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POESIE PER VOI

SECONDO ME, TE…

Incosciente!
L’urlo sordo e soffocato
immagina sopra le nuvole
vedermi abbronzare chiudendo le palpebre,
Daniele
che ride
Daniele
che vive.
Insufficiente scrittura
e pare di incasinare
l’occorrente,
di un figlio
smarrito
di un bimbo
caduto e vinto
e giuro a me stessa
di parlare
come se fosse normale
e normale non è
Daniele guidami
sin che possibile
allarmare creature
viventi e stanche d’esserlo,
Daniele stringimi
se no tremo
e chiedimi le cose
che tu sai,
Daniele girati
ora è il momento dell’accettazione
e guardami
non ho mai smesso
di sognarti
di allungare le dita.

Incosciente!
Che bambina povera d’idee
che insoddisfazione
di ruzzolare parabole
e finisci tu
l’ultima poesia,
senti, senti,
indiavolare
all’improvviso
gridare il tuo nome
come un tempo
come nel tuo giorno
d’infedele momento
girati, voltati,
ispirami ancora
osserva la nuvola
chiudendo
le palpebre,
impressionante,
non ho ancora accettato
non ho ancora
singhiozzato.
Possa servire
il mio cuore
innamorato
il mio cervello
impazzito
a farti correre
ancora.

[ 26/8/2002 ]

MESSAGGIO CHIAVE

MESSAGGIO CHIAVE

Questi occhi di sonno
accarezzano e devastano lamentele
dentro il mio stomaco
stanno rivoluzionando tutto
non promettono nulla di buono.
Sguardo che vuol chiudersi
non ribellarsi e non premurarsi
urli inferociti nel ventre da invidia
di cui io parlerei
dicendo che non c’è niente
qui
di cui invidiare.

µµ0µµ0µµ0µµ0µµ0µµ0µµ0µµ

IL TITOLO NON C’ENTRA NULLA COL TESTO

IL TITOLO NON C’ENTRA NULLA COL TESTO

Sei saggiamente aromatizzata
e vulnerabile e caotica
ma intontisci anche
la mia lingua anestetizzata.

Sei un morso notturno
al mio dito indice
e chiaramente una fregatura
e violentemente prigioniera.

Quei molluschi stanno uscendo
dai loro gusci
e rinchiuditi ora
dentro la novità!

Sei bizzarra, malata, saggia,
forse giorni addietro
hai lanciato maledizioni,
una forsennata
con una doppia personalità.

POESIE PER VOI

PENSIERI IN CANOA

Per vedere la ruga del sorriso
e di nascosto un briciolo
di felicità
l’ha dovuto far soffrire,
che schifo questa vita!

In un altro ambiente metaforico
le suggerirono
di tradurre in vene sgocciolanti
i suoi occhi di sangue
e tutte le sue convinzioni;
risata da diavolo ripulisce
la strada in primo piano.

I secondi scatti
di una pellicola incallita
non esaltarono quel che era
quella fuga da sé stessa
e s’arrese mentre
non vi erano più battaglie
ma solo canoe
in mezzo a puzzolenti rovi.

Continuò ancora per molto
a farlo piangere
per veder di cambiargli la vita!
Che situazione…

ASSENZIO a Rimbaud

ASSENZIO a Rimbaud

Nel tempio scrosci di liquori non ancora collaudati
e pare un altro giorno che mi ricorderò a vita.
Sebbene mi odi
un certo bisogno mi bisbiglia
di arrotondare con le monete
per raggiungere una certa quota.
Dai soldi verdi siam passati ai soldi sinistri
eh no! Non lo si può scrivere
pensando e ripensando
avendo e non avendo sempre in mente te
in ogni momento
anche mentre faccio urinare gli ospiti.
E dio come vorrei avvicinarti
per spiegare e non spiegare granché.
Rimbaud unisce un filo di foglia
e ci fa una collana
ed io mangio,
anche oggi.

POESIE PER VOI

SOTTO A QUALCOSA

Com’è possibile che basti così poco per farmi spiccare il volo?
Com’è possibile che mi sbilanci così tanto quando tutto mi insegna il contrario?
Com’è possibile che sia pronta in ogni momento a nuove scoperte
quando è ora che sono affondata con la mia barca
e il mio equipaggio?
Perché sono forte se le mie ossa sono sbriciolate?
Perché ho voglia di avere intenzione di ricominciare
se qui tutto non è mai iniziato?
Perché ci sono larve che portano a scricchiolare il soffitto?
Cosa mi spinge alla dichiarazione d’arresa di fronte ai sentimenti?
Come sia possibile tutto questo ardore verso la terra che calpesto
quando sono ancora ancorata nel mio guscio?
Com’è che basta così poco per farmi ridere in questo modo?
Cos’è che ho che mi dà la forza di sentirmi sempre la prescelta?
Com’è possibile che mi senta così forte e chiara
quando mi incaglio in un’anima che mi rassomiglia?
Perché colei che dovrebbe rappresentare la mia crescita interiore
mi fa disonorare me stessa?
Perché hanno manomesso le mie emozioni?
Perché se ho il difetto di concentrarmi sulle relazioni
non ho il pregio di concentrarmi a modificare il mio ego-centrismo?
Perché parlo ancora al cielo?
Perché ancora non credo che non possa tornare?
Perché ancora mi sento in colpa per qualcosa di cui non ho colpa?
Chi è che mi fa disancorare dalle mie inutili armature?
E com’è possibile che mi fidi così facilmente
quando per istinto correrei a nascondermi?
Eppure lo so, lo so, non ne sono ancora uscita matta.

DA:LUCIDA MATURA

A TE LA SCELTA

Mia camminata.
Mia gota fino al mento.
Mia risata e voglia di piangere. Mia distrazione per cose magiche. Mia fortunata apparizione e convivenza. Mia l’impazienza di aspettare un appuntamento. Mia l’eccentricità. Di ridere se qualcuno ride.
Mio il ricciolino di capelli sotto l’orecchio, mio il taglio.
Mio il racconto nell’esatto momento in cui accade. Mio il tormento anche se non ti cerco.
Mio il nasino, l’occhietto in preda a qualche sensazione, mio colore. Mio l’istinto di toccare tutti gli animali attorcigliati nella terra, comprese le lumache. Mio il caratteraccio, il donarsi, il ridere, il sole, l’aiutare senza giri di parole. Mio il cambiare umore, l’orgoglio, la voglia di essere rimasta impressa, il chiedere attenzioni, il diciottesimo giocattolo, il calzino. Mio il completino di canottiere, il gilet di trent’anni fa, i pantaloncini, il Carillon, paura del buio, accompagnami e tienimi la mano, il pigiama macchiato, l’uscita organizzata al volo. Mio il complimento prima di dormire, mio il primo racconto horror, la prima favola dark di vampiri.
Mio lo sguardo, la carnagione, il pollice ma anche l’indice, la voglia di saltare, di arrampicare rami lassù.
Tua la vita che hai davanti, compresa la mia, la sua, quella strada, l’aiuola di spine qui sotto, speriamo di non bruciarne altre. Di vite brevi. Tu mi sorreggi, mi correggi, mi imiti, mi dai speranza, mi maturi, mi chiedi scusa se parli col boccone in bocca, mi spingi forte se non ti capisco, mi dici che vado bene così. Quel che è più strano, è che ti fidi solo di me. Mi entri dentro in empatia da un’altra stanza e tiri fuori telepatia. Dei giorni penso, “forse è magica”, poi sparisci, d’incanto mi fai chiudere gli occhi, e mi dai un bacio. Tua l’intelligenza. Tua la spontaneità di abbracciare sconosciuti. Tua la libertà di scegliere ciò che più desideri.

 

POESIE PER VOI

QUINTA FREGATURA

Nei giorni di sole
mi ricordo sempre
dell’uomo che pioveva
dell’uomo poeta e vincolo d’orgoglio
fra un diamante e una fregatura
di un gioiello falso
che più di lui vero non è.

In quei giorni
mi sento che coraggio non ne ho
le sottili ancore
che dovrebbero insegnarmi
la strada
non ci sono
non fanno né ombra né luce,
ed io faccio parte
del suo piano sentimentale
da vittima e da spettatrice,
non mi ribello nemmeno più
perché rimedio non c’è.

I giorni del sole
mi spaventano e li attendo
e vorrei che fosse tardi
mentre qui tutto parla e dice
che è ancora presto
che c’è ancora qualcosa da fare
ma per favore, basta!