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POESIE PER VOI

A BOBOLINO UN C’È PIù NESSUNO

Aveva un asso e una tris
non apriva mai le danze
mica può capire sempre gli altri
quello lì!
Un damo e un danno
vi scongiuro per mezzanotte.

Il Dannunziano dal dente nero
è fuori di testa
( ma quale testa? )
Sei enfio e non caschi
questa volta.

Quanto può servire
ruttare, ghignare,
semplificare
immobilizzare il dito medio,
certe notti
in certi gufi
c’è chi pensa
di far scacco matto
altro che Jolly!
Diventa un pupazzo da spupazzare,
qui a Bobolino
i ponti sassosi che han lasciato
paiono dipinti
da un certo Tiziano
e le trombe hanno una dizione
niente male
ma i gridolini strozzati
delle giapponesi
garbano di più.

POESIE PER VOI

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RIMANI SEMPRE BENE IN VISTA

Seduto in riva
di qualche capello perduto
un pensiero impiccato
e dir la verità come campanello dall’allarme
e renderla uno sputo
per te,
tutto quello che ho fatto
l’ho fatto per te,
ma nemmeno più mi stai addosso
allora per tutto quello che non sei
io giustificherò
i tuoi mezzi
come disegni di scorcio,
con un gesto solo
ti sembrerà finalmente
che niente è impossibile.

Io sono oramai così ubriacata
che non so più quello che sto dicendo.

Regalami anche tu qualcosa
ogni tanto per cambiare,
potresti farmi impazzire
di stupore.

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LA TIRO SEMPRE SU

LA TIRO SEMPRE SU

Quando ti uccisi
mi resi conto
della mia amante sul tetto
si trascinava e si trascinava
mentre i lamenti
erano nella tua bocca
che delusione.

Morii tre volte
nel mio passato,
ed è bello che ci credi
bello crederci unici,
“mentre non togli il pensiero dalla mente”
si può affaticare meno
questa storia storica,
suonami con l’unghia grigia
come una volta
ma non spezzarmi
anche il mio ultimo gioco,
è il mio onore che mi gioco.

ASSENZIO a Rimbaud

ASSENZIO a Rimbaud

Nel tempio scrosci di liquori non ancora collaudati
e pare un altro giorno che mi ricorderò a vita.
Sebbene mi odi
un certo bisogno mi bisbiglia
di arrotondare con le monete
per raggiungere una certa quota.
Dai soldi verdi siam passati ai soldi sinistri
eh no! Non lo si può scrivere
pensando e ripensando
avendo e non avendo sempre in mente te
in ogni momento
anche mentre faccio urinare gli ospiti.
E dio come vorrei avvicinarti
per spiegare e non spiegare granché.
Rimbaud unisce un filo di foglia
e ci fa una collana
ed io mangio,
anche oggi.

IL FANCIULLINO

IL FANCIULLINO

Cinque del mattino
una mano morsicata fino all’osso
tanto sonno e immenso desiderio
un via vai di genti
e lussuria nei brividi per tutto il corpo.

Sei della sera
un accenno di miglioramento
termometro rotto per terra
un amuleto che si stringe al collo
e desideri di collassi
a lunga scadenza.

La giovane venere
se ne sta sdraiata al suolo
marmo rosa l’avvolge
e penso
ora riderà.

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LA MATTINA È DURA

LA MATTINA È DURA

Per ogni provocazione
rispondere con un gesto d’arte.
Per ogni frase sparata presto
rispondere con un silenzio.
Per ogni tradimento nella guerra
rispondere coi fatti nei miei libri.
Per ogni sentenza sparata a zero
rispondere con la dissolvenza.
Per ogni indifferenza e dimenticanza
incorniciare un dipinto ad olio.

Allora, domani devo fare :
cominciare da questo momento,
smettere d’essere dipendente,
non avere più il fegato marcio,
dimagrire di cinque chili di pensieri,
farmi due caffè col miele (non di più)
riposarmi, pensare a me, ridimensionare,
stendermi sul divano e ridere,
avere due occhi vivi,
fare movimento e invidia,
non sprecare più nemmeno un granello di fumo,
scappare dalle loro limitatezze mentali.

Per ogni insulto alla mia intelligenza
risponderò con due pupille a carboncino.
Per ogni attenzione in meno
risponderò che me lo tengo stretto l’orgoglio.
Per ogni ricatto morale alle mie spalle
risponderò con vocaboli infallibili.
Per ogni perdono venuto male
risponderò con le mie promesse.
Per ogni pregiudizio verso la mia tregua
risponderò coi miei disegni delineati.
Per ogni allontanamento dalla realtà
risponderò scrivendo qualcosa.
Tutto qua.

CIAO CARLOS

UNA BEVUTA RAGGUARDEVOLE

Siamo tre ragazzi a sedere nel pub dietro le Giubbe Rosse. Siamo: io, Carlo Alberto Barbis e il mio scrittore preferito. Parliamo e beviamo, beviamo e parliamo ed io rido per circa un’ora, come non ho riso in tutta la mia vita. Il clima è agrodolce, ma il mio cuore ha il sapore del piccante, eh c’è il mio scrittore preferito! Siamo solo noi tre nel pub che quasi quasi anche i baristi se ne vanno lasciandoci soli, nel ventre del pub. Ad un certo punto io racconto che poco tempo prima ero andata a Mestre e sottolineo che ero andata lì per scopare con uno. Loro ridono, sfottono e fanno battute sul fatto che potevo scegliermelo più vicino. Io rispondo che lui lo faceva tutto strano. Chiedo se vogliono sapere tutti i particolari. Rispondono di sì, mentre Carlo Alberto si alza per andare in bagno e lo scrittore preferito si alza per andarsi a prendere un’altra bevuta. Già che c’è ne prende altre tre: una pinta chiara per me, il sesto Cubalibre per lui e un Baileys Cream per sé.

POESIE PER VOI

DOPO IL SOGNO DELLA MANO

Chissà cos’è
che mi spinge a ridere
quando la mia voce dentro
è tutt’altro che squillante?
Chissà cos’è
la gioia e l’infanzia che dimostro
quando il periodo che ho dentro
è tutt’altro che breve?

Sono l’ispezione più ambita
di questo periodo di malinconia
e più frustrato sei
più mi condanni alla noia.
Sarei la selvaggina e anche la foresta
se mi cambiassi personaggio
capelli, viso, bocca e occhi.
Ma non è più quello che si vede fuori
è più quello che ho dentro
che può renderti pericoloso
questo pensarmi.

Chissà come mai
guardo le cose con una certa distanza
e i miei occhi dicono il contrario?
Chissà come mai
più scappo e più i nascondigli
sono già tutti occupati
ed io rimango sempre fuori?

POESIE PER VOI

QUINTA FREGATURA

Nei giorni di sole
mi ricordo sempre
dell’uomo che pioveva
dell’uomo poeta e vincolo d’orgoglio
fra un diamante e una fregatura
di un gioiello falso
che più di lui vero non è.

In quei giorni
mi sento che coraggio non ne ho
le sottili ancore
che dovrebbero insegnarmi
la strada
non ci sono
non fanno né ombra né luce,
ed io faccio parte
del suo piano sentimentale
da vittima e da spettatrice,
non mi ribello nemmeno più
perché rimedio non c’è.

I giorni del sole
mi spaventano e li attendo
e vorrei che fosse tardi
mentre qui tutto parla e dice
che è ancora presto
che c’è ancora qualcosa da fare
ma per favore, basta!