MENO 4, MENO 3, MENO 2, MENO 1, STOCK

MENO 4, MENO 3, MENO 2, MENO 1, STOCK

Non mi tangi.
Ho faticato ed è stato molto eccitante.
Non attacchi.
Oggi ho la mia corsa in salita.
Non mi fai crescere.
Mi sembra di regredire.

Grazie.

Un dieci x 100 in più
che muta tutte le volte
che mi riempio il bicchiere,
e dico io,
sta roba fa ridere i muri!
Un 10 % che non capirai mai
che è fondamentale.

Non mi credi.

Ho dovuto dirgli “basta” oggi, per ricominciare.
Non ci pensi.
Eppure qui tutti lo sanno,
quando mi vedranno in ginocchio
sarà solo perché starò per prendere bene la mira!

RICCARDINO PANE E VINO

RICCARDINO PANE E VINO

Sto impazzendo
sotto questo cielo latitante
ed ho appena appena
salutato il tuo ticchettìo
mio ammirevole ammiraglio
ho sentito che d’improvviso
potevo rinascere
e magari rinascere tutte le volte

ch’io sputavo alla noia
bizantina dei tuoi fermenti
inchiodati nei tuoi sogni
nelle mie notti.

All’improvviso risoffro
perché il quieto vivere
giace in altre foreste,
guardali i chiodi dei pini
guardali guardali,
io sono dietro di te.

Finalmente sparisco.

Nei tuoi occhi e dai tuoi occhi
solo altro, solo altro,
guarda ora mi amo di nuovo,
e ti salvi.

E ci salviamo.

DA: LUCIDA MATURA

“SALVATI”

Se tu sei un poeta non puoi non vibrare dentro al suono di questa musica.
Potrai aver camminato per giorni interi, ma non aver vissuto più di due vite.
Sei intelligente, sei sensibile, sei fragile, bevi vino come lo assorbe la spugna.
Avrai un dubbio incolmabile nel tuo futuro, ma nessuno distruggerà il tuo sogno.
Se tu sei sorpreso allora vuol dire che hai imparato cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Se tu sei un animale notturno, sei intoccabile, irraggiungibile, hai gli occhi sempre aperti.
Se tu sei un volontario per questo salto dal burrone, è invulnerabile la traccia del tuo passaggio.
Sei spettacolare
anche se non hai toccato cibo tutto il giorno
sei invidiabile
anche se non hai imparato le tabelline
sei combattivo
anche se oggi hai vomitato ciò che hai toccato
sei brillante
anche se quelle gocce sono il sudore riversato a terra.
Potrai aver corso da tutta una vita, ma non puoi ignorare che ne hai un’altra da giocare.
Avrai un’aura tutta tua e salterai ballando con quella cicca in bocca, librandoti respirerai.
Sei bello con i capelli neri davanti agli occhi, anche se digiuni per sapere dove sparire.
Sei emozionale, sei profondo, sei un corpo perfettamente pieno anche se lo specchio tace.
Se tu credi d’essere pesante nonostante la leggerezza dell’essere non hai capito chi sei.
Se tu sei un uomo non puoi non innamorarti come si deve al suono della voce da poeta.

* TI ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla TU!

POESIE PER VOI

C. PUNTO SECONDO

Hai camminato con la schiena sul suolo
convulsioni da tener sottocontrollo
palmi delle mani in aria
ti sei addentrato nel mondo
che detesti e ne sei fiero.
Un’ora a caso della vita
un fastidio da annientare subito
giorni cruciali e brandelli masticati
pari un angelo in queste condizioni.

Hai oltrepassato lo sbaglio
perché diavolo non sei
e non lo sei mai stato.

Pestati, calpestati
baciati l’uccello
graffiati i bicipiti
osservati la scapola destra
nel centro
ficcati un’occhiata
di sbieco.
Ora sei apposto.

POESIE PER VOI

C. PUNTO PRIMO

Non mi costa niente
ammetterlo.
Non ho mai capito?
Perché mi hai mai spiegato?
Ho un turbolento oggetto
nel palmo della mano
e la matita incallita
sta già ingiallendo,
non abbiamo mai avuto
assi nella manica.
È colpa mia?
Perché tu eri mai stato
meglio di così?
Forse invecchierai
come tutti gli altri.
Forse avrai smesso
di tornare per ultimo,
come tutti gli altri.

Guardi ancora da lontano
anche se non sei più l’unico.
Cucino i soliti piselli
mettendo l’indice sulla fronte,
e ho chiaro tutto :
ti ho mentito,
mi hai beccata,
ma tu hai mai impedito
che mi allontanassi?

Una differenza fra uomo siciliano e uomo africano : quando la donna appartenente all’uomo siciliano, viene guardata in modo provocante da un altro uomo, l’uomo siciliano va dall’altro uomo e fa una rissa di scazzottate – quando la donna dell’africano viene guardata da un altro uomo, l’uomo africano va dalla sua donna a menarla, dicendo che è lei che lo ha istigato.

POESIE PER VOI

NON TI DEVI FARE ABBATTERE DA QUESTE PUTTANATE

Nell’ombra dei bicchieri
una introspezione suggestiva
senza retrogusto in gola
perché la birra
non deve essere
semi dolce.
Spugna
gira nell’angolo
ecco vai in fondo
girati nel vicolo
io ho le ginocchia atrofizzate
per come ti muovi.

– Spugna! –
Continuo a pensare
– Disperato coraggio
che tieni celato
nel ritmico scorrere
del flusso della goccia
quando bevi a canna. –

Fanculo questi appunti,
cancello, ricollego,
stacco e riprendo.
Poi attendo figura.

Credo d’aver smesso
di scrivere poesie,
per l’impegno che ho
col letargo del lupo
e non appena ritornerà
la prima pioggia
credo che smetterò di scrivere,
perché tutto ciò che ne può
uscir fuori
potrebbe farti strappare
i capelli.
Ma mi ricordo di chi diceva:
– Non puoi far male
a chi ti vuole bene. –

NON TI PICCHIO SOLO PERCHÉ SO CHE TI FAREBBERO BENE

NON TI PICCHIO SOLO PERCHÉ SO CHE TI FAREBBERO BENE

Che pianto da zingara
rivestita di nudo e soffici gonnelle
bevimi gli spumeggianti slanci e discutimi in silenzio
nelle tue notti col CRONC – CRONC
di quel che tu sai.
Altro da cantare non c’è
l’assenza non si può condannare
alle mie colpe che ne hanno subite
di giustificazioni,
l’assoluto mistero del dolore
non si può condannare
alle mie fregature,
” all’arte e poi mettila da parte ”
non lo si può suggerire ai miei riti
e sempre più distruttivi,
ma può scavarmi l’anima
il tuo giudizio e scavamela ancora,
guarda non c’è più niente da vedere.
Non possiamo cavalcare
ancora le mie fragili personalità
i miei sbagli multipli
i miei diabolici piani
e l’elastico del cranio
che vorresti catturare
è tutt’altro che effimero
come vai dicendo tu.
Geniale e imperdonabile
il mio sfogo come aver mille catene addosso;
non saper camminare
e aver bene in testa dove voler andare,
dare sfogo a te
mentre ho il mio precario sadismo
ti fa acquistare potere che non sai d’avere,
ma nell’angolo, il tutto,
si è trasformato
nel tuo ruolo preferito.
Se potessi spiegarti
chi sei, quando non sai,
capiresti.

[2006]

L’AMORE si può definire benissimo

L’Amore = Certezza.
La Gelosia = Insicurezza.
Quindi, le due cose non vanno di pari passo. Insicurezza e Certezza non stanno affatto bene insieme. Se uno s’innamora di una persona è per svariate qualità. Quindi per prima cosa c’è La Stima. Perché se piacciono quelle cose, a te affini, è perché vi è Stima. La gelosia invece, ha molto a che fare con la malattia mentale. Chi è geloso infatti non parla, parla la Sua Malattia al posto suo. Quindi, uno più uno fa sempre due, se non erro. Mica l’Amore è per tutti. Certo, certo, certo si innamorano tutti. Chiunque di sta marmaglia s’innamora. Ma come amano? Si denigrano, si mortificano, si annullano, si offendono perché in realtà non si stimano, si umiliano. Quindi, l’Amore è PER LA SANITà MENTALE! Chi confonde la gelosia con la protezione, non sa che è un possessivo, e chi di solito è possessivo con gli oggetti-cose-case, lo è di conseguenza anche con le persone. E nessuno, dico NESSUNO ha bisogno di un Babysitter o di badanti o di bodyguard. In realtà chi pensa di proteggere dal resto del mondo tutto brutto e cattivo, è una persona che vive male. Non prende mai respiro. Non si rilassa mai. In realtà vive sottoscorta delle sue fissazioni. È dunque una persona clinicamente paranoica.
Quindi, se non erro, l’Amore non deve essere malato. Se no non è Amore.
Gelosia è uguale a insicurezza.
Quando sei innamorato sei certo, sicuro di te.

POESIE PER VOI

A BOBOLINO UN C’È PIù NESSUNO

Aveva un asso e una tris
non apriva mai le danze
mica può capire sempre gli altri
quello lì!
Un damo e un danno
vi scongiuro per mezzanotte.

Il Dannunziano dal dente nero
è fuori di testa
( ma quale testa? )
Sei enfio e non caschi
questa volta.

Quanto può servire
ruttare, ghignare,
semplificare
immobilizzare il dito medio,
certe notti
in certi gufi
c’è chi pensa
di far scacco matto
altro che Jolly!
Diventa un pupazzo da spupazzare,
qui a Bobolino
i ponti sassosi che han lasciato
paiono dipinti
da un certo Tiziano
e le trombe hanno una dizione
niente male
ma i gridolini strozzati
delle giapponesi
garbano di più.

Una volta tanto tempo fa, vi era una piccola scugnizza, danzatrice su fili elettrici, adesso vi sono solo terre lontane da raggiungere in Porsche Carrera, cappotta scoperchiata, niente stereo alto, niente sigarette nel cruscotto, niente lattine verdi smeraldo dietro a tintinnare, niente ripensamenti.

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