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POESIE PER VOI

A BOBOLINO UN C’È PIù NESSUNO

Aveva un asso e una tris
non apriva mai le danze
mica può capire sempre gli altri
quello lì!
Un damo e un danno
vi scongiuro per mezzanotte.

Il Dannunziano dal dente nero
è fuori di testa
( ma quale testa? )
Sei enfio e non caschi
questa volta.

Quanto può servire
ruttare, ghignare,
semplificare
immobilizzare il dito medio,
certe notti
in certi gufi
c’è chi pensa
di far scacco matto
altro che Jolly!
Diventa un pupazzo da spupazzare,
qui a Bobolino
i ponti sassosi che han lasciato
paiono dipinti
da un certo Tiziano
e le trombe hanno una dizione
niente male
ma i gridolini strozzati
delle giapponesi
garbano di più.

POESIE PER VOI

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RIMANI SEMPRE BENE IN VISTA

Seduto in riva
di qualche capello perduto
un pensiero impiccato
e dir la verità come campanello dall’allarme
e renderla uno sputo
per te,
tutto quello che ho fatto
l’ho fatto per te,
ma nemmeno più mi stai addosso
allora per tutto quello che non sei
io giustificherò
i tuoi mezzi
come disegni di scorcio,
con un gesto solo
ti sembrerà finalmente
che niente è impossibile.

Io sono oramai così ubriacata
che non so più quello che sto dicendo.

Regalami anche tu qualcosa
ogni tanto per cambiare,
potresti farmi impazzire
di stupore.

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POESIE PER VOI

SECONDO ME, TE…

Incosciente!
L’urlo sordo e soffocato
immagina sopra le nuvole
vedermi abbronzare chiudendo le palpebre,
Daniele
che ride
Daniele
che vive.
Insufficiente scrittura
e pare di incasinare
l’occorrente,
di un figlio
smarrito
di un bimbo
caduto e vinto
e giuro a me stessa
di parlare
come se fosse normale
e normale non è
Daniele guidami
sin che possibile
allarmare creature
viventi e stanche d’esserlo,
Daniele stringimi
se no tremo
e chiedimi le cose
che tu sai,
Daniele girati
ora è il momento dell’accettazione
e guardami
non ho mai smesso
di sognarti
di allungare le dita.

Incosciente!
Che bambina povera d’idee
che insoddisfazione
di ruzzolare parabole
e finisci tu
l’ultima poesia,
senti, senti,
indiavolare
all’improvviso
gridare il tuo nome
come un tempo
come nel tuo giorno
d’infedele momento
girati, voltati,
ispirami ancora
osserva la nuvola
chiudendo
le palpebre,
impressionante,
non ho ancora accettato
non ho ancora
singhiozzato.
Possa servire
il mio cuore
innamorato
il mio cervello
impazzito
a farti correre
ancora.

[ 26/8/2002 ]

GUARDATI PER UN’ ORA

GUARDATI PER UN’ ORA

Fare subito su e giù
niente vipere per oggi
digiuniamo anche un po’
di cuori sciroppati
l’allenamento duraturo
è stato un tocca sana
niente foglie d’erba
e stop anche a te.

La chiave del segreto
strimpella ch’è un piacere
oggi stesso andrò
a scusarmi allo specchio
ma ho diniego
per tutte quelle ore che in più
mi dicono inutilità,
niente biscotti freschi
niente dolcificante,
ho appena smesso
di riempirmi il fegato
e già ho le convulsioni
stop con le pigre stelle
e stop coi numeri
nei lombrichi in testa.

POESIE PER VOI

QUANDO LE LESSI

Quando quel giorno dissi
– Mamma vieni ti leggo questa che –
lei non si sedette nemmeno
ed io cominciai :
– Madre stupida,
il gelido sorriso spiazzato
ha mutato
insormontabile cerchio d’inferno -.
Lei m’interrompeva a tratti
attraversando i miei ritmi-respiro nei versi
mi accorgevo che le volevo
danneggiare l’immagine di me
quell’immagine di me!
E così io le volevo dar risposte.

Poi continuai :
– L’occhio spento
madre stupida
sa far pregare
e non c’è perdono
credo
che tenga -.
Ed io stavolta non capivo,
ma anche questo
Shakespeare lo sa.

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SHAKESPEARE LO SA

Il miglior pezzo
è così odiabile
la mia, la tua, la vostra carneficina
in sotto-forma d’amore
è così cieca
che non si accorge
nemmeno di vedere.

Mi domando se avresti mai capito
cosa ho mai fatto per te
dal momento in cui ti ho scritto.

Stai soffrendo come non mai?
Allora ho lavorato bene.

La parte migliore di me
si sprigiona solo quando è rifiutata,
la mia, la tua, la nostra terapia
è bisognosa di sangue
per credere,
e Shakespeare lo sa.

Mi domando se ti fossi mai accorta
di quello che ti ho fatto
dal momento in cui ti ho parlato.
Stai soffrendo maldestra?
Allora sto lavorando bene.

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LA TIRO SEMPRE SU

LA TIRO SEMPRE SU

Quando ti uccisi
mi resi conto
della mia amante sul tetto
si trascinava e si trascinava
mentre i lamenti
erano nella tua bocca
che delusione.

Morii tre volte
nel mio passato,
ed è bello che ci credi
bello crederci unici,
“mentre non togli il pensiero dalla mente”
si può affaticare meno
questa storia storica,
suonami con l’unghia grigia
come una volta
ma non spezzarmi
anche il mio ultimo gioco,
è il mio onore che mi gioco.

LE SIGARETTE FANNO BENE

LE SIGARETTE FANNO BENE

Sei una psicopatica
una finestra che penetra
dal buio una giostra di luce arancione.

Sei saggiamente ridotta
pudica e arrapata
e credente!

Stingimi come scritto
la maglietta della carne
non è possibile
che non ricordi il tuo nome.

Sei un pezzettino velenoso
e osso duro
e morte incombente
e schizzata!

L’altra notte
ti ho cacciata dal mio letto.

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