POSTPOESIA

Avevo 90 battiti al minuto per ogni incontro appassionato, se non lo ricevevo in casa lo trovavo altrove.
Ho parenti come silenziatori nella .22 Magnum, ho capito che se ci si vuol bene te la mettono sempre nel culo.
Ora niente battiti più.
Contemporaneamente dicono che sono disubbidiente, sbagliata, ingrata, invidiosa e che, sono sempre stata una che non capisce niente.
Allora io, non ti ricorderò per quello che mi dai ma per quello che dici.
Scambio l’alba col tramonto
barattano il mio rispetto col mio Manifesto.

* “Un frontale ti salva la vita, a volte è necessario”
” nessuno mi capisce ma non è colpa mia, cosa posso farci “

ho i demoni

Mi fa :- lo so che parli col tuo amico immaginario quando parli così –
io :- io non ho un amico immaginario io ho i demoni -. Ride, se ne esce con una grossa risata liberatoria, allora incalzo :- io ho il demone, meglio parlo con lui, lo scanzo, ci batto le mani, mi fa ripetere i NO -. Fa ciao ciao con la manina e ridiamo a squarciagola. È una combinaguai, ma è l’unica che non mi dà problemi.
Prima avevo solo crisi esistenziali, ora da quando non ci sei più, non ho quelli esistenziali.
Ma non voglio essere ricordata come quella a cui hanno dato molto e non ha mai apprezzato abbastanza. Se nel frattempo dicono che sono la peggiore. Anch’io non me lo scorderò quando sarà il tuo momento.

*” Quando recito, ogni volta è un fiasco “

” E oggi il cattivo, sono io “

“IL CRONC-CRONC DEL FANTASMA E LA MIA NUOVA OSSESSIONE”


Mi hai fatto sgambetto
ed eri solo un’anima.
Ti ho sentito col piede, che t’ho pestato
ed eri solo in spirito,
perché questa è l’unica condizione
in cui potersi vedere.
Questa è la realtà
la zattera percorreva il denso stagno
acqua gelida di fine Febbraio, scheletro ben conscio,
“Poi improvvisamente sceglievo io le persone,
la musica, le case, la marca delle sigarette
Mi davano soldi in cambio del mio tempo
ma finivano continuamente
Ricordo poco o niente”
fumano gli Zen Circus, la mia nuova ossessione.

“Come se provassi amore quanto è difficile da immaginare
Come una guerra dove non si muore o una malattia
che non ha sintomi, anche senza cura
non dà dolore”
tirano petardi gli Zen Circus, cioè capisci?
Una gola come la mia, chiusa
e stangata e continuamente criticata,
ove percepire tutte le ombre che mi circondano
è l’unica maniera per non andar nei pazzi.

Cronc-Cronc-Cronc, lo senti il rosicchiare?
Ma il vaso zeppo di vermi s’é rovesciato
si sono sparpagliati
proprio mentre sono sola
proprio mentre sei solo un fantasma.

Hai spostato la copertina dei Nirvana
il piano di lavoro della tua foglia a nove punte
mentre mi hai fatto inciampare, quando mi hai pestato
eppure sei solo l’anelito del cosmo.

Circus

Scrivere mi riesce meglio
Ma non voglio farmi leggere
Non riesco nemmeno io a leggermi
Aspetto la rivoluzione 
Ma aspettare è non agire 
Scegliere di non scegliere 
Una scelta obbligata 
Ma i problemi degli altri mi hanno sempre affascinato
O forse distratta
Odio il giorno del mio compleanno 
Io volevo andare via
Camminare sui vetri con le scarpe 
Mentre sono ancora qua 
A compiacere tutti quanti 
Compiacere qualcuno che dice di amarmi 
Il mondo non ha unicorni 
Non ha foglie a sette punte 
Ha voci ma non visi  Sempre le stesse voci 
Di una donna in silenzio e di uomini confusi 
E i padron ‘ntoni della nostra epoca non possono capire 
La mia adolescenza è stata la prima a fuggire 
Ilenia  La piazza è vuota  Ilenia  La piazza è muta 
Se mi tocchi l’ombelico c’è un filo che mi arriva in gola 
Ho una madre che vorrebbe fossi un’altra persona 
Io non so parlare il mio viso narra per me 
Sono un po’ bestia un po’ danno 
E vorrei vivere nuda  Sento il mondo con il naso 
ODIO AVERCELO TAPPATO!
Mi affeziono facilmente  Ma non ho voglia di spiegare 
Che poi in realtà so anche parlare 
Ma non si capisce bene 
E quindi un po’ mi dispiace  Anzi non mi dispiace
  Di averti conosciuto in un brutto periodo 
Perché sei stato più bello  Hai brillato di più 
Una scopata un peso  Non so cosa è stato per te 
Ma ma non voglio saperlo il perché
Mi piace fantasticare e mettere alla fine delle frasi il perché 
Ilenia qui le piazze sono affollate 
Ma innocue  Ormai le piazze fanno rivoluzioni
solo quando sono vuote 
Ilenia  La piazza è vuota  Ilenia  La piazza è muta 
Ilenia  La piazza è vuota  Ilenia  La piazza è muta 
Qui le bare sono strette 
Ma le vogliono abitare 
Le chitarre senza corde 
L’avere senza il dare 
Qui confondono il dolore con le lacrime di gioia 
Pochi brividi o sussulti 
Molta prosa troppa noia 
Qui non puoi fuggire perché tu sei il carceriere 
Qui tutto è razionale 
Solo obbligo e dovere!
Qui dove vivi adesso  In un anelito del cuore
  In attesa di un qualcosa 
Di un qualcuno 
Di un errore.
^^THE ZEN CIRCUS^^

La balalaika

  • Mstislav Leopol’dovič Rostropovič : Violoncellista, pianista e direttore d’orchestra russo (Baku 1927 – Mosca 2007). Iniziati gli studi musicali con il padre Leopold, li proseguì poi alla scuola di musica di Sverdlovsk e nel conservatorio di Mosca; fu allievo per qualche tempo di P. Casals.
  • Youri Gagarin : 9 marzo 1934 – Kiržač, 27 marzo 1968) è stato un cosmonauta, aviatore e politico sovietico, primo uomo a volare nello Spazio, portando a termine con successo la propria missione il 12 aprile 1961 a bordo della Vostok 1.
  • Maria Sharapova: nasce il 19 aprile 1987 a Njagan’, in Siberia (Russia). A soli otto anni vola negli Stati Uniti d’America per imparare a giocare a tennis presso l’Accademia di Nick Bollettieri. È stata la prima giocatrice russa ad aver vinto il singolare femminile a Wimbledon.
  • Fyodor Dostoevskij: nacque a Mosca il giorno 11 novembre 1821 e morì a San Pietroburgo il 9 febbraio 1881. Fu scrittore e filosofo. Il suo primo romanzo, Povera gente, che tratta del tema dell’uomo socialmente degradato.Nel 1849 venne arrestato, accusato di partecipazione ad attività sovversive, e condannato a morte. La pena venne tramutata in lavori forzati per intervento dello Zar Nicola I.  Sua la celebre rase “Perché avremmo una mente se non per fare a modo nostro?”
  • Leon Tolstoj: nacque il 9 settembre 1828 nella tenuta di famiglia di Yasnaya Polyana (a sud di Mosca ).Nel 1851 si arruolò nell’esercito ed entrò in contatto con i cosacchi, che sarebbero diventati i protagonisti di uno dei suoi migliori romanzi brevi, I cosacchi (1863). Come soldato partecipò contro i guerriglieri tartari ai confini del Caucaso e nella guerra di Crimea , nel 1853.Scrisse i suoi due romanzi principali, Guerra e pace (1865-1869) e Anna Karenina (1875-1877). Sua la celebre frase ““Il segreto della felicità non è fare sempre quello che vuoi ma volere sempre quello che fai”.
  • Igor Stravinsky: Stravinskij nacque nel 1882 a Oranienbaum, nei pressi di Pietroburgo; a nove anni iniziò a studiare pianoforte e procedette nello studio della musica come autodidatta. Tra il 1902 e il 1903 entrò in rapporto con il compositore Nikolaj Rimskij Korsakov, da cui prese lezioni di orchestrazione. Il primo frutto della collaborazione con Diaghilev, “L’uccello di fuoco” (1910), poi proseguita con capolavori come “Petruska” (1911).
  • .Čajkovskij: Nato da padre russo e madre francese. Si tratta del compositore che, rispetto ai contemporanei russi, elabora opere dal carattere ben più occidentale. Pur non avendo avuto un successo immediato, due suoi balletti sono oggi famosissimi e riempiono i teatri, quando vengono rappresentati: si tratta del Lago dei Cigni e dello Schiaccianoci (ispirandosi a quest’ultimo, è stato realizzato anche un cartone animato famoso e affascinante).
  • . Nureyev: Una vita, però, non da subito semplice: nato in Siberia a bordo di un treno nel 1938, non ha possibilità di studiare danza se non prima dei diciotto anni. Da vero talento fuori da ogni canone conclude tuttavia i tradizionali otto anni accademici in soli tre, entrando poco più che ventenne nella prestigiosa compagnia di balletto del Kirov che illuminava i palchi più importanti dell’Unione Sovietica, facendo da subito parlare di se’ grazie a una maestria mai vista prima.
  • . Baryšnikov: Nato in Lettonia da genitori russi, inizia a studiare danza classica a undici anni. A sedici entra nella prestigiosa Accademia di danza Vaganova. Nel 1967 entra nella compagnia del balletto Mariinskij (ai tempi “balletto Kirov”) con un ruolo in Giselle. Diversi coreografi sovietici ne riconoscono il talento, la purezza di stile e la presenza scenica, coreografando delle parti appositamente per lui. Ai tempi il critico Clive Barnes del New York Times lo definì “il più perfetto ballerino che abbia mai visto”.

GUARDA A OCCHI CHIUSI

GUARDA A OCCHI CHIUSI


Avvicinati a questo schermo, non da lì,
annusa l’odere di diavolerie, sniffa la polvere depositata sullo schermo
cosa senti? La sensazione è quella là, sì hai capito
spengono e accendono le abat-jour a intermittenza, nella tua testa
prima ti chiedono poi non ti danno niente in cambio, per finire
ti chiedono di combattere, fino alla fine della tua mortalità,
voglio farti vedere le immagini, voglio che mordi la mia stessa carne,
chenesai, magari non è ancora putrida.
Capirai solo se scatterai le stesse fotografie,
lacrime si fermano come resina collosa,
gli occhi rossi, qualcosa deglutisci ti sembra piombo eh,
anche se chiudi gli occhi non m’importa, sono occhi e vedranno!
Avvicinati, annusa la sensazione, non pulirti, non disinfettarti
preparati il pippotto d’argento, inala l’aspirina tritata senza provar nulla
tanto è la sensibilità acquisita per strada, ora immagina di raggelarti
d’aver la cosa più importante della tua vita che ti chiede un regalo,
vai, entri, fai finta che non ti cada la gocciolina sulla tempia,
sorridi ai commensali, immune ai livori, partecipi, sei partecipe
e sai di non poter partecipare, hai la speranza di scappar dal retro,
ma sei raggelato, esattamente come quel cono gelato fra le sue dita,
e magari quelle volte che avresti voluto parlare la voce non fosse uscita muta
e tu, e tu, e tu, magari se non state sempre lì a chiedere
perché non siamo tutti uguali, chenesai, magari inciampi in una come me,
per puro caso,
chenesai,
guardo a occhi chiusi
da lontano.

30/05/2022


Riccardo, amico mio, sto pensando che qui hann preso tutti a dire che noi dell’Occidente siam molto arroganti, io per prima. Però, però, però io che nel mio piccolo un poco lo conosco “l’altro mondo” orientale, so che anche loro non son da meno. Lo ammetto, non fanno altro che pensare e che dire quanto siamo stupidi noi a vivere come viviamo, ed è tutto sbagliato, e che tutto fanno meglio loro. Tutto su tutto. Quindi, colpevoli tutti. Con la testa bacata che ci ritroviamo. A pensare che ognuno di noi è migliore dell’altro. I cinesi di certo lo penseranno di noi, che dici di no? I russi, uguale, gli americani, i tedeschi, gli israeliani, i palestinesi, gli emirati, gli indiani, gli eskimesi. I sud africani ed i nord africani. Colpevoli tutti di voler sembrare la propria cultura migliore per stare su questa Terra. E questa cosa l’ho imparata, la so. Con l’unica differenza mi sa, che l’Occidente ha più armi, più possibilità, più potere di imporla con Prepotenza a tutti gli altri che hanno solo la possibilità di imporsi se mai con qualche autoattentato in stile kamikaze anziché dell’atomica. Alla fine non impareranno mai ad apprezzarsi questi popoli diversi.

Una volta tanto tempo fa, vi era una piccola scugnizza, danzatrice su fili elettrici, adesso vi sono solo terre lontane da raggiungere in Porsche Carrera, cappotta scoperchiata, niente stereo alto, niente sigarette nel cruscotto, niente lattine verdi smeraldo dietro a tintinnare, niente ripensamenti.

SPORE POETICHE

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Emozioni, fotografie, poesie, sensazioni e riflessioni per allargare gli orizzonti emotivi e vivere meglio.

purtroppo

Quello che leggi qui è tutto autobiografico. Soprattutto le cose inventate.

OMOLOGAZIONE NON RICHIESTA

Un decennio di scrittura in rete

Intonations Cocktail Club 432

qui si beve di tutto: servitevi !!!

Il Canto delle Muse

La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

intermittenze- scritture di Anna Leone -altre voci-

"Mi manca il riposo, la dolce spensieratezza che fa della vita uno specchio dove tutti gli oggetti si dipingono un istante e sul quale tutto scivola." Alfred De Musset

Manuel Chiacchiararelli

Scrittore, Fotografo, Guida Naturalistica, Girovago / Writer, Photographer, Naturalist Guide, Wanderer

EPOCHE' (fotoblog di francesco)

"Io non dischiudo nè nascondo ma al contrario faccio vedere" (Eraclito)

Benvenuti nel rifugio di Claudio

La Cultura ci nutre solo se il Pianeta vive . . . . . e questo dipende solo da noi . . . . . e ricordiamo sempre che .... "anche se non ti occupi di politica, stai sicuro che la politica si occuperà di te ..."

marcellocomitini

il disinganno prima dell'illusione

Mauro Cason

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Il Blog di Tino Soudaz 2.0

Provando tanto, prima o poi riesco anche se tante cose continuo a non capirle

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