DINO CAMPANA


Mi ricorda qualcosa o qualcuno.
Alle Giubbe Rosse ci siamo andati, a quel caffè pure, oh pure a Castel Pulci siamo finiti. Fra erba fumante nelle dita e a scoprirlo dal di fuori. Di buio a vedere la luce che scoppiava degli aerei che partivano. Oh forse anche a San Salvi ci sei passato, nei viaggi della tua immaginazione, ma questo forse, te lo sei tenuto per te.
Ascoltate tutto tutto tutto il filmato, è una rivoluzione dal di dentro.

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OCCHIO X OCCHIO

CONVERSAZIONE NON A CASO

Dico a Laila (mia figlia di 6 anni)
– Senti un po’, ti piacerebbe guadagnar dei soldi eh, da grande? –
lei – Ma sei matta? No! È una cosa da pazzi! –
– Come? Ma perché? Non ti piacerebbe guadagnare i tuoi soldi? –
lei stupefatta – Ma sei impazzita? Non voglio mica finire in galera! –
– Cosa? Ma “guadagnare” sai che significa?-
– Ehm sì… tipo rubare! Non voglio finire tutta la mia vita in galera! –
– Ma no, “guadagnare” vuol dire lavorare, è regolare! –
– Ah ho capito. Allora sì anzi no! Perché io avrò un gatto, quindi non posso! –
io stupefatta – Ma che centra un gatto? Che dici? –
lei – sì certo perché papà mi ha detto che da grande potrò avere un gatto,
allora io non posso lasciarlo da solo a casa! –

:-O

 

25 Agosto 1993

“LA PRIMA POESIA, 1993”

Camminavamo
lungo lo stesso marciapiede.
Tu davanti ed io dietro.
Eri ad un passo da me.
Così vicino… ma non ho mai teso la mano per prenderti.
E adesso che sei lontano
che sei imprendibile
ti vorrei accarezzare, toccare.
Camminavamo indifferenti
ignari entrambi
di quello che sarebbe successo poi.
Non ci siamo guardati neanche una volta
né abbiamo detto una sola parola.
Tu continuavi a camminare per la tua strada
ed io per la mia.
Inconsapevoli, ma con la coscienza
di volerci guardare ancora per l’ultima volta.
Sei anni fa le nostre vite s’incrociarono
così come i nostri sguardi.
Tu eri l’unico ragazzo che provava rispetto per me
e per il mio corpo.
Ci amavamo
anche se non ce lo siamo mai detto.
Sapevamo che un giorno sarebbe finita,
che la vita ci sarebbe sfuggita di mano.
Quella notte, quella moto…
quella moto ti ha portato via.
Trascinato nelle viscere della terra,
nel buio più assoluto.
Adesso sei libero
una sola anima,
che vola indisturbata
sopra le nostre teste
e che ci guarda, ci osserva,
ma che non ci dice niente.
Non si fa sentire
Non si fa distruggere
Non si fa vedere
Non si fa prendere.
Ora porgo la mia mano
in avanti
verso il vuoto
e trovo la tua.

POESIA ECLISSI

POESIA ECLISSI

Ecco Firenze,
fatto il patto
fatto il baratto
inesorabilmente
non ha tagliato i ponti
col passato.

Nel mausoleo sei andato,
no, non lassù
perché se no ti vedrei
invece accanto all’eclissi
solo silenzi
solo leggero vento.

Niente di te,
niente di tutto questo
solo cuore spalancato
solo scambi di sguardi
solo meraviglia arancione
e un pipistrello.

Parli bisbigliando
tra le stanze di nero pesto
tre scalini e una fessura gotica
un altarino ed un lumino
ci soffi sopra
e fai buio, lì ti sento
bisbigliare.

Firenze è come l’hai lasciata te,
ancora imperfetta
ancora irrequieta, inquietante
fatta di cuore maniaco
di spettri,
di cuore di veleno
non è cambiata la notte
guardala, vedi?
È tutto speciale ancora
ancora il fuoco della nostra luna
sui nostri mausolei infernali
ancora dal quinto piano
di un cemento
con giardino
guardo lassù
e ancora non ti vedo.

[ scritta oggi: 28/7/2018 ]

IMPOSSIBILE IL TITOLO è GIà PREESISTENTE

“TU”

Lo so che mi odi perché mi ami,
ma la tua assenza si fa sempre più ingombrante,
e poi oggi, mi lascio sopraffare dai sentimenti viscosi,
i tamburi dopo un po’ battono sempre dalla tua e li sento chiari
molto prima di chiunque, anche se qui vedi, suonano Lullaby per Noi,
i tamburelli suonano lucidi verso i gradini su cui hai lasciato le tue lattine.
Lo so che mi odi mentre non c’è senso nell’ostinazione di amarmi, svegliamoci
alla stazione i cani cercano di Noi e Tu hai scordato che partire l’hai sempre fatto,
per te era solo un tremendo lasciare un altro pezzettino della tua anima al portone d’acciaio,
per me la tua assenza è un continuo rimembrare che abbracciarti con la camicia bianca era come
arrivare ad abbracciare esattamente me stessa, ed io la felicità la difendo con le unghie e coi denti, non ti permettere! Ritorna o aspettami. Sto per tagliarmi i capelli di nuovo. Cammino coi pantaloni enormi di velluto nero.

 

IMPOSSIBILE IL TITOLO è GIà PRESISTENTE

“CRUDELE A METRO CUBO”

Sentiamo gli stessi occhi raffermi
spalmiamo corpi come budini sul cemento
in ogni momento in Via Taldeitali, in centro
non Ve ne accorgete?
Non Ve ne guarderete mai da dietro alle spalle
stupidi! Vi fidate di una così.
E sarò più lucida allora
di quanto adesso Vi declami questa ultima mia.
Aspro, duro silenzio, mi allontano dall’omicidio,
mentale.
mentale.
Fermatevi, un attimo, impiantatevi a terra, crepate leggendo daccapo.
Non Vi avverto nemmeno, prima, non Vi farò questo favore, Dio sa!
Lucida,lucida,lucida,aspirante provetta,mentale.
mentale.
mentale.
Partiamo dal principio, queste sono solo prove, su specchio ma:
ma, Dio sa!
Non Vi son bastati i bastoni nel retro
non Vi basteranno con eserciti di combattenti a vostro servizio
non vi basterà farVi tutte quelle fantasie su me,
nulla è costato estinguerVi nella specie.
Nulla è costato spaventare l’umanità stessa di Voi stessi.

Nulla è costato essere l’uomo davanti che sbaglia a difendere le spalle del soldato dietro.
A distanza squilibrata Vi accorgerete d’essere sempre stati soli
quando poi uscivate con me
in Via Taldeitali.

Povere bestie povere bestie povere bestie
persino io lacrimo lacrime di madonna
ma ho sempre finto spudoratamente.
Un giorno mi studierete, per via d’uscita a tutto il tempo
che Vi ho studiato io.
Il mio dispetto
crudele
crudele
crudele
crudele
crudele
crudele
crudele

e non Vi basteranno gli ostacoli dei Vostri cavalli per sentirVi liberi.

 

IMPOSSIBILE IL TITOLO è GIà PREESISTENTE

“QUANDO SI AMA LA PERSONA SBAGLIATA PUO’ QUASI ESSERE OFFENSIVO”

Perché? Non vedi? Perché perché?
ma mi vedi?

Perché non mi odi?

<< perché ti amo >>. Dice lui al petto e senza il chiodo d’un sorriso.

Ho forse un sospetto di follia?

Cos’è? Avvertimi almeno. Cosa c’è?

Ma perché mi guardi lì?

<< perché tu saresti meravigliosa se solo fossi guarita >>.

Allora senti questa, amico d’un cane!

Chi m’ha vista sa che sono cattiva,

ha visto tutto il mostro eruttare senza via di scampo,

ha visto far scappare tutti,

ha rallentato la carezza per il mio coltello troppo veloce,

non v’è ritorno quando è luce a mezzanotte,

io sono buona dentro da fare schifo,

perdo le staffe e le corazze e le chiavi e le droghe,

alle volte mi espongo, le reazioni sono a catena, e mi fanno bestemmiare,

perdo la testa, la speranza, la forza, la bugia più sincera.

Chi ha capito, sa, ch’è arrivato il momento che devo

vedermi.

Ora spiegami! Perché perché?

Perché ancora non odi?

Un attimo d’incertezza, poi riprese l’ansia e

<< perché ti amo, ecco >>.

16/2/2008

 

IMPOSSIBILE IL TITOLO è GIà PREESISTENTE

SONO SOLO AL VOLO”

Sono solo al volo
mentre la mattina non fischio
sono brevissime sbavature su di un foglio
di vino e tu che sai?
Hai un tocco perfettamente coincidente col mio palmo
hai ammirato lo spicco nel cielo
ed era nero da morire
ma siamo ancora tutti vivi
meglio andarsene prima di cominciare a fare male davvero.
Sono solo al volo
sono solo al volo
sono solo al volo
sono solo al volo
questi buchi di sparo nel vuoto.

30/3/2007

di SINAPSI

CLANGORE

Fine Maggio 2 del pomeriggio. Esco dal bar di Bocino con un Tetra Pack di Estathé da un litro e mi infilo in macchina. Lei, la macchina è nuovissima, pulitissima, profumata e con un impiantone BlauPunkT che la fa vibrare come un ICBM prima del lancio. Sto andando da Maria. Accendo la radio e becco questa canzone. La amo questa canzone, mi fa viaggiare, mi prende bene. In fondo non ho tutta questa voglia di arrivare in fretta da Maria. Maria significa 8 ore di Diritto del Lavoro senza interruzione e parecchie paranoie, oltre all’amore… Che fretta c’è? prendo l’allungatoia allora, una stradina di campagna profumata e sinuosa che mi farà guadagnare 10 minuti di relax e che mi depositerà a pochi metri dall’ingresso dell’autostrada.
2Pac ci da sotto ed io viaggio lentissimo, con il braccio fuori dal finestrino, fumando uno spino, in pace col mondo, quando la mia stradina ne incrocia un’altra in mezzo ad un campo fiorito.
Clangore. La macchina prende a girare su sè stessa, un paio di giri credo. Poi si ferma. 2Pac non ha ancora finito di menarla con l’amore californiano. Confuso spengo la radio e scendo.
Oggi, quella stradina è uno stradone. All’incrocio c’è il semaforo e anche un distributore. Tutte le volte che sono costretto a passarci, nella testa mi parte ancora quella canzone. La odio, la colpa è stata sua.
Scrivere versi…non credo che abbia senso “intorno a noi” ma certo lo ha per noi che li scriviamo senza porci troppe domande. Prima smantello il paesaggio. Il distributore se ne deve andare.
Anche il semaforo. Così ritrovo quel campo fiorito, pelliccia d’erba contro il cielo e quell’albero, slancio puro immobile come una trappola.
Ed ecco…
Da incerta macchina Livornese tre anime escono dal cruscotto di vaga carne e tre corpi oscillano nella memoria come strani funghi emersi tra le cartacce del ciglione.

SCRITTA da RICCARDO MATTII detto ì SIN

Una volta tanto tempo fa, vi era una piccola scugnizza, danzatrice su fili elettrici, adesso vi sono solo terre lontane da raggiungere in Porsche Carrera, cappotta scoperchiata, niente stereo alto, niente sigarette nel cruscotto, niente lattine verdi smeraldo dietro a tintinnare, niente ripensamenti.

angolo del pensiero sparso

voli pindarici sulla caleidoscopica umanità

Ero Sveglia: poi ho capito Freud ®

"ogni riferimento a cose, persone o fatti è puramente casuale ed opera della mia fantasia"

Fosca Sensi

la verità è una questione estetica

marcellocomitini

il disinganno prima dell'illusione

Il Blog di Tino Soudaz 2.0

Provando tanto, prima o poi riesco anche se tante cose continuo a non capirle

arturoadalziora

scritti in lingua morta

massimobotturi

Lo so, lo so, lo so che un uomo, a 50 anni, ha sempre le mani pulite e io me le lavo due o tre volte al giorno, ma è quando mi vedo le mani sporche che io mi ricordo di quando ero ragazzo. Tonino Guerra

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"Non si parte - Riprendiamo le strade di qui, curvo sotto il mio vizio, un vizio che ha affondato al mio fianco le sue radici di sofferenze, fin dall'età della ragione - che sale al cielo, mi colpisce, mi rovescia, mi trascina" A.R. "Cattivo sangue"