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IMPOSSIBILE il titolo è già preesistente

“IL NUOVO AMORE DEL 3000”

Non sarà una versione di un vizio quest’amore.
Gettato contro il letto sì
ma mai tradito al tuo cospetto.
Non sarà un’altra versione
di muoversi nel tempo, questo amore.
Occhio deciso sì,
ma non vivere per forza tutto.
Non additiamoci noi stessi e da soli,
stavolta avremo più pietà per noi.
Perché no? Non c’è in giro nessuno
che possa eguagliarci a tale ora,
semplice impatto sì
non acustico nella lisca ma senza
controllo davvero.

Non sarà un vizio
Non sarà un vizio
Non sarà un vizio
questo desertico dirci ti amo.

A Claudio 21/1/2007

POESIE PER VOI

INTORTATA DA “QUESTA”

Mentalmente cerebrale
allusioni incoscienti
e non per questo devastanti.
Puramente ambulante
nelle sottigliezze delle percezioni.
Come vedi, incoraggiata
da un esercito circostante.
Mediamente allettante
succhiare il midollo dell’essenza
non vedi ? E chi lo ferma più.
Distrattamente attaccata
l’allusione dell’insensibilità
si scolla via
si scolla via di qua.
Freneticamente incasinata
disattenta per le volte dedicate
alle difese dagli attacchi a sorpresa.

Forte ma sintetica.
Ti piace il disegno?

DA: LUCIDA MATURA

“SALVATI”

Se tu sei un poeta non puoi non vibrare dentro al suono di questa musica.
Potrai aver camminato per giorni interi, ma non aver vissuto più di due vite.
Sei intelligente, sei sensibile, sei fragile, bevi vino come lo assorbe la spugna.
Avrai un dubbio incolmabile nel tuo futuro, ma nessuno distruggerà il tuo sogno.
Se tu sei sorpreso allora vuol dire che hai imparato cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Se tu sei un animale notturno, sei intoccabile, irraggiungibile, hai gli occhi sempre aperti.
Se tu sei un volontario per questo salto dal burrone, è invulnerabile la traccia del tuo passaggio.
Sei spettacolare
anche se non hai toccato cibo tutto il giorno
sei invidiabile
anche se non hai imparato le tabelline
sei combattivo
anche se oggi hai vomitato ciò che hai toccato
sei brillante
anche se quelle gocce sono il sudore riversato a terra.
Potrai aver corso da tutta una vita, ma non puoi ignorare che ne hai un’altra da giocare.
Avrai un’aura tutta tua e salterai ballando con quella cicca in bocca, librandoti respirerai.
Sei bello con i capelli neri davanti agli occhi, anche se digiuni per sapere dove sparire.
Sei emozionale, sei profondo, sei un corpo perfettamente pieno anche se lo specchio tace.
Se tu credi d’essere pesante nonostante la leggerezza dell’essere non hai capito chi sei.
Se tu sei un uomo non puoi non innamorarti come si deve al suono della voce da poeta.

* TI ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla TU!

POESIE PER VOI

A BOBOLINO UN C’È PIù NESSUNO

Aveva un asso e una tris
non apriva mai le danze
mica può capire sempre gli altri
quello lì!
Un damo e un danno
vi scongiuro per mezzanotte.

Il Dannunziano dal dente nero
è fuori di testa
( ma quale testa? )
Sei enfio e non caschi
questa volta.

Quanto può servire
ruttare, ghignare,
semplificare
immobilizzare il dito medio,
certe notti
in certi gufi
c’è chi pensa
di far scacco matto
altro che Jolly!
Diventa un pupazzo da spupazzare,
qui a Bobolino
i ponti sassosi che han lasciato
paiono dipinti
da un certo Tiziano
e le trombe hanno una dizione
niente male
ma i gridolini strozzati
delle giapponesi
garbano di più.

POESIE PER VOI

PER AIUTARMI CI VORREBBE UN ASSO

Quante volte avresti potuto
camminare senza posare
i piedi sulla terra.

Quante volte avresti potuto
farmi da cavaliere…

Quante volte avresti potuto
sognare e svegliarti
svegliarti e sognare.

Smettila, non ti sento,
è inutile, non ti sento,
il cavallo, l’alba
tu appena sotto le stelle
ed il velo appena sopra la luna
per far più fioca la luce,
che giorno
quel giorno.

Quante volte avrei potuto
accompagnarti col cavallo
senza briglie.
Per quante volte avrei potuto
chiederti un bacio
se quella volta lontana
avessi continuato a svegliarti.

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LA TIRO SEMPRE SU

LA TIRO SEMPRE SU

Quando ti uccisi
mi resi conto
della mia amante sul tetto
si trascinava e si trascinava
mentre i lamenti
erano nella tua bocca
che delusione.

Morii tre volte
nel mio passato,
ed è bello che ci credi
bello crederci unici,
“mentre non togli il pensiero dalla mente”
si può affaticare meno
questa storia storica,
suonami con l’unghia grigia
come una volta
ma non spezzarmi
anche il mio ultimo gioco,
è il mio onore che mi gioco.

IL FANCIULLINO

IL FANCIULLINO

Cinque del mattino
una mano morsicata fino all’osso
tanto sonno e immenso desiderio
un via vai di genti
e lussuria nei brividi per tutto il corpo.

Sei della sera
un accenno di miglioramento
termometro rotto per terra
un amuleto che si stringe al collo
e desideri di collassi
a lunga scadenza.

La giovane venere
se ne sta sdraiata al suolo
marmo rosa l’avvolge
e penso
ora riderà.

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