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IMPOSSIBILE IL TITOLO è GIà PREESISTENTE

foto-0101 “MI PRESENTO AL MONDO”
Spesso succede d’essere scambiati
per usignoli
spesso come accade
nelle più antiche tradizioni scambiano usignoli, diosanto,
per corvi o pesci morti.
Invece non erano altro che pavoni.
io non sono un gufo
io non sono un gufo
io non sono un gufo
io non sono un gufo
io non sono un gufo, Diosanto!

22/3/2007

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POESIE PER VOI

“SPESALI TUTTI”

E io lo so Riccardo, che io e te, moriremo dello stesso male.
Un treno impazzito col sapore del roast beef in bocca, al lato della stazione estathé tra terra e polvere, il segnale recepito senza spesarlo e la piazza di questo piatto, aspetta ancora la decisione del pusher.
E vai via.
È un ballo di una gitana che ancora si fida delle persone poi vuoto poi sapore amaro in bocca poi fuoco intorno a piedi danzanti nudi.
E io lo so Riccardo, che ti commuovevi negli occhi quando nel piatto c’era soltanto la felicità.
E ti commuovi nella rovina dei miei occhi che ridevano. Quando veniva.
Un furgone bianco con la sua storia importante fa temere che per quella via ritorni, ed allora nulla è più vantaggioso d’una paura se ti fa ancora battere il cuore, il trapasso visto dallo spicchio della stradina in campagna.
Ed un giorno, moriremo dello stesso male, io lo so.
Ok punto

 

POESIE PER VOI

INTORTATA DA “QUESTA”

Mentalmente cerebrale
allusioni incoscienti
e non per questo devastanti.
Puramente ambulante
nelle sottigliezze delle percezioni.
Come vedi, incoraggiata
da un esercito circostante.
Mediamente allettante
succhiare il midollo dell’essenza
non vedi ? E chi lo ferma più.
Distrattamente attaccata
l’allusione dell’insensibilità
si scolla via
si scolla via di qua.
Freneticamente incasinata
disattenta per le volte dedicate
alle difese dagli attacchi a sorpresa.

Forte ma sintetica.
Ti piace il disegno?

POESIE PER VOI

A BOBOLINO UN C’È PIù NESSUNO

Aveva un asso e una tris
non apriva mai le danze
mica può capire sempre gli altri
quello lì!
Un damo e un danno
vi scongiuro per mezzanotte.

Il Dannunziano dal dente nero
è fuori di testa
( ma quale testa? )
Sei enfio e non caschi
questa volta.

Quanto può servire
ruttare, ghignare,
semplificare
immobilizzare il dito medio,
certe notti
in certi gufi
c’è chi pensa
di far scacco matto
altro che Jolly!
Diventa un pupazzo da spupazzare,
qui a Bobolino
i ponti sassosi che han lasciato
paiono dipinti
da un certo Tiziano
e le trombe hanno una dizione
niente male
ma i gridolini strozzati
delle giapponesi
garbano di più.

LA TIRO SEMPRE SU

LA TIRO SEMPRE SU

Quando ti uccisi
mi resi conto
della mia amante sul tetto
si trascinava e si trascinava
mentre i lamenti
erano nella tua bocca
che delusione.

Morii tre volte
nel mio passato,
ed è bello che ci credi
bello crederci unici,
“mentre non togli il pensiero dalla mente”
si può affaticare meno
questa storia storica,
suonami con l’unghia grigia
come una volta
ma non spezzarmi
anche il mio ultimo gioco,
è il mio onore che mi gioco.

ASSENZIO a Rimbaud

ASSENZIO a Rimbaud

Nel tempio scrosci di liquori non ancora collaudati
e pare un altro giorno che mi ricorderò a vita.
Sebbene mi odi
un certo bisogno mi bisbiglia
di arrotondare con le monete
per raggiungere una certa quota.
Dai soldi verdi siam passati ai soldi sinistri
eh no! Non lo si può scrivere
pensando e ripensando
avendo e non avendo sempre in mente te
in ogni momento
anche mentre faccio urinare gli ospiti.
E dio come vorrei avvicinarti
per spiegare e non spiegare granché.
Rimbaud unisce un filo di foglia
e ci fa una collana
ed io mangio,
anche oggi.

IL FANCIULLINO

IL FANCIULLINO

Cinque del mattino
una mano morsicata fino all’osso
tanto sonno e immenso desiderio
un via vai di genti
e lussuria nei brividi per tutto il corpo.

Sei della sera
un accenno di miglioramento
termometro rotto per terra
un amuleto che si stringe al collo
e desideri di collassi
a lunga scadenza.

La giovane venere
se ne sta sdraiata al suolo
marmo rosa l’avvolge
e penso
ora riderà.

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LA MATTINA È DURA

LA MATTINA È DURA

Per ogni provocazione
rispondere con un gesto d’arte.
Per ogni frase sparata presto
rispondere con un silenzio.
Per ogni tradimento nella guerra
rispondere coi fatti nei miei libri.
Per ogni sentenza sparata a zero
rispondere con la dissolvenza.
Per ogni indifferenza e dimenticanza
incorniciare un dipinto ad olio.

Allora, domani devo fare :
cominciare da questo momento,
smettere d’essere dipendente,
non avere più il fegato marcio,
dimagrire di cinque chili di pensieri,
farmi due caffè col miele (non di più)
riposarmi, pensare a me, ridimensionare,
stendermi sul divano e ridere,
avere due occhi vivi,
fare movimento e invidia,
non sprecare più nemmeno un granello di fumo,
scappare dalle loro limitatezze mentali.

Per ogni insulto alla mia intelligenza
risponderò con due pupille a carboncino.
Per ogni attenzione in meno
risponderò che me lo tengo stretto l’orgoglio.
Per ogni ricatto morale alle mie spalle
risponderò con vocaboli infallibili.
Per ogni perdono venuto male
risponderò con le mie promesse.
Per ogni pregiudizio verso la mia tregua
risponderò coi miei disegni delineati.
Per ogni allontanamento dalla realtà
risponderò scrivendo qualcosa.
Tutto qua.