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“TAGLIA LA TESTA AL TORO”

Da quant’è che non m’hai più visto piangere?
Da quant’è che non m’hai più visto ridere?
E da quant’è che non m’hai più visto far
tutt’è e due le  cose insieme?
Da quanto hai tenuto lontano il tuo muscolo
da quanto hai tenuto il tuo istinto
da quanto vento hai sprecato l’ultima volta, l’ultimo fondo
da quanto hai trattenuto la tua stretta di morsa
nella mano, lontano dal mio guscio dell’umorismo vago?
Ed io a far la distaccata…
Ma chi vuoi che ci creda?

22/2/2007

RICCARDINO PANE E VINO

RICCARDINO PANE E VINO

Sto impazzendo
sotto questo cielo latitante
ed ho appena appena
salutato il tuo ticchettìo
mio ammirevole ammiraglio
ho sentito che d’improvviso
potevo rinascere
e magari rinascere tutte le volte

ch’io sputavo alla noia
bizantina dei tuoi fermenti
inchiodati nei tuoi sogni
nelle mie notti.

All’improvviso risoffro
perché il quieto vivere
giace in altre foreste,
guardali i chiodi dei pini
guardali guardali,
io sono dietro di te.

Finalmente sparisco.

Nei tuoi occhi e dai tuoi occhi
solo altro, solo altro,
guarda ora mi amo di nuovo,
e ti salvi.

E ci salviamo.

POESIE PER VOI

C. PUNTO SECONDO

Hai camminato con la schiena sul suolo
convulsioni da tener sottocontrollo
palmi delle mani in aria
ti sei addentrato nel mondo
che detesti e ne sei fiero.
Un’ora a caso della vita
un fastidio da annientare subito
giorni cruciali e brandelli masticati
pari un angelo in queste condizioni.

Hai oltrepassato lo sbaglio
perché diavolo non sei
e non lo sei mai stato.

Pestati, calpestati
baciati l’uccello
graffiati i bicipiti
osservati la scapola destra
nel centro
ficcati un’occhiata
di sbieco.
Ora sei apposto.

POESIE PER VOI

C. PUNTO PRIMO

Non mi costa niente
ammetterlo.
Non ho mai capito?
Perché mi hai mai spiegato?
Ho un turbolento oggetto
nel palmo della mano
e la matita incallita
sta già ingiallendo,
non abbiamo mai avuto
assi nella manica.
È colpa mia?
Perché tu eri mai stato
meglio di così?
Forse invecchierai
come tutti gli altri.
Forse avrai smesso
di tornare per ultimo,
come tutti gli altri.

Guardi ancora da lontano
anche se non sei più l’unico.
Cucino i soliti piselli
mettendo l’indice sulla fronte,
e ho chiaro tutto :
ti ho mentito,
mi hai beccata,
ma tu hai mai impedito
che mi allontanassi?

Una differenza fra uomo siciliano e uomo africano : quando la donna appartenente all’uomo siciliano, viene guardata in modo provocante da un altro uomo, l’uomo siciliano va dall’altro uomo e fa una rissa di scazzottate – quando la donna dell’africano viene guardata da un altro uomo, l’uomo africano va dalla sua donna a menarla, dicendo che è lei che lo ha istigato.

NON TI PICCHIO SOLO PERCHÉ SO CHE TI FAREBBERO BENE

NON TI PICCHIO SOLO PERCHÉ SO CHE TI FAREBBERO BENE

Che pianto da zingara
rivestita di nudo e soffici gonnelle
bevimi gli spumeggianti slanci e discutimi in silenzio
nelle tue notti col CRONC – CRONC
di quel che tu sai.
Altro da cantare non c’è
l’assenza non si può condannare
alle mie colpe che ne hanno subite
di giustificazioni,
l’assoluto mistero del dolore
non si può condannare
alle mie fregature,
” all’arte e poi mettila da parte ”
non lo si può suggerire ai miei riti
e sempre più distruttivi,
ma può scavarmi l’anima
il tuo giudizio e scavamela ancora,
guarda non c’è più niente da vedere.
Non possiamo cavalcare
ancora le mie fragili personalità
i miei sbagli multipli
i miei diabolici piani
e l’elastico del cranio
che vorresti catturare
è tutt’altro che effimero
come vai dicendo tu.
Geniale e imperdonabile
il mio sfogo come aver mille catene addosso;
non saper camminare
e aver bene in testa dove voler andare,
dare sfogo a te
mentre ho il mio precario sadismo
ti fa acquistare potere che non sai d’avere,
ma nell’angolo, il tutto,
si è trasformato
nel tuo ruolo preferito.
Se potessi spiegarti
chi sei, quando non sai,
capiresti.

[2006]

POESIE PER VOI

SECONDO ME, TE…

Incosciente!
L’urlo sordo e soffocato
immagina sopra le nuvole
vedermi abbronzare chiudendo le palpebre,
Daniele
che ride
Daniele
che vive.
Insufficiente scrittura
e pare di incasinare
l’occorrente,
di un figlio
smarrito
di un bimbo
caduto e vinto
e giuro a me stessa
di parlare
come se fosse normale
e normale non è
Daniele guidami
sin che possibile
allarmare creature
viventi e stanche d’esserlo,
Daniele stringimi
se no tremo
e chiedimi le cose
che tu sai,
Daniele girati
ora è il momento dell’accettazione
e guardami
non ho mai smesso
di sognarti
di allungare le dita.

Incosciente!
Che bambina povera d’idee
che insoddisfazione
di ruzzolare parabole
e finisci tu
l’ultima poesia,
senti, senti,
indiavolare
all’improvviso
gridare il tuo nome
come un tempo
come nel tuo giorno
d’infedele momento
girati, voltati,
ispirami ancora
osserva la nuvola
chiudendo
le palpebre,
impressionante,
non ho ancora accettato
non ho ancora
singhiozzato.
Possa servire
il mio cuore
innamorato
il mio cervello
impazzito
a farti correre
ancora.

[ 26/8/2002 ]

MESSAGGIO CHIAVE

MESSAGGIO CHIAVE

Questi occhi di sonno
accarezzano e devastano lamentele
dentro il mio stomaco
stanno rivoluzionando tutto
non promettono nulla di buono.
Sguardo che vuol chiudersi
non ribellarsi e non premurarsi
urli inferociti nel ventre da invidia
di cui io parlerei
dicendo che non c’è niente
qui
di cui invidiare.

µµ0µµ0µµ0µµ0µµ0µµ0µµ0µµ

IL TITOLO NON C’ENTRA NULLA COL TESTO

IL TITOLO NON C’ENTRA NULLA COL TESTO

Sei saggiamente aromatizzata
e vulnerabile e caotica
ma intontisci anche
la mia lingua anestetizzata.

Sei un morso notturno
al mio dito indice
e chiaramente una fregatura
e violentemente prigioniera.

Quei molluschi stanno uscendo
dai loro gusci
e rinchiuditi ora
dentro la novità!

Sei bizzarra, malata, saggia,
forse giorni addietro
hai lanciato maledizioni,
una forsennata
con una doppia personalità.

POESIE PER VOI

PENSIERI IN CANOA

Per vedere la ruga del sorriso
e di nascosto un briciolo
di felicità
l’ha dovuto far soffrire,
che schifo questa vita!

In un altro ambiente metaforico
le suggerirono
di tradurre in vene sgocciolanti
i suoi occhi di sangue
e tutte le sue convinzioni;
risata da diavolo ripulisce
la strada in primo piano.

I secondi scatti
di una pellicola incallita
non esaltarono quel che era
quella fuga da sé stessa
e s’arrese mentre
non vi erano più battaglie
ma solo canoe
in mezzo a puzzolenti rovi.

Continuò ancora per molto
a farlo piangere
per veder di cambiargli la vita!
Che situazione…