridurci
in questo stato?
Lo so, lo so…ti ho ferito,
imperdonabile da parte mia.
E a me?
È successo nel lontano millenovecento novantatré
e brucia ancora.
Credo non sia più possibile smettere di bruciare.
Credo che brucerò in eterno
e tu non lo sai.

 

25 AGOSTO 1993

MORIRE DI MILLE STELLE

Morire di mille stelle
costellazioni all’orizzonte
mari neri e finimondo.

Descrivere particolari
come debolezze mie per te.

Vedo rosso
e Marte mio è la chiave,
questa è la chiave.

Pura, lucente
violacea la vita
acerba sui fianchi
e i cinque anni
come i miei ventisei
e va bene così.

Innamorata di tutto
indebolita nuovamente
stavolta di te
sconvolgente gusto
amarognolo su sguardo.
Il passaggio segreto
forse un po’ troppo
esploso sul colle in gennaio.

Stregata
dilaniata e vinta
di un occhio semplice
pace e pioggia acida
non sarà più indifferenza.

Morire di guerra e pace
vino accantonato,
l’odore assurdo sul terrazzo emozionante,
vissuto il tramonto
non sarà poi
la fine del mondo
se toccai il fondo.

Finita! Finita!
Mezza pinta e verde di rabbia
allontanata ubriaca.

La danza

La polvere la pace

di strega

Nel tempo.

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AD UN PEZZETTINO DI CIELO”

Se vuoi andare vai…

Io rimarrò qua
a contemplare le mie scarpe
sui ciuffetti d’erba
perché son viva e son sulla terra,
le ali le ho perse,
non dimenticate,
perse.

 

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

QUANDO SARA’”


Se fossi la sabbia di questo mare…

Se fossi i raggi di sole
urlanti e attraversanti…
se fossi in pericolo mi toccheresti l’anima…
se fossi nel buio totale
diresti frasi toccanti e segrete…
se fossi la rabbia di ciò che scrivo…
Non voglio essere il bisogno di evolvere
se non è questo di cui ho bisogno…

Non voglio essere una continua preghiera
se quello che sento è riempirti delle mie esperienze…
Non voglio essere il taglio delle vene
se il mio sangue è cosparso in tutto il corpo…

Non voglio essere l’ultima briciola
se hai smesso di mangiarmi da tempo…

Il momento della fuga
è stato il momento in cui ho avuto paura d’amare…
Il momento della disdetta
è stato il momento in cui ho dichiarato silenzio…

Se fossi la sabbia di questo mare…

Se fossi mio fratello urlante e invisibile…

Se fossi imbarazzata
mi spiazzeresti col mettermi comoda…
Se fossi un angelo
attraverserei dubbi e insicurezze…

Se fossi Dio
non avrei bisogno della tua anima…
se fossi la rabbia di ciò che scrivo…
non voglio essere la fine del tuo sogno
se tutto quello di cui ho bisogno è iniziare…
non voglio essere
una madre preoccupata
se la paura è solo tua…
non voglio essere
la tua libertà
se le catene non sono le mie…
non voglio essere la scoperta
se tutto quello che sono è confusione…

il momento del silenzio
è stato il momento in cui
ho scoperto il suono del Requiem…
il momento della forza
è stato il momento in cui
mi sono esposta.

[Boh vecchie, 1995 forse ’96]


25 AGOSTO 1993

GOCCE

Gocce.
Gocce e ancora gocce.
L’eterno futuro non prevedo più.
Troppo lontano
troppo fragile.
Lui non mi guardava
e sorrideva.
Fermarsi, impossibile.
Non c’è più tempo.
Dove ti aggiri non so…
Ma lui è qui
ed io con lui
piangerò lacrime
di un sogno irraggiungibile.
Gocce invisibili
di una trasparenza perfetta
come te
distante
bellissimo.

—————————————-

DANIELE VOLATO VIA”


Dicevamo della tua luce
luce strana attorno a te
parlavamo senza pace
su di un letto ormai distante
foglie petali margherite
nelle parole più belle
ed avrei voluto trovarmi
nei tuoi sguardi più profondi
avrei voluto trovarmi
in quei discorsi forti
ed avrei voluto trovarmi fra le tue parole più belle.

Dicevamo della tua luce
luce immortale attorno a te
parlavamo di dame distratte
di occhi neri
ed ho inseguito a lungo
il rumore assordante
ed abbiamo pagato a lungo
il nascondersi dietro la bellezza delle cose.
Distante fortissimo
uccello libero solitario
tranquillo ami sorprenderci.

Ho bendato i miei occhi
perché avrei voluto trovarmi
in quei discorsi forti
ed avrei voluto trovarmi
tra le tue parole più belle.

Ogni tanto non ho ispirazione
non è poesia
è, credo, una preghiera,
la candela puzza

ed io ti amo
come allora,
forse anche di più.

Dicevamo della tua luce
luce strana attorno a te
parlavamo senza pace
sulla vita ormai distante
foglie petali garofani
sulla bara bianca ricamata
distante angelo del sud
ascoltami ancora
se ti pare
Credi che io non ti ami?

                        (VECCHIE-BOH ’95)

 

DINO CAMPANA


Mi ricorda qualcosa o qualcuno.
Alle Giubbe Rosse ci siamo andati, a quel caffè pure, oh pure a Castel Pulci siamo finiti. Fra erba fumante nelle dita e a scoprirlo dal di fuori. Di buio a vedere la luce che scoppiava degli aerei che partivano. Oh forse anche a San Salvi ci sei passato, nei viaggi della tua immaginazione, ma questo forse, te lo sei tenuto per te.
Ascoltate tutto tutto tutto il filmato, è una rivoluzione dal di dentro.

POESIA ECLISSI

POESIA ECLISSI

Ecco Firenze,
fatto il patto
fatto il baratto
inesorabilmente
non ha tagliato i ponti
col passato.

Nel mausoleo sei andato,
no, non lassù
perché se no ti vedrei
invece accanto all’eclissi
solo silenzi
solo leggero vento.

Niente di te,
niente di tutto questo
solo cuore spalancato
solo scambi di sguardi
solo meraviglia arancione
e un pipistrello.

Parli bisbigliando
tra le stanze di nero pesto
tre scalini e una fessura gotica
un altarino ed un lumino
ci soffi sopra
e fai buio, lì ti sento
bisbigliare.

Firenze è come l’hai lasciata te,
ancora imperfetta
ancora irrequieta, inquietante
fatta di cuore maniaco
di spettri,
di cuore di veleno
non è cambiata la notte
guardala, vedi?
È tutto speciale ancora
ancora il fuoco della nostra luna
sui nostri mausolei infernali
ancora dal quinto piano
di un cemento
con giardino
guardo lassù
e ancora non ti vedo.

[ scritta oggi: 28/7/2018 ]

IMPOSSIBILE IL TITOLO è GIà PREESISTENTE

“TU”

Lo so che mi odi perché mi ami,
ma la tua assenza si fa sempre più ingombrante,
e poi oggi, mi lascio sopraffare dai sentimenti viscosi,
i tamburi dopo un po’ battono sempre dalla tua e li sento chiari
molto prima di chiunque, anche se qui vedi, suonano Lullaby per Noi,
i tamburelli suonano lucidi verso i gradini su cui hai lasciato le tue lattine.
Lo so che mi odi mentre non c’è senso nell’ostinazione di amarmi, svegliamoci
alla stazione i cani cercano di Noi e Tu hai scordato che partire l’hai sempre fatto,
per te era solo un tremendo lasciare un altro pezzettino della tua anima al portone d’acciaio,
per me la tua assenza è un continuo rimembrare che abbracciarti con la camicia bianca era come
arrivare ad abbracciare esattamente me stessa, ed io la felicità la difendo con le unghie e coi denti, non ti permettere! Ritorna o aspettami. Sto per tagliarmi i capelli di nuovo. Cammino coi pantaloni enormi di velluto nero.

 

IMPOSSIBILE IL TITOLO è GIà PREESISTENTE

“QUANDO SI AMA LA PERSONA SBAGLIATA PUO’ QUASI ESSERE OFFENSIVO”

Perché? Non vedi? Perché perché?
ma mi vedi?

Perché non mi odi?

<< perché ti amo >>. Dice lui al petto e senza il chiodo d’un sorriso.

Ho forse un sospetto di follia?

Cos’è? Avvertimi almeno. Cosa c’è?

Ma perché mi guardi lì?

<< perché tu saresti meravigliosa se solo fossi guarita >>.

Allora senti questa, amico d’un cane!

Chi m’ha vista sa che sono cattiva,

ha visto tutto il mostro eruttare senza via di scampo,

ha visto far scappare tutti,

ha rallentato la carezza per il mio coltello troppo veloce,

non v’è ritorno quando è luce a mezzanotte,

io sono buona dentro da fare schifo,

perdo le staffe e le corazze e le chiavi e le droghe,

alle volte mi espongo, le reazioni sono a catena, e mi fanno bestemmiare,

perdo la testa, la speranza, la forza, la bugia più sincera.

Chi ha capito, sa, ch’è arrivato il momento che devo

vedermi.

Ora spiegami! Perché perché?

Perché ancora non odi?

Un attimo d’incertezza, poi riprese l’ansia e

<< perché ti amo, ecco >>.

16/2/2008

 

IMPOSSIBILE IL TITOLO è GIà PREESISTENTE

SONO SOLO AL VOLO”

Sono solo al volo
mentre la mattina non fischio
sono brevissime sbavature su di un foglio
di vino e tu che sai?
Hai un tocco perfettamente coincidente col mio palmo
hai ammirato lo spicco nel cielo
ed era nero da morire
ma siamo ancora tutti vivi
meglio andarsene prima di cominciare a fare male davvero.
Sono solo al volo
sono solo al volo
sono solo al volo
sono solo al volo
questi buchi di sparo nel vuoto.

30/3/2007